“Terzo Valico: poche informazioni su costi e benefici?”

da alessandrianews.it Economia  | Marco Ponti, professore di economia dei trasporti del Politecnico di Milano: “non viene reso noto il piano finanziario dell’opera”. Sulla liberalizzazione dei trasporti: “normativa attuale folle, gli interessi anti-concorrenza sono fortissimi a tutti i livelli” Entro gennaio, secondo quanto aveva affermato il commissario per il Terzo Valico Walter Lupi dovrebbero aprire i cantieri per la tratta veloce che collegherà Genova con MIlano. Di certezze, però, ce ne sono ancora poche. Stando al progetto definitivo, approvato dal Cipe, Il Terzo Valico parte dal nodo di Genova e attraversa le province di Genova e Alessandria interessando il territorio di 12 Comuni. La linea si sviluppa lungo la direttrice Genova-Milano, fino a Tortona, e lungo la direttrice Alessandria-Torino, fino a Novi Ligure, quindi si innesta sulle linee esistenti di collegamento con Milano e Torino. Il tracciato si sviluppa in due gallerie a semplice binario affiancate e unite tra loro da collegamenti trasversali in modo che ognuna possa servire da galleria di sicurezza per l’altra. Secondo quanto riportato sul sito di Rete Ferroviaria Italiana “la nuova infrastruttura consentirà di aumentare in maniera significativa l’offerta di trasporto, migliorando i collegamenti ferroviari fra il sistema portuale ligure e i porti dell’Alto Tirreno e il Nord del Paese, il Centro e Nord (Rotterdam, Anversa) Europa e, grazie anche ai contestuali interventi di potenziamento del nodo di Genova, di sviluppare una rete da dedicare ai flussi di traffico metropolitano dell’area genovese”. Ma le contestazioni nel Basso Piemonte sono molto pesanti, anche dal punto di vista ambientale.
25922966_fotinapontiIl professor Marco Ponti, docente di Economia dei Trasporti al Politecnico di Milano dove è responsabile di Traspol, il laboratorio di Politica dei trasporti, collaboratore di lavoce.info, illustra le sue perplessità sull’opera. Quando si parla di Alta Velocità Milano-Genova che cosa si intende? Una linea per passeggeri, per le merci o mista passeggeri-merci? Questa linea ha senso forse solo per le merci, ma Mauro Moretti (amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, ndr) ha dichiarato che la nuova linea non serve a niente diverse volte in pubblico, e forse: a) di ferrovie ne capisce qualcosa e b) avrebbe tutto l’interesse a farla, intanto mica paga lui, ma noi tutti come contribuenti. Ma c’è veramente la necessità di un collegamento tra Genova e il Nord Europa? Lo scandalo insopportabile è che non viene reso noto il piano finanziario dell’opera, ovvero il rapporto costi-ricavi, cioè quanto devono pagare i contribuenti, ma nemmeno il risultato economico, cioè il rapporto costi-benefici per la collettività. Perché? Forse c’è qualcosa che è meglio non far sapere in giro? Qual è la sua opinione sulle questioni ambientali che sono causa di pesanti contestazioni nel Basso Piemonte? Le considerazioni ambientali sono un sovrappiù: se si dimostrasse che l’opera, al di là di valutazioni di parte, fosse utilissima alla collettività, forse sull’ambiente si potrebbe anche risolvere la questione con misure di mitigazione. Ma, date le premesse, non mi sembra proprio questo il caso. Si parla della necessità di interporti nel Basso Piemonte. Anche qui tutto dipende dall’esistenza di soluzioni/tracciati alternativi e di costo minore. Ma nulla è dato sapere sulle alternative, come si usa nei paesi civili. Si discute molto di liberalizzare i trasporti. Come economista Lei cosa pensa? Data la folle normativa attuale, di liberalizzazioni non si può parlare e meno male che in Piemonte c’è un’amministrazione che si proclama liberale… ci vuole un bel coraggio, appena vinte le elezioni hanno abolito le gare. Ma forse Monti ce la fa a liberalizzare un minimo i servizi, a beneficio degli utenti e dei pagatori di tasse. Per scaramanzia però, aspettiamo i risultati pratici: gli interessi anti-concorrenza sono fortissimi a tutti i livelli.

13/01/2012
Print Friendly, PDF & Email