Cresce la mobilitazione contro il Tav – Terzo Valico

Sta crescendo inesorabilemte, giorno dopo giorno, la mobilitazione dei cittadini contro la costruzione della linea ad altà Velocità Milano – Genova, chiamata Terzo Valico.

Un progetto che affonda le radici nel lontano 1992 e che ha sempre visto con alti e bassi una forte opposizione da parte delle popolazioni coinvolte dal tracciato.

Nel 2006 c’era stata probabilmente la punta più alta delle mobilitazioni, con una manifestazione partecipata da oltre tremila persone da Serravalle Scrivia ad Arquata Scrivia che aveva reso chiaro ed evidente il dissenso della cittadinanza.

L’intervento dell’allora Ministro Di Pietro che aveva definito il Terzo Valico un’opera assurda in un convegno a Novi Ligure aveva rappresentato il tramonto definitivo del progetto e della conseguente mobilitazione.

Un progetto che il Governo Monti ha deciso di riportare in auge, finanziando i primi due lotti costruttivi per un milardo e seicento milioni di euro a fronte di un costo complessivo lievitato ora intorno ai sette miliardi di Euro.

La macchina dell’opposizione popolare si è presto rimessa in moto, con la riattivazione di comitati locali, assemblee pubbliche, volantinaggi in Val Lemme, Arquata Scrivia, Novi Ligure, Tortona e in Valpolcevera, le zone più duramente colpite dall’ennesima grande opera pubblica inutile e pericolosa.

Inutile perchè i dati della movimentazione container del porto di Genova, in costante sofferenza, non giustificano la necessità di una nuova linea, considerato che gli attuali cinque valici appenninici esistenti con piccoli lavori di ammodernamento, sarebbero più che sufficienti a garantire il trasporto merci da Genova verso il basso Piemonte.

Pericolosa perchè la montagna che vorrebbero bucare con un tunnel di 37 chilometri su 54 complessivi di opera, contiene in grandissime quantità amianto destinato a scorazzare per le strade delle provincia di Alessandria e della Liguria per essere conferito nelle cave.

Lo stesso amianto che nella vicina Casale Monferrato ha causato la morte di migliaia di cittadini.

Nonostante l’assurdità dell’opera, in un momento di crisi economica drammatica (il taglio alle pensioni equivale al costo del terzo valico!) sembrano intenzionati per davvero ad incominciare e i primi incontri avuti dalle amministrazioni comunali col Cociv (il consorzio costruttore) lo stanno a dimostrare. Purtroppo solo il Comune di Arquata Scrivia si è schierato contrario al Tav con una delibera che venne votata nel 2005 all’unanimità. Nuove prospettive sul fronte istituzionale si aprono con la vittoria di Doria alle primarie del centrosinistra di Genova, essendosi anche lui detto contrario al terzo valico.

Sicuramente chi pensa di non incontrare resistenza ha fatto male i suoi calcoli a vedere dal calendario del movimento contro il tav – terzo valico fitto fitto di riunioni, assemblee e iniziative di piazza a partire dalla manifestazione No Tav della Val di Susa del 25 Febbraio.

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