Al via gli espropri per il terzo valico

da il Sole 24 Ore

GENOVA
Espropri al via, primi cantieri in maggio-giugno per il terzo valico, grande opera ligure (6,2 miliardi) destinata a collegare Genova a Tortona, innervando così il sistema portuale a Pianura padana e grande Nord.
Otto anni di lavori previsti per questi 54 km di nuovi binari (39 in galleria) per l’Alta Velocità/Capacità, sotto l’Appenino ligure. In decollo l’allestimento del lotto numero uno (500 milioni), propedeutico, soprattutto viabilità utile ai mezzi di servizio. C’è già l’ok per le risorse del secondo (1,1 milioni), col quale si bucherà invece la montagna. Da finanziare i rimanenti 4 lotti costruttivi (rispettivo costo di 1,27, 1,34, 1,2 miliardi, 650 milioni).
Anno 2020, orario estivo: è l’ultima stima di Rfi e Cociv, il consorzio concessionario in azione, per l’entrata in esercizio di questo tratto terminale del corridoio Ue Genova-Rotterdam. In definizione gli ultimi atti amministrativi che rimanevano da perfezionare (pratiche antimafia e rinnovo della autorizzazione paesaggistica validata dalle due Regioni coinvolte, Liguria e Piemonte, e dalle relative Soprintendenze) per dare piena efficacia al contratto integrativo firmato a novembre da Rfi e Cociv, atto che, a valle di un contenzioso fra le parti rientrato dopo un lungo negoziato, aggiorna e ridefinisce la concessione del 1992 (avvenuta senza gara). Rispetto ad allora, Rfi è subentrata a Tav spa, mentre Cociv, cambiato assetto, ha ora come capofila Impregilo.
Dodici i Comuni implicati fra Genovese e Alessandrino, sedi, nelle scorse settimane, dei primi incontri di taglio operativo, per definire la messa a disposizione delle aree pubbliche, per avviare cantieri e campi-base. In parallelo scatta l’iter più lento degli espropri per le aree private. Si profilano giganteschi movimenti terra, con masse enormi di rocce da scavare e riallocare, intorno a Genova. Per il terzo valico, circa 6 milioni di metri cubi di “smarino” da estrarre e ricollocare (poi arriveranno i quasi 11 milioni per la gronda autostradale). Uno specifico “patto dei detriti” era stato siglato in dicembre, fra enti e imprese cavatrici destinate a fornire materiale e accogliere i detriti, insieme alle aree portuali, dove saranno utilizzati per “tombamenti”. Il Cociv ha convocato 15 giorni fa a Roma sindacati edili e sigle dei costruttori del Genovese e Alessandrino, prospettando opportunità di coinvolgimento delle imprese locali. Intanto si mettono a fuoco le compensazioni per gli edifici “interferiti” dal percorso: 5 piccole attività artigianali e una ventina di fabbricati residenziali (una cinquantina di alloggi). La Liguria si avvarrà di un suo peculiare strumento normativo, la legge sui Pris (Programmi regionali di intervento strategico) che dal 2007 concede ai residenti coinvolti in demolizioni un bonus (oggi di 43mila euro), extra rispetto a indennità di esproprio e corrispettivo del valore di mercato dell’immobile.

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