Anche Certosa dice di no alle “grandi” opere

Ieri, sabato 14 aprile, si è tenuta lungo le vie del quartiere una manifestazione, indetta dal “Comitato Liberi Cittadini” di Certosa, che ha visto la partecipazione di più di 200 persone nonostante la pioggia.

Il comitato, nato per la riqualificazione dell’ex-area Fillea, ed il repentino aumento degli spazi e delle tariffe delle zone blu, ha indetto questa manifestazione non solo in funzione della propria vertenza, ma anche sulle altre problematiche che riguardano il territorio della Valpolcevera, ossia, il cancerogeno inceneritore previsto a Scarpino, la devastante gronda di ponente ed il terzo valico, per la  salvaguardia della scuola Villa Sanguineti di Fegino minacciata dai cantieri dell’alta velocità, e contro la chiusura del CUP di Certosa.

Un altro aspetto sottolineato è stato il pericolo di infiltrazioni mafiose che da sempre incombe sugli appalti di queste “grandi” opere.

Può sembrare che tutte queste vertenze siano scollegate, invece non lo sono, visto che si preferisce investire milioni di euro della collettività per le “grandi” opere inutili e dannose, mentre le “piccole” opere utili e necessarie, come la riqualificazione di un giardino di un quartiere, viene lasciato in abbandono.

Ma soprattutto ciò che bisogna contrastare è il modello di sviluppo che rappresentano le “grandi” opere: basato sulla cementificazione del territorio, la non conservazione dell’esistente e la minaccia della salute pubblica.

Unire i conflitti e le lotte è la strada da seguire, a cominciare da venerdì 20 aprile dalle ore 16:00, davanti alla scuola di Villa Sanguineti a Fegino, per poi ritrovarci alle 17:00 in piazza Rismondo a Bolzaneto, per dire NO alle “grandi” opere, a quello che rappresentano, a questo modello di sviluppo.

Davide Ghiglione Movimento No Tav – Terzo Valico Valpolcevera

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