Piccole opere utili e necessarie

La prima volta in cui ho sentito parlare di alta velocità era circa la metà degli anni novanta, ed il treno veloce Genova-Milano si chiama “supertreno”, quasi ad evocare un personaggio dei fumetti caro a quelle decine di bambini e bambine che ieri hanno camminato in corteo per le strade della Valpolcevera a difesa della loro scuola e contro il terzo valico.

Purtroppo questo “supertreno” non è un eroe, un buono che ci difende dai cattivi, ma, al contrario, è un mostro che dobbiamo sconfiggere.

Un mostro che taglia le falde acquifere e prosciuga le sorgenti, scava nelle rocce e produce amianto, abbatte le case e distrugge i prati, immette sulle strade centinaia di camion che creano traffico, polvere, rumore, inquinamento.

Questa non è una favola per bambini, ma un incubo creato dai “grandi”, adulti che vogliono solamente far prevalere il proprio interesse privato su quello collettivo, generando profitto e dando gli appalti in mano alle mafie, creando occupazione scandente e precaria.

Dopo anni di iniziative in giro per la Valpolcevera in cui abbiamo cercato di sensibilizzare le persone su cosa significasse il terzo valico nella nostra vallata ed in cui ci sentivamo solamente rispondere dove avrebbero assegnato le nuove case, finalmente si sta creando un movimento che non chiede qualcosa per se, ma lo fa per gli altri.

Sicuramente tutto questo è stato possibile grazie all’elaborazione e le pratiche che hanno messo in campo i valsusini e dai quali abbiamo molto da imparare, ma anche alla consapevolezza della difesa del concetto di “bene comune”, di cui la battaglia contro la privatizzazione dell’acqua è stata un emblema.

In queste settimane abbiamo messo in campo tutta una serie di iniziative autorganizzate, al di là delle appartenenze, che hanno avuto come unico comune denominatore la difesa della nostra Valle, la Valpolcevera, dalle “grandi” opere, il cui simbolo è proprio la scuola Villa Sanguineti minacciata da un cantiere del terzo valico, che rappresenta milioni di euro sprecati quando nel nostro paese si tagliano istruzione, sanità e pensioni.

Io credo che la nostra Valle, dovremmo proprio imparare a chiamarla così, a coccolarla, dopo che è stata devastata dal petrolchimico, “riqualificata” a suon di centri commerciali, adesso dobbiamo proteggerla da questo ennesimo assalto.

Ciò non significa che ci accontenteremmo di una tracciato spostato di qualche chilometro, in quanto la nostra battaglia è quella contro un sistema che ci affama ed avvelena.

Una lotta per la vita

Davide Ghiglione Movimento No Tav Terzo Valico

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