Presentata una proposta di delibera in Consiglio Comunale ad Arquata Scrivia

Prendendo spunto dai molti interventi fatti durante l’assemblea popolare del movimento No Tav – Terzo Valico ad Arquata Scrivia, volti a sottolineare l’importanza che nei Consigli Comunali interessati dai lavori del Terzo Valico, vengano presentate delibere di contrarietà alla realizzazione dell’opera, il comitato di Arquata ha deciso di fare questo passo importante. Nell’ultima riunione i molti partecipanti hanno discusso e approvato una proposta di delibera e hanno chiesto ai due Consiglieri Comunali, assidui frequentatori delle riunioni del comitato, di farsene promotori all’interno del Consiglio. Il Consigliere di Maggioranza Prando ha rifiutato l’invito, adducendo come motivazione la non condivisione del contenuto della delibera, senza peraltro voler entrare nel merito della discussione. Il Consigliere di opposizione Cirri si è invece reso disponibile e la proposta di delibera è stata oggi depositata per essere discussa nel prossimo Consiglio Comunale. L’auspicio del comitato è che sulla delibera possa ripetersi il voto che nel 2005 il Comune di Arquata Scrivia, unico interessato al progetto, espresse all’unanimità di contrarietà alla realizzazione dell’opera.

Riportiamo il testo della proposta di Delibera:

PROPOSTA DI DELIBERA SUL TAV – TERZO VALICO

Considerato

l’imminente inizio dei lavori della linea ferroviaria ad Alta Velocità – Alta Capacità denominata Terzo Valico Ferroviario

Considerato

il parere contrario espresso all’unanimità dal Consiglio Comunale in data 7 Dicembre 2005 sulla proposta di progetto definitivo del cosiddetto Terzo Valico Ferroviario di cui riportiamo integralmente la Delibera:

IL CONSIGLIO COMUNALE DI ARQUATA SCRIVIA IN DATA 7 DICEMBRE 2005

VISTO

il progetto della Linea A.C. MI-GE – Terzo Valico dei Giovi, trasmesso dalla Società Italferr S.p.A. all’Amministrazione Comunale di Arquata Scrivia, previsione della convocazione, da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, della seduta conclusiva della Conferenza dei Servizi.


CONSIDERATO

che l’esecuzione della nuova infrastruttura ferroviaria e delle opere propedeutiche ed accessorie (cantieri e depositi) prevede, sia nella fase di realizzazione che in quella d’esercizio, la compromissione di una vasta porzione del territorio comunale con pesanti interferenze con le fonti di approvvigionamento idrico, con il tessuto edilizio esistente, con l’attuale sistema viario e con forti impatti dal punto di vista sociale.


CONSIDERATO

che il progetto prevede la demolizione di alcuni fabbricati ad uso residenziale e che porterà gravi disagi relativamente alla vivibilità di altri edifici situati presso il tracciato determinando, al contempo, seri impatti sulla viabilità urbana e sulla qualità dell’aria a causa dell’elevato numero di mezzi pesanti che si troveranno a transitare sul territorio comunale nella fase di realizzazione dell’opera.


CONSIDERATO

che la procedura amministrativa introdotta dalla cosiddetta “Legge Obiettivo” comprime, fino ad annullarle, le possibilità effettive di intervento delle amministrazioni locali nella fase di definizione dei progetti ed in quella della realizzazione delle opere infrastrutturali.

 

VISTA

con estrema preoccupazione, l’assenza, nel progetto definitivo in oggetto, di approfondite analisi, peraltro previste dalle Direttive Comunitarie in materia, circa la Valutazione d’Impatto Ambientale, assenza che ha determinato l’avvio della procedura di infrazione nei confronti dell’Italia da parte dell’Unione Europea.


VALUTATO

 prioritario intervenire sulle linee esistenti contrariamente a quanto stabilito dal Disegno della Legge Finanziaria 2006 che prevede drastici tagli sui fondi di dotazione ordinaria di R.F.I. S.p.A. fmalizzati ai programmi di manutenzione delle reti e del materiale rotabile.


CONSIDERATA

 la presenza di ricadute negative, che risultano difficilmente mitigabili, nei territori attraversati dalla Linea A.C. MI-GE – Terzo Valico dei Giovi.


RICHIAMATA

la Deliberazione del Consiglio Comunale n° 33 del 26/09/2002.


RICHIAMATA

la Deliberazione del Consiglio Comunale n° 18 del 27/05/2003 con particolare riguardo al fatto che:
1- l’ipotesi di realizzare una nuova opera infrastrutturale deve coniugarsi adeguatamente con il rispetto del territorio attraversato, degli insediamenti, delle attività presenti e della viabilità preesistente. In particolar modo si ritiene fondamentale, per l’espressione di un parere definitivo da parte di questa Amministrazione, sviluppare l’aspetto legato all’inserimento ambientale dell’opera e a tutti gli interventi possibili di mitigazione degli impatti sia in fase di realizzazione che in fase di esercizio;
2. permangono serie e fondate preoccupazioni in merito all’impatto idrogeologico (interferenza con le fonti di approvvigionamento idrico), socio economico sia in riferimento al periodo di cantierizzazione (incidenza sul tessuto edilizio esistente” sulla viabilità ed inquinamento connesso alle attività di .cantiere) e quello di esercizio (acustico e visivo).

 

VISTO

quanto sopra espresso e considerato nel merito, si osserva che:
. manca ogni riferimento a progetti o programmi relativi a nuove captazioni e condotte di adduzione sostitutive degli attuali approvvigionamenti idrici derivanti dalle sorgenti di Borlasca (acquedotto ACOS).
. si ritiene indispensabile realizzare soluzioni alternative per evitare prolungate interruzioni del servizio idrico. Tutto ciò, anche in relazione a quanto prescritto dalla Legge 05.01.1994 n. 36 “Disposizioni in materia di risorse idriche”, che, all’articolo 2, prevede quanto segue: “L’uso dell’acqua per il consumo umano è prioritario rispetto agli altri usi del medesimo corpo idrico superficiale o sotterraneo. Gli altri usi sono ammessi quando la risorsa è sufficiente e a condizione che non ledano la qualità dell’acqua per il consumo umano”.


CONSIDERATO

che, in conseguenza della durata degli stessi lavori, la presenza di circa 400 addetti, alloggiati presso il campo base, richiede anche la previsione puntuale degli impatti sociali ed economici di tale nuova comunità (servizi scolastici, ricreativi, sociali e sanitari).


VISTA

la vicinanza del campo base al Deposito Petrolifero SIGEMI, azienda soggetta ad incidente rilevante.


VISTE

le valutazioni tecniche formulate, per conto del Comune di Arquata Scrivia, dall’ing Fulvio Delucchi e dal dott. Geologo Elio Guerra.


VISTA

la nota tecnica in cui ACOS S.p.A. effettua una valutazione sui possibili impatti e sulle interferenze sugli impianti e sulle reti dell’acquedotto del Comune di Arquata Scrivia e dei Comuni limitrofi.


VISTE

le osservazioni formulate dai cittadini di Arquata Scrivia.


VISTO

il parere della Sovrintendenza per i Beni Artistici.


VISTO

il D.Lgs. 18.08.2000 n. 267, contenente il testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali.

 

DELIBERA
1. Di esprimere PARERE NEGATIVO sulla proposta di progetto definitivo predisposto da Italferr S.p.A. per la realizzazione del cosiddetto 3° Valico Alta Capacità Genova – Milano, in particolare, per le motivazioni ricordate in premessa, e meglio specificate negli allegati di cui lettera A, B, C e D, tra cui si sottolineano:
. La mancata previsione della progettazione e realizzazione di un acquedotto alternativo, sostitutivo degli approvvigionamenti idrici oggi derivanti dalle sorgenti di Borlasca (acquedotto ACOS).
. La mancanza di un’approfondita analisi circa la Valutazione di Impatto Ambientale.
2. Di approvare e fare proprie le osservazioni contenute nelle relazioni tecniche predisposte dall’ingegner De Lucchi e dal dott. Geologo Guerra su incarico dell’Amministrazione Comunale d’ Arquata Scrivia (Allegato A).
3. Richiedere, in sede di Conferenza dei Servizi, la Valutazione d’Impatto Ambientale ai sensi delle Direttive Comunitarie vigenti in materia.
4. Trasmettere la presente deliberazione alla Regione Piemonte ed alla Provincia di Alessandria affinché sostengano e facciano proprie le istanze in essa contenute.
5. Di dare mandato al Sindaco affinché si faccia carico di portare la presente istanza alla seduta conclusiva della Conferenza dei Servizi.
6. Riservarsi la facoltà d’intraprendere tutte le azioni legali finalizzate alla salvaguardia dell’ambiente ed allo sviluppo economico del territorio.
7. Questa deliberazione viene dichiarata immediatamente eseguibile, a seguito di separata votazione e con voti favorevoli unanimi.

 

Considerato

il perdurare del pesante impatto che l’opera avrà sul nostro territorio;

 la presenza di una pesante cantieristica, che prevede l’impiego di molti lavoratori senza adeguati servizi abitativi, sanitari e socio assistenziali, necessari per garantire una adeguata vivibilità della città;

le numerose segnalazioni fatte dalle RSU e dalle RLS dei cantieri Tav Bologna – Firenze volte a denunciare gravissime mancanze nella sicurezza dei lavoratori e dell’ambiente circostante. Lavorazioni eseguite con squadre incomplete ai sensi della vigente contrattazione aziendale, mancato uso DPI, presenza di personale non adibito al maneggio esplosivo durante il caricamento della volata, smarino non bagnato prima della movimentazione, inizio turni in anticipo rispetto al normale orario e fine in ritardo, salto di riposi, mancate riparazioni di ventole e bocchette di aerazione o lavori in mancanza di un sistema di aerazione, mancanza di acqua potabile all’interno della miniera, mancato rispetto della procedura di sicurezza per disinnesco mine, altissima percentuale di morti sul lavoro e ferimento dei lavoratori;

l’alto costo dell’opera TAV Terzo Valico, sommato all’incongruenza di una linea dove, come peraltro espresso in un’intervista dall’Amministratore Delegato di Trenitalia, Mario Moretti, è impossibile far coesistere un traffico merci ed un traffico passeggeri comune anche a tutte le altre tratte ad alta velocità.

Sottolineato

il non rispetto della normativa europea relativa alla necessità di assegnare la realizzazione dell’opera ad una impresa scelta con gara europea al fine di contenere costi dell’opera stessa e all’efficienza con cui verranno svolti i lavori.

 

Evidenziate

le indeterminatezze della fase di attuazione del progetto, che prevede l’inizio dei lavori senza una progettazione esecutiva e senza certezze sul proseguo dei lavori essendo spezzettati per lotti costruttivi e non finalizzati.

Che ad oggi risultano finanziati esclusivamente i primi due lotti costruttivi.

 

Verificato

l’elevatissimo costo dell’opera, pari a 6,2 miliardi di euro, per 53 km di linea.

Considerata

la pesante crisi economica che il nostro Paese sta attraversando, pagata soprattutto dai ceti popolari, con notevoli tagli ai servizi ed elevati aumenti del costo della vita.

 

Vista

la necessità di utilizzare con parsimonia le poche risorse esistenti da impiegare verso progetti mirati allo sviluppo del paese, aventi al centro il lavoro e la salvaguardia del territorio.

 

Esaminata

attentamente la gestione economica del progetto dell’Alta velocità, facilmente permeabile alle infiltrazioni delle organizzazioni malavitose, come ampiamente dimostrato dal Libro scritto nel 1999 dal Giudice Ferdinando Imposimato e dai giornalisti Pisauro e  Provvisionato, intitolato “Corruzione ad Alta Velocità” e dai recenti fatti di cronaca inerenti le operazioni contro la ‘ndrangheta in Piemonte e Liguria.

 

Considerate

le alternative al progetto “Terzo valico” concernenti il potenziamento delle linee merci e dei valici appenninici già esistenti, attualmente ben lontane dalla saturazione, con un traffico TEU in costante diminuzione, come le recenti statistiche riportate dall’Autorità Portuale di Genova dimostrano.

 

Considerato

che nella conferenza dei servizi che ha bloccato un progetto di eolico sul monte Porale in Val Lemme proposto da Enel Green Power, sono inoltre emersi notevoli quantitativi di rocce amiantifere.

L’ARPA ha parlato di “…notevole problematica riguardante la presenza di elevatissime concentrazioni di amianto naturale (crisotilo) nelle aree oggetto di scavo e lavorazione, confermata dalle analisi fornite che hanno evidenziato valori fino a circa 200.000 mg/kg nei campioni di terreno esaminati…“.

La Provincia di Alessandria ha  scritto che su 10 campioni analizzati 9 risultano non conformi per il parametro amianto in quanto i valori riscontrati sono superiori al limite massimo. (nell’ordine di decine o addirittura di centinaia di volte)

Che l’accertata nocività per la salute dell’amianto ha portato a vietarne l’uso in molti paesi, in quanto le polveri contenenti fibre di amianto, respirate, possono causare gravi patologie mortali fra cui l’asbestosi, il mesotelioma pleurico e il carcinoma polmonare.

 

Considerato

che l’ARPA ha inserito il Comune di Arquata Scrivia nelle Zone di Piano della Provincia di Alessandria con classificazione 1, ovvero a maggiore criticità dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico e con superamento di uno o più valori limite attualmente vigenti, per via del tessuto produttivo e delle infrastrutture di trasporto presenti sul territorio;

 

che la realizzazione del Tav – Terzo Valico, considerato il passaggio di centinaia di camion giornalieri per le strade del Comune di Arquata Scrivia, non potrà che peggiorare l’inquinamento atmosferico.

 

Delibera

  1. La netta contrarietà del Comune di Arquata Scrivia all’opera denominata Tav – Terzo Valico.
  2. Di fare proprie e confermare le valutazioni negative di carattere tecnico espresse nella delibera del 7 Dicembre 2005 e dai suoi allegati, votati all’unanimità dal Consiglio Comunale di Arquata Scrivia.
  3. Di richiedere al Governo Nazionale di bloccare l’avvio dei lavori del Terzo Valico per poter instaurare un sereno confronto con le amministrazioni comunali e i cittadini interessati dal progetto.
  4. Di adire a tutti gli strumenti legali atti a difendere il territorio e la popolazione.
  5. Di non concedere le autorizzazioni a Cociv per l’inizio dei lavori che insisteranno sul territorio comunale.
  6. Di interdire il passaggio in tutto il territorio comunale dei mezzi pesanti provenienti dai cantieri del Terzo Valico.
  7. Di opporsi insieme ai cittadini e al comitato locale No Tav – Terzo Valico all’inizio dei lavori partecipando ad iniziative di protesta pacifiche  da concordarsi.

 

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