Arquata Viva: 26 Maggio – Manifestazione No Tav Terzo Valico

Per Arquata si avvicina una data importante. Il 26 maggio a partire dalle ore 15 si terrà infatti una manifestazione contro il TAV Terzo Valico organizzata dal Comitato NO TAV TERZO VALICO  e dai Comitati Scrivia.
Mai come in questo caso ci sembra importante non solo dare notizia dell’evento, ma esplorare le ragioni di chi si oppone a questa opera, persone che da tanti anni informano gli arquatesi e non solo sugli “effetti collaterali” del Terzo Valico.
Restando disponibili ad ospitare le opinioni di chi invece è favorevole al Treno, pubblichiamo un  riassunto della chiacchierata che abbiamo fatto con uno dei coordinatori del movimento No Tav  Terzo Valico, l’arquatese Claudio Sanita.
Ciao Claudio, perché una manifestazione di questa portata ad Arquata, e perché gli arquatesi dovrebbero partecipare?
Arquata sarà, o meglio sarebbe, uno dei comuni interessati dal passaggio del Treno ad Alta Velocità. Insieme a Serravalle, Novi e Tortona è uno dei comuni in cui è previsto che il treno passi in superficie e, se si pensa che il termine dei lavori dovrebbe essere il 2020 (salvo i soliti inevitabili ritardi), è facile capire quali stravolgimenti apporterebbe alla viabilità e al paesaggio.
Quindi cantieri. Quanti e quali?
A Moriassi e Radimero, dove il treno esce dalla montagna, ci saranno i Cantieri Operativi (COP) 4 e 20,  per una grandezza prevista di 42.430 metri quadrati, dove dovranno arrivare 1.290.000 tonnellate di materiale per la produzione di calcestruzzo. Questi cantieri saranno in comunicazione con COP 5 Libarna, a Serravalle, un altro cantiere di 25.550 m2.
Sempre a Moriassi e Radimero ci sarà una cava che ospiterà 370.000 metri cubi di smarino (detriti prodotti dagli scavi), con una massiccia presenza di amianto.
Verrà costruita una nuova strada, nei pressi di Campora, per raggiungere il cantiere da Serravalle.
qui ci sarà l’imbocco della galleria
Sempre a Radimero sarà scavato un pozzo per le attività legate allo scavo della galleria, altri 20.934 m2 di cantiere.
Un campo base di 30.000 m2 è previsto vicino alla ditta Derrik, più altri 26.000 m2 a disposizione. Verrà costruito un dormitorio a 2 piani, e appena fuori Arquata sarà attivato un Cantiere Operativo Viabilità (COV) per l’allargamento della Crenna, per il quale è stata fatta una proposta dalla Provincia per dirottare il traffico della Val Lemme sulla strada delle Colombare.
Sono previsti anche numerosi lavori per la viabilità: allargamenti di strade, nuove rotonde, adeguamenti di sottopassi stradali e ferroviari.
Senza contare che Arquata è considerata dall’ARPA a classificazione 1 – la più grave – per maggior criticità dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico.
Moriassi e Radimero dicevi, ma che ne sarà di chi ci abita e dei terreni di proprietà?
La risposta è tanto semplice quanto inquietante: 65 espropri di terreni e 7 espropri e abbattimenti tra case e fabbricati.
In Liguria cinquanta famiglie dovranno lasciare le proprie case, a fronte di un indennizzo di 40mila Euro. In Piemonte non c’è ancora il progetto esecutivo.
E chi avrà la “fortuna” di potersi tenere le proprietà, si godrà la vista da vicino di scavi, detriti, camion, amianto e finalmente del treno.
Parliamo degli acquedotti, quali sono i rischi?
le “Acque Fredde” – Rigoroso
Nel progetto si parla di un “basso rischio di interferenze con le sorgenti di Rigoroso e Borlasca”. Non la pensa allo stesso modo ACOS, che nelle sue osservazioni al progetto parla di una necessità di ampliare l’indagine idrogeologica, viste le contraddizioni riscontrare nello stesso. La verità secondo noi è che sarebbe praticamente certa la distruzione delle fonti, e che – come afferma il CIPE – occorre prevedere un sistema idrico di emergenza di durata limitata alla realizzazione di un’alternativa, situazione che si protrarrebbe almeno per 2 o 3 anni. Insomma, tutti con le taniche pronte!
A proposito, durante la manifestazione del 26 distribuiremo acqua della fonte di Rigoroso, tanto per ricordare a tutti cosa rischiamo di perdere.
Per concludere: ma serve davvero questo Treno ad Alta Velocità?
La linea Tav veniva definita necessaria perché si prevedeva che le attuali linee dovessero essere sature già nel 1998. La situazione alla fine del 2011 ci dice che le linee attuali bastano e avanzano, e che basterebbe potenziarle per assicurare anni e anni di trasporti su di esse senza problemi (a questo link potete dare un’occhiata ai numeri ufficiali ndr).
Basta poi prendere un treno “normale”, a breve percorrenza, utilizzati dal 95% dei pendolari ferroviari, per rendersi conto in quali condizioni versano stazioni e carrozze, per capire dove dovrebbero essere impegnati i soldi pubblici. Stiamo parlando di 6 miliari e 200 milioni di Euro preventivati per il TAV. Con una parte di quei fondi si sistemerebbero le linee tradizionali, potenziando anche il trasporto merci, senza creare ulteriori danni al nostro già flagellato paesaggio.
Claudio, grazie per il tempo che hai dedicato ad ArquataViva, l’appuntamento quindi è per sabato 26 maggio in stazione, alle 15.
Certo, speriamo che la popolazione arquatese partecipi in massa alla manifestazione, perché adesso è ora di far sentire la nostra voce, ovviamente in maniera pacifica. Sarà una festa, alla quale parteciperà anche il Sindaco di Arquata Paolo Spineto, che ringraziamo per la disponibilità. Ed è con una festa che vogliamo difendere il nostro territorio e soprattutto vogliamo rivendicare – come scriviamo sulla locandina della manifestazione – il nostro diritto di decidere sulle scelte che riguardano i nostri territori.
Per maggiori informazioni sul Comitato No Tav Terzo valico, vi segnaliamo il sito www.notavterzovalico.info sul quale troverete aggiornamenti sulle attività del movimento e tutte le documentazioni sul progetto TAV.
Ricordiamo inoltre che è ancora attivo sul blog il sondaggio “sì tav/no tav”. Votate, e ci vediamo sabato 26!
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