Chiesti più fondi per la tutela del territorio

da alessandrianews

I Comuni e la Provincia chiedono fondi per fare controlli ed avere garanzie sull’amianto nelle rocce e per le fonti toccate dal terzo valico, ma dalla Regione non arriva nessuna risposta positiva. E’ questo l’esito dell’incontro di ieri a Torino, dove la tav Genova-Milano è stata inserita nella legge che prevede interventi per i territorio interessati da grandi infrastrutture

I Comuni della zona e la Provincia di Alessandria chiedono soldi e garanzie per effettuare indagini sull’amianto nelle rocce e sulle fonti d’acqua messe a rischio dai cantieri del Terzo Valico, ma dalla Regione e dal Governonessuna risposta. Il problema è sorto ieri a Torino, nell’incontro che è stato convocato dall’amministrazione regionale per annunciare l’inserimento del progetto del Tav Genova-Milano nella legge 4 del 2011, che prevede interventi a favore dei territori interessati dalle grandi infrastrutture.

Alla riunione hanno partecipato quasi tutti i sindcai alessandrini, una ventina di primi cittadini dei Comuni interessati dall’opera. Presente anche l’assessore alle infrastrutture Barbara Bonino (Pdl) e il vicepresidente della Regione Ugo Cavallera (Pdl), i quali hanno annunciato una delibera di giunta sul tema, dopo l’ordine del giorno che è stato approvato dal consiglio regionale del Pd Rocchino Muliere.
La legge in questione – applicata anche in Val Susa – dovrebbe stanziare fondi per il trasporto locale, la scuola, ma ciò che interessa ai Comuni sono i fondi per salvaguardare il territorio e l’ambiente. Sindaci e amministratori provinciali hanno, infatti, chiesto che non vengano posti limiti di spesa per quanto riguarda la questione dell’amianto e delle fonti degli acquedotti.
E le richieste sono arrivate da tutti i sindaci dei Comuni maggiormente toccati dai cantieri del Terzo Valico e cioè Voltaggio, Arquata e Novi.
Di diversa opinione, invece, l’assessore Bonino e il commissario governativo del Terzo Valico Walter Lupi: per loro le spese, anche quelle per amianto e acqua, dovranno essere ben perimetrate.
Ma i sindaci non ci stanno e aggiungono che il progetto definitivo risale al 2005 e che dopo sette anni sono cambiate le normative sugli aspetti che riguardano l’impatto ambientale. E poi sono anche aumentati anche i costi del Terzo Valico. Per gli amministratori locali vanno, quindi, previsti altri soldi per salvaguardare la salute e la sicurezza dei cittadini e dei territori.
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