I politici e la marcia di Arquata

di Antonello Brunetti

Certamente il dato essenziale è la partecipazione della gente, ma ho notato che alcuni puntano sul fatto che questa sarebbe una lotta senza speranza perché tutti i politici e gli amministratori sono a favore del TAV e non hanno partecipato all’evento di Sabato 26 maggio, o se lo hanno fatto non indossavano la fascia (vedi STAMPA, pag. 84 di Torino).

– Anzitutto il sindaco di Arquata Paolo Spineto, al momento del suo bell’intervento, indossava la fascia, come attestano molte foto, una delle quali pubblicata proprio dalla STAMPA  a pag. 55. Al suo fianco i due assessori Nicoletta Cucinella e Roberto Prando, oltre alla capogruppo Stefania Pezzan.

– Vi erano Gianni Malfettani e Francesco Moro consiglieri di Novi Ligure, Manuela Barisone di Gavi, Stefanella Ravazzi di Tortona, Elio Pollero di Serravalle, Giulio Armano di Boscomarengo, Davide Bono consigliere regionale del Movimento cinque stelle e il neo consigliere alessandrino Angelo Malerba. Poi alcuni pidiessini della Val Lemme

Accanto ai politici anche i rappresentanti della Fiom di Alessandria, i No gronda di Genova, i “Contrasta” della Val Polcevera.

– La delegazione, definita foltissima della Val Susa, per volontà degli stessi organizzatori era ridotta ad una pura testimonianza e a gridare “Ad Arquata come a Chiomonte a Sarà dura” era un gruppo di alessandrini.

Fra le sciocchezzuole lette direi che ne emergono due:

1 – L’articolo del Popolo dertonino, giornale della Curia di Tortona, che, a sostegno del suo IL TAV s’ha da fare, indica il collegamento Terzo Valico con il Corridoio cinque.

Il corridoio cinque? La Lisbona-Kiev ? Ma è sepolta da anni poiché il Portogallo ha detto che non gliene frega nulla, idem l’Ucraina; e la Spagna sostiene di avere ben altre necessità. Parliamoci chiaro, il corridoio cinque ora è la sola Torino-Milano, su cui non corre un solo treno merci e transita la pochezza di nove treni giornalieri che due anni fa, al momento dell’inaugurazione, avrebbero dovuto diventare in pochi mesi ben 220!

2 – La dichiarazione di quel simpaticone di Stefano Esposito, deputato torinese del PD. Questi ha detto che lui sì che ha coraggio e ci mette anche la faccia a sostegno del TAV. Bel coraggio!  È in compagnia di quasi tutti gli esponenti del suo partito, a cominciare da Fassino, di industriali, di banchieri, di cooperative, di Terze reti regionali tipo Piemonte, di giornali, di affaristi lavitoliani,

di montezemoliani e via dicendo.

Il coraggio, se mai, ce l’hanno quelli della Val Susa che devono vivere in una valle militarizzata; coraggio è quello di coloro che per tanti anni, andando controcorrente e ricevendo sberleffi ed emarginazioni, hanno rifiutato il TAV come modello di sviluppo o di crescita e hanno sempre sostenuto che una persona la si giudica da chi sono i suoi compagni di merenda e che essere di sinistra vuol dire battersi per il bene collettivo e non applaudire e reggere il moccolo a chi lo calpesta.

–  Un’ultima considerazione: alcuni menagramo prevedevano (o meglio speravano) una giornata di violenza.

Avete visto le foto pubblicate sulla pagina alessandrina della Stampa?

Duemila, forse tremila persone sorridenti, chi ha con sé la famiglia con tanto di passeggino o cane al fianco.

Un sindaco in maniche di camicia che invita i marciatori a bere l’acqua proveniente dalle fonti di Arquata famose per la loro purezza e che un’opera devastante vorrebbe inaridire.

Un ciclista (mi pare il buon Ponta) che ha una tanica con la scritta “Noi violenti? NO bio-lenti!”.

E infine il sorriso radioso di Irene e Carlo che, dopo essersi sposati in municipio, scendono in piazza e si fanno fotografare mentre sventolano la bandiera NO TAV.

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