Sabato 26 Maggio – Una bellissima giornata di sole

Mancano pochi giorni alla manifestazione del 26 Maggio di Arquata Scrivia, quando le donne e gli uomini che si oppongono alla costruzione del Tav – Terzo Valico marceranno per le strade della piccola cittadina piemontese al confine con la Liguria.

E’ tutto un susseguirsi frenetico di assemblee, volantinaggi, attacchinaggi, riunioni, preparazione di carri a scandire il ritmo verso la manifestazione.

Nessuno si illude che la giornata di Sabato possa rappresentare un passaggio decisivo per il movimento, ma sicuramente rappresenta un primo momento di verifica del consenso popolare di cui gode da quando a inizio Gennaio si è rimesso in moto a seguito del finanziamento del primo lotto costruttivo dell’opera.

I numeri della manifestazione li vedremo Sabato, ma certamente il percorso che ha portato il Movimento No Tav – Terzo Valico al risveglio, dopo che nel 2006 rinunciarono alla costruzione dell’opera, è stato esaltante.

Quanta è stata la strada percorsa dalla prima riunione di inizio Gennaio promossa dall’instancabile Antonello Brunetti a Castelnuovo Scrivia?

Molta, forse moltissima, probabilmente nessuno dei presenti a quella riunione immaginava che oggi a cinque mesi di distanza ci si potesse trovare a questo punto. Alla tradizionale mobilitazione sul versante piemontese con la costituzione dei comitati locali di Arquata, Novi, Val Lemme, Tortona e Alessandria si è unita la mobilitazione sul versante ligure ad opera del comitato della Valpolcevera e della straordinaria esperienza del comitato in difesa di Villa Sanguineti, la scuola che dovrebbe far posto agli uffici del Cociv.

Dalla sua il Movimento No Tav – Terzo Valico ha come alleato la stupidità e l’arroganza con cui il partito del tondino e del cemento si sta muovendo per imporre, costi quel che costi, sulle teste della popolazione locale, l’ennesima grande opera inutile. Arroganza con cui si arriva a voler sfrattare una scuola con i suoi bambini, insegnanti e genitori solo perché così è scritto nel progetto definitivo. La risposta dei valpolceverini non si è fatta attendere e una grande manifestazione ha già attraversato le strade di Trasta e Bolzaneto rendendo evidente l’opposizione degli abitanti al Terzo Valico.

Certamente un dato di novità importante che anche in Liguria stia crescendo quotidianamente la mobilitazione.

Ma torniamo ai numeri, quelli con cui tutti dovranno certamente fare i conti.

Il riferimento potrebbe essere la manifestazione del 2006 da Serravalle ad Arquata Scrivia, quando oltre 2.000 persone marciarono in quella che ad oggi è stata la più grande manifestazione contro il Tav – Terzo Valico.

Furono numeri che spiazzarono tutti, promotori compresi. Il vento No Tav spirava forte dalla Valsusa dopo le grandi giornate di Venaus in cui il movimento No Tav si riprese le terre occupate militarmente con un blitz notturno e molto violento dalle forze dell’ordine. I valsusini, popolo straordinariamente generoso, organizzarono molti autobus per raggiungere Serravalle e contribuirono certamente al successo della manifestazione. Numeri che sarebbero stati grandi al netto dei valsusini, ma qualcuno usò la partecipazione da fuori come alibi per sminuire la grande partecipazione delle popolazioni locali.

Questa volta, il 26 Maggio, non arriveranno autobus dalla Valsusa, nonostante un rapporto fraterno di solidarietà concreta che unisce le due lotte.

Questa volta non potranno esistere ma o però di nessun genere, visto che il Movimento No Tav – Terzo Valico ha volutamente deciso di contare esclusivamente sulle proprie forze.

Quelle di ormai centinaia di militanti che costituiscono con i comitati locali l’ossatura vera e propria del movimento.

Quella dimostrata in decine di assemblee pubbliche con sale sempre strapiene e persone in piedi ad ascoltare e a partecipare attivamente alla discussione.

Insieme al movimento ci sarà il Sindaco di Arquata Paolo Spineto, unico ad essersi schierato contro la costruzione del Terzo Valico, alcuni consiglieri comunali, le RSU di molte fabbriche della zona che insieme alla Fiom hanno scelto di partecipare nella convinzione che le lotte in difesa dei beni comuni debbano incontrasi e parlarsi, movimenti, associazioni, centri sociali, partiti della sinistra radicale, il movimento 5 stelle, sindacati di base.

Non ci saranno i tanti Sindaci di targa PD dei Comuni interessati dall’opera, la CGIL (ma ci saranno molti iscritti alla CGIL che trovano assurdo l’appiattimento sulle posizioni del partito del tondino e del cemento), gli amministratori provinciali.

Da una parte la difesa della propria terra, la salvaguardia delle sorgenti e delle falde acquifere, la volontà di non rivivere a pochi chilometri di distanza l’incubo amianto di Casale Monferrato, la libertà di poter decidere sulle scelte che riguardano i propri territori, la difesa delle proprie comunità locali contro il rischio ‘ndrangheta, il rispetto dell’ambiente, la volontà di difendere la salute.

Dall’altra la retorica delle grandi opere, il malaffare, la corruzione, l’arroganza della classe politica, lo scambio del lavoro con la salute dei lavoratori, la difesa degli interessi economici del gruppo Gavio.

L’idea di una società più giusta contro quella attuale degli interessi particolari della politica e dell’imprenditoria.

Il 26 Maggio, anche se dovesse piovere, sarà una bellissima giornata di sole.

Buon viaggio Movimento No Tav – Terzo Valico.

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