Arquata Scrivia vota la delibera No Tav – Terzo Valico

Era convocato ieri sera alle ore 21 il Consiglio Comunale di Arquata Scrivia aperto al pubblico per discutere e deliberare sul progetto del Tav – Terzo Valico.
Davanti a oltre un centinaio di cittadini presenti, il Presidente del Consiglio, ha aperto la seduta dando la parola a Stefania Pezzan, Consigliera Comunale e storica attivista rigorosina dei movimenti No Tav che ha letto la proposta di delibera presentata e posta in discussione dalla maggioranza.
Una delibera chiara e netta di rifiuto del progetto del Tav – Terzo Valico, che non ha prestato il fianco alle compensazioni e ai finti osservatori ambientali, in cui vi è scritto a chiare lettere il rifiuto del Comune di Arquata all’opera del Terzo Valico.
Una delibera concordata e discussa insieme al comitato arquatese No Tav – Terzo Valico ad ulteriore riprova della grande volontà di dialogo con il movimento da parte dell’amministrazione comunale arquatese del Sindaco Paolo Spineto.
A seguire vi sono stati diversi interventi del pubblico che oltre a ringraziare il comitato per la splendida manifestazione del 26 Maggio, hanno sottolineato l’importanza che venisse votata la delibera No Tav.
A rompere la compattezza con cui la comunità arquatese si sta mobilitando contro il Terzo Valico ci ha pensato il solito Partito Democratico.
Infatti i tre Consiglieri Comunali di targa Pd (Maria Grazia Morando, Debora Inglese e Alberto Cimino) hanno annunciato che non erano disponibili a votare il documento di maggioranza e ne hanno presentato uno molto più blando, ribattezzato ironicamente dal pubblico il documento “Forse Tav”, chiedendo che la maggioranza integrasse alcune loro richieste di dialogo per poter realizzare l’opera.
Il Sindaco Paolo spineto ha detto chiaramente che non si è più nel 2005, quando venne già votata una delibera di contrarietà al tracciato dell’opera e che oggi, davanti all’imminente avvio dei lavori, occorra fare un passo avanti e dire un no forte e chiaro a chi vorrebbe devastare il territorio arquatese. Un lungo applauso ha salutato le sue parole e non sono mancati i fischi indirizzati verso gli esponenti del Partito Del tondino e del cemento.
Ha poi preso la parola Gianni Cirri, sempre dell’opposizione e esponente di Rifondazione Comunista. Con un intervento molto apprezzato dal pubblico ha dichiarato che avrebbe votato la delibera della maggioranza e non quella presentata dai suoi colleghi dell’opposizione in quanto ha maturato l’avversione a qualsiasi progetto di altà velocità che si tratti di Terzo Valico o di Torino – Lione.
La delibera viene quindi approvata coi voti favorevoli della maggioranza e di Rifondazione e con tre voti contrari espressi dai consiglieri del PD. Sorte inversa per la delibera del PD respinta con i voti contrari di tutti i consiglieri ad eccezione dei tre del Pd.
A concludere la bellissima serata, prima di concedersi un brindisi di festeggiamento, gli esponenti del comitato No Tav – Terzo Valico hanno aspettato all’uscita i consiglieri del partito di Bersani e sventolando le bandiere No Tav hanno tributato un applauso ironico ai “Forse Tav”.
Arquata Scrivia, unico fra i comuni interessati dall’opera ad aver votato un docemento No Tav – Terzo Valico, prosegue a testa alta il suo cammino di contrasto al Terzo Valico. La comunità arquatese continua a dimostrarsi forte, coesa ed unita a parte i soliti amici dei devastatori e degli speculatori. Sono in molti a credere che ieri sia incominciata l’estinzione del PD di Arquata Scrivia che in linea con le direttive provinciali, regionali e nazionali del partito si è schierato per l’ennesima volta dalla parte sbagliata.

Riportiamo la delibera approvata dal Consiglio Comunale:

VISTO

–     il progetto preliminare della Linea A.C. MI-GE – Terzo Valico dei Giovi
approvato dal C.I.P.E. (Comitato Interministeriale Programmazione Economica) con
Deliberazione 29/09/2003 n.78 (GU n. 16 del 21-1-2004- Suppl. Ordinario n.9)

–    il progetto definitivo  approvato dal C.I.P.E. con Deliberazione 29/03/2006 n.80 (G.U. n.197 del 25/08/2006) per il costo di 4.962 Meuro (milioni di euro), condizionato al rispetto delle prescrizioni e raccomandazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti,

vista

–    la deliberazione  C.I.P.E. 18/11/2010 n.84 (G.U. 10/06/2011 n.133) con la quale si approva l’avvio della realizzazione per lotti costruttivi non funzionali  e si autorizza l’avvio della realizzazione del primo lotto costruttivo del valore di 500 Meuro a condizione che venga trasmesso al C.I.P.E. l’atto integrativo alla convenzione vigente tra R.F.I. S.p.a. e Cociv

–    la deliberazione C.I.P.E. 06/12/2011 n.86 (G.U. 17/03/2012 n.65) con la quale  si prende atto della stipula in data 11/11/2011 dell’atto integrativo alla convenzione vigente tra R.F.I. S.p.a. e Cociv e si autorizza l’avvio della realizzazione del secondo lotto costruttivo del valore di 1100 Meuro

considerato

–    che la realizzazione del Terzo Valico dei Giovi comporterà interventi tali da poter determinare  un forte e negativo impatto ambientale e sociale sul territorio del Comune di Arquata Scrivia,  pregiudicando la qualità della vita, la salute dei cittadini e le risorse naturali  di cui dispone.

–  che le opere di cantierizzazione e viabilità ad essa connesse impattano e modificano  notevolmente e permanentemente   le zone di Moriassi – Redimero  – Pradella , le quali , oltre al vincolo archeologico dell’antica città romana di  Libarna, vengono riconosciute come “aree agricole a forte dominananza  paesistica” dal PTP e dal nuovo PTR .

–    che le opere di cantierizzazione e viabilità ad essa connesse impattano e modificano  notevolmente e permanentemente  la vivibilità  delle suddette zone con la demolizione di fabbricati, espropri, aumento dell’inquinamento acustico ed atmosferico, nonché, su tutto il territorio comunale, aumento del traffico con conseguente disagio alla viabilità urbana e peggioramento della qualità dell’aria

–    che i territori della tratta collino-montana interessati dalle opere di cantiere della nuova linea ferroviaria  risultano caratterizzati dalla presenza allo stato naturale di minerali asbestiformi e che tali minerali verrebbero alla luce in seguito alle attività di scavo per la realizzazione delle gallerie e verrebbero trasportati per tutta la provincia verso i siti di deposito, con grave pericolo per la salute dei lavoratori e dei cittadini qualora non venissero presi adeguati provvedimenti

richiamata

–    la lettera inviata al ministro della salute Renato Balduzzi relativamente alla problematica
amianto, che si allega alla presente

– la delibera del Comune di Arquata Scrivia del 7 dicembre 2005, che si allega alla presente

considerato

–    la mancanza di uno studio idrogeologico approfondito nonostante il  forte rischio di interferenza con il reticolo idrografico superficiale dei più importanti corsi d’acqua presenti nel territorio comunale, con conseguente danneggiamento dell’ecosistema naturale della zona

–     il rischio di isterilimento delle sorgenti di Rigoroso/Borlasca e del Monte Zucchero e la mancata previsione  ante operam, fatta eccezione per l’abitato di Sottovalle,  della realizzazione di alimentazioni e acquedotti alternativi affinché il servizio idropotabile sia assicurato per quantità, qualità e bassa vulnerabilità.

–    I progetti delle rotatorie previste agli incroci di via Roma  e via Fondega e Via Roma e via Villini che potrebbero non essere adeguati  alle attuali necessità viabilistiche atteso che non sono stati messi a disposizione del comune di Arquata i relativi elaborati redatti nel definitivo

–    Che la strada del Bovo già realizzata in gran parte nel tratto previsto dal progetto definitivo necessita di una sistemazione completa fino alla strada Provinciale di Varinella non solo come accesso al previsto campo base ma anche come via di fuga in quanto la zona è ricompresa nei cerchi di rischio relativi alla ditta Si.Ge.Mi classificata industria RIR (a rischio di incidente rilevante)

–    la mancanza di chiarimenti circa i provvedimenti da intraprendere per rientrare nei parametri previsti dalla legge  qualora si verificassero superamenti dei limiti di inquinamento

–    la mancanza di previsione  della partecipazione dell’amministrazione comunale all’ Osservatorio ambientale composto da Provincia, Regione e Ministero dell’Ambiente, che dovrebbe garantire il monitoraggio ambientale

–    le numerose segnalazioni fatte dalle RSU e dalle RLS dei cantieri Tav Bologna-Firenze, volte a denunciare gravissime mancanze nella sicurezza  dei lavoratori, dei cantieri e irregolarità negli orari di lavoro

–    la grave crisi finanziaria in cui versa lo Stato Italiano, che sta portando pesanti ripercussioni sulla vita dei cittadini e dei Comuni, con ingenti tagli e imposizioni fiscali

–     il costo dell’opera, stimato in 1,6 miliardi di euro nel 1992 per la tratta Genova Milano, diventato ora 6,2 miliardi di euro per la tratta Genova Tortona, (con quindi una quota complessiva aumentata di ben otto volte), affidati direttamente al general contractor  Cociv per  la progettazione e la realizzazione senza  gare d’appalto che avrebbero potuto portare ad un ribasso dei costi; per contro  il fondo previsto per implementazione dei servizi sociali scolastico/formativi ed educativi a favore delle famiglie dei lavoratori impiegati per la realizzazione dell’opera di cinque milioni di euro non è stato adeguato al costo della vita e alle reali esigenze delle Amministrazioni coinvolte

ritenuto di dover manifestare le seguenti perplessità sull’opera in quanto:

–    l’amministratore delegato di RFI Mauro Moretti ha ripetutamente affermato che il Terzo Valico non è remunerativo e che ci sarà un recupero non superiore al 15% del capitale investito (interamente dallo Stato)

–     l’economia e i mercati si stanno evolvendo e mutando con tale velocità ed in modo tanto inatteso che risulta difficile prevedere quali saranno le necessità infrastrutturali del prossimo decennio (quando cioè dovrebbe entrare in funzione il valico).

–    i cinque valichi ferroviari appenninici già esistenti si aprono a ventaglio su nove valichi alpini e se, adeguatamente sistemati con interventi strutturali e tecnologici molto meno onerosi e impattanti rispetto al Terzo Valico, potrebbero essere in grado di creare una rete a servizio di tutti i porti liguri invece di imbottigliare il traffico in un’unica direttrice, già fortemente oppressa da infrastrutture viarie e di altro tipo (industriali, commerciali, etc.)

–    già oggi la quantità di merci trasportate risulta in generale diminuzione e  le stime dei traffici   del porto di Genova contenute nel progetto del Terzo Valico per giustificarne la realizzazione si sono rivelate del tutto errate (era previsto infatti un incremento del 18% annuo dei traffici del porto con la rapida saturazione delle linee esistenti, mentre in realtà la crescita,  secondo i dati dell’autorità portuale, si è attestata in una media dell’1- 2% annuo)

ritenuto

–    fondamentale che lo Stato investa risorse in settori prioritari per la vita del Paese come scuola, sanità, pensioni, ricerca, valorizzazione delle risorse storiche, culturali, ambientali che creerebbero una micro economia di qualità invece di concentrare capitali nelle mani di grandi società e causare danni ambientali ed economici al paese

–    prioritario  che lo Stato risolva i gravi disagi in cui versano i pendolari, incrementando gli investimenti sulle linee esistenti e sul materiale rotabile per rendere  più efficiente il servizio  anziché indirizzare il 95% dei capitali sull’Alta Velocità, utilizzata solamente dal 5% dei passeggeri, e il 5 % soltanto sulle tratte utilizzate dal restante  95%

vista

–    la mancanza di democrazia nell’iter di approvazione e realizzazione dell’opera in cui si tenta in ogni modo di annullare le possibilità di pronunciamento e intervento delle Amministrazioni locali

DELIBERA

–    la  propria contrarietà al progetto per la realizzazione della linea  denominata “Linea Av –Ac Terzo Valico dei Giovi” confermando le determinazioni contenute nella  delibera votata all’unanimità dal consiglio Comunale di Arquata Scrivia in data 7-12-2005

–    di ribadire, evidenziare e fare proprie le perplessità esposte in premessa circa l’utilità dell’opera

–    di adoperare tutti gli strumenti legali necessari alla tutela del territorio e della popolazione

 

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