Lettera di una insegnante a Marco Doria

Genova 16 giugno 2012

Signor Sindaco,
che delusione questo inizio dei NUOVI amministratori genovesi!
Davvero avevamo provato a crederci che qualcosa sarebbe potuto cambiare … e invece, le sue dichiarazioni rispetto alla discussione sul Terzo Valico nella Giunta del 14/06/2012:
“All’interno della maggioranza ci sono sensibilità e atteggiamenti diversi. Ma quel che conta è la posizione dell’amministrazione comunale, che è chiara e non cambia” .. ci hanno freddato. Non tanto nel merito, quanto nella forma .. un po’ “PUTINIANA”: fredda e impermeabile ad ogni minimo dubbio.
Ma veramente, voi che ora siete lì a decidere su una cosa così importante (per qualcuno!) e così catastrofica per la popolazione che abita i quartieri interessati … ma VERAMENTE volete farci credere che, in questi mesi, non avete fatto altro che informarvi e studiare e ascoltare (e dico ASCOLTARE e non SENTIRE!), rispetto a questa “grande opera” in modo da poter decidere in tempi rapidi, che il terzo Valico “s’ha da fare”?
In barba a chi non lo vuole perché ha scelto di vivere in quella valle per le sue caratteristiche attuali, a chi si è trovato a vivere lì perché la zona è un po’ periferica (ci siete mai stati?) e le case costano meno (a proposito: a queste persone che avranno le abitazioni iper-svalutate, chiederete l’IMU con la stessa aliquota di Albaro? Anzi …chiederete l’IMU?).
In barba a genitori, bambini e maestre che stanno difendendo coi denti la loro scuola (che potrebbe essere sfrattata per far posto ai cantieri) che non è solo il polmone verde del quartiere, il centro -praticamente l’unico- di aggregazione, la PIAZZA, il luogo educativo che – per i valori che propone, per le modalità, per le proposte e le occasioni che crea – le famiglie hanno scelto per i propri figli.
In barba alle preoccupazioni rispetto alla salute, di una zona che ha già uno dei più alti indici di mortalità per tumore della città.
In barba al fatto che la maggior parte degli abitanti della Val Polcevera non prenderà mai il treno ad Alta Velocità per raggiungere un quarto d’ora prima Milano, ma continuerà a viaggiare su treni per pendolari sporchi e indecenti.
In barba al fatto che le poche merci che escono dal Porto, purtroppo non abbisognano neanche di tutte le linee ferroviarie esistenti.
In barba al fatto che non aumenterà il lavoro per i genovesi perché le ditte che lavoreranno all’impresa, verranno da fuori … prova ne sono i cantieri residenziali costruiti e in costruzione che dovranno ospitare gli operai.
In barba a questo periodo storico ed economico in cui tutti quei milioni di euro che impegnerete in questa opera, avrebbero avuto più senso se investiti in salute, istruzione e bellezza dei nostri quartieri, o per impedire certe manovre su pensioni e lavoro…; si, lo so che sono decisioni prese ad un altro livello … ma sarebbe stato un bel sentire se vi foste pronunciati in questo senso! Se i cittadini potessero disporre di tutto quello che gli è stato “estorto”, la farebbero girare loro l’economia! Forse, anche le immatricolazioni delle automobili FIAT che tanto preoccupano gli economisti, non avrebbero subito queste flessioni. Ma, mi chiedo … di cosa si stupiscono?!
In barba al fatto che, qualunque buon padre di famiglia e, a maggior ragione, qualunque buon amministratore, PRIMA di intraprendere un’impresa che rivoluzionerà interi quartieri della sua città, dovrebbe predisporre le condizioni perché la vita delle persone interessate
possa continuare nel miglior modo possibile: ad es., la scuola di Villa Sanguineti sta ancora aspettando la valutazione dell’ARPAL che deciderà sulla possibile convivenza tra scuola e cantiere. Se questo non fosse possibile, è già stata identificata la struttura che dovrebbe ospitare, al completo -come garantito dall’ex assessore Veardo durante il Consiglio Comunale del 13/3/2012-, la scuola?
In barba a tutto questo … e a molto di più, quel “molto di più” di cui la politica dei partiti, per sua s-natura non tiene più conto: la storia, la sensibilità, i desideri delle persone.
Quelle persone che vengono chiamate CITTADINI in tempo di elezioni e poi considerati SUDDITI, senza voce e senza idee quando i giochi per voi sono fatti.
Avevamo provato a crederci questa volta: di lei parlavano tanto bene Don Gallo ( che per altro ci sostiene in questa lotta) e Don Farinella … Ma lei, signor Sindaco, ci ha praticamente detto di dover rispondere del suo operato soprattutto ai suoi elettori … A parte il fatto che anch’io al ballottaggio sono stata una sua elettrice … cosa ci sta dicendo?
Che lei è il sindaco del 50% dei genovesi? E l’altra metà, su chi può contare?
Alla fine, il punto non è tanto che il Terzo Valico si faccia o meno … è che noi cittadini, TUTTI, vogliamo essere protagonisti, vogliamo essere ASCOLTATI: vogliamo sapere che ogni decisione è davvero preceduta da uno studio e una riflessione accurata!
Non la beviamo più la storia che uno/una, solo perché è stato eletto possa, improvvisamente, diventare competente su tutto!
Dimostrateci la vostra serietà, scendete dal piedistallo (dove, per altro, vi abbiamo messo noi!), incontrate la gente … perché è per il bene e la felicità delle gente in carne e ossa della vostra città che dovete prendere le decisioni.
Gandhi diceva che “il mezzo sta al fine come il seme sta al frutto” … Fateci vedere che siete nuovi, ridateci la fiducia nelle istituzioni e riprendetevi la credibilità e l’autorevolezza che dovrebbero appartenervi … altrimenti, la frattura che già esiste tra cittadini e istituzioni,
diventerà una voragine larga e profonda difficilmente colmabile … e ne faremo le spese noi e voi!

Mariantonietta Di Capita
Insegnante, membro del Comitato “Proteggiamo Villa Sanguineti”

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