C’era una volta il Terzo Valico, un Marchese, un minatore, un ex sindacalista e tante facce da culo…

Il 10 Luglio con l’inizio degli espropri nel Comune di Serravalle Scrivia inizieranno ufficialmente i lavori per la costruzione del Terzo Valico, ammesso che i signori del Cociv riescano a raggiungere i legittimi proprietari e non si trovino imbottigliati fra manifestanti, trattori, balle di paglia, silos di sterco animale e tutto quello che verrà inventato dalle persone per tutelare legittimamente le proprie proprietà e impedire lo scempio della propria terra.

Più ci si avvicina alla fatidica giornata e più sembrano scomparire i sostenitori del Tav senza se e senza ma.

A parte il Marchese di Genova Marco Doria e il Sindaco di Novi Robbiano che ha già iniziato in solitaria con picco e badile a scavare il tunnel insieme all’ex sindacalista “venduto” Motta, oggi capogruppo del PD in Consiglio Comunale a Novi, i distinguo non si contano più.

La Cgil, che tutti ricordano aver posato la prima pietra in una delle decine di finte inaugurazioni, ha tuonato per bocca della sua segretaria Silvana Tiberti che senza garanzie sugli acquedotti e sull’amianto e senza l’apertura di un processo di partecipazione democratica delle popolazioni locali non si può pensare di costruire l’opera.

Il PD di Pozzolo Formigaro porta avanti, in solitaria, la bandiera di un finto referendum truffa in quanto si tratta di una scelta troppo grande che “loro” (gli amministratori che in tanti anni non hanno MAI convocato una riuione con la popolazione) non possono prendere da soli.

Il PD di Arquata tramite l’Assessore Provinciale Morando dice di essere contrario, salvo aver votato in Consiglio Comunale il documento “forse tav” che ha fatto sì che il partito di Bersani nella roccaforte No Tav di Arquata stia per fare la fine dei dinosauri.

Amministratori PD della Vallemme hanno partecipato alla manifestazione No Tav del 26 Maggio, disobbedendo agli ordini del partito che aveva convocato il solito convegnuccio della casta in quel di Alessandria per discutere di Terzo Valico.

Perfino la segretaria PD di Novi Ligure Cecilia Bergaglio, con trascorsi nel mondo dei movimenti una decina di anni fa, continua a ripetere come un disco rotto quelle quattro cose necessarie per cui abbia senso costruire l’opera (lo scalo merci San Bovo, ecc, ecc, ecc…).

Senza dubbio il più barricadero è il Presidente della Provincia di Alessandria Paolo Filippi che prima definisce il Terzo Valico inutile senza la logistica e oggi afferma in un’intervista che se c’è il problema dell’amianto il Terzo Valico non s’ha da fare. Cosa che peraltro Filippi sa benissimo visto che la Provincia ha bocciato un progetto di eolico in Vallemme proprio per la presenza di amianto.

L’onorevole PD Mario Lovelli si è detto invece molto preoccupato per l’indebitamento che dovrà affrontare lo Stato per trovare le risorse per finanziare l’opera attualmente coperta per il 25%.

Persino il PDL di Berlusconi da sempre favorevole al Tav qui in territorio alessandrino se ne sta zitto zitto e se ne vede bene dal scomunicare il Sindaco di Arquata Paolo Spineto che insieme al movimento e alla popolazione locale sta difendendo strenuamente gli interessi della sua comunità.

Tirando le somme sembra proprio di capire che a parte il Marchese Marco Doria, il minatore Robbiano e il suo fide scudiero Bruno Motta il cerino non se lo vuole prendere proprio nessuno.

Nessuno a parte chi è politicamente talmente arrogante o stupido da non capire che il Terzo Valico rappresenterà la loro definitiva e per nulla prematura dipartita (politicamente parlando).

In realtà gli altri, a cui va almeno riconosciuto il fatto di essere più furbi, non hanno nessuna intenzione di opporsi al Terzo Valico, ma semplicemente mettono le mani avanti onde evitare di dover portare la croce.

Sono evidentemente consapevoli che fare politica potrebbe diventare troppo difficile per chi si schiera con convinzione al fianco dei distruttori del basso piemonte.

Stessero solo attenti che la loro paraculaggine non faccia imbestialire ancora di più le popolazioni locali, a cui difficilmente sfuggirà che le prese di posizione fuori tempo massimo servono solo per lavarsi una coscienza troppo lurida.

Ricordiamo a tutti, al Marchese, al minatore, al’ex sindacalista e alle molte facce da culo che mentre loro parlano dal 10 Luglio inizieranno gli espropri.

Vuoi vedere che ancora una volta l’unico politico intelligente sia il Sindaco di Arquata che chiederà con tutta probabilità al Prefetto di sospendere l’inizio degli espropri visto un ricorso pendente al Tar, l’assenza del progetto esecutivo e la sicura incazzatura degli arquatesi?…

Il Marchese, il minatore e l’ex sindacalista stanno già svestendo i loro panni e indossando la tenuta antisommossa per non permettere che i barbari fermino il progresso.

E le facce da culo, in mancanza delle “loro” garanzie perchè si possa costruire l’opera, cosa faranno?

 

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