Il Movimento 5 Stelle presenta in Comune ad Alessandria un ordine del giorno sul Terzo Valico

Riportiamo il testo dell’ordine del giorno sul Terzo Valico presentato ieri in Comune ad Alessandria dai tre Consiglieri Comunali del Movimento 5 Stelle.

Comune di Alessandria

Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Sig. Sindaco

e pc     Al Segretario Comunale

Alessandria _________________

OGGETTO: richiesta di moratoria Terzo Valico. Divieto di conferimento in cava e di trasporto sul territorio comunale di materiali dannosi per la salute dei cittadini provenienti dai cantieri dei lavori del Terzo Valico.

ORDINE DEL GIORNO
Ai sensi dell’art 48 e seguenti del Regolamento del Consiglio Comunale

Premesso  che
– il 95% dei pendolari ferroviari si muove su percorsi brevi, utilizzando treni sporchi, malandati, spesso in ritardo o soppressi. Solo il 5% usa l’Alta Velocità. Le Ferrovie invece stanziano i soldi (che paghiamo noi con biglietti e tasse) in maniera inversa: il 95% per l’Alta Velocità (oltre 60 miliardi di euro) e solo il 5% per i pendolari.
– Ultimamente molte linee locali alessandrine, utilizzate dai pendolari, sono state soppresse e quindi l’ottica evidente è quella di favorire il trasporto su gomma.
– il progetto del 1992 prevedeva il transito di 5 milioni di sulla tratta Milano-Genova per l’anno 2005. Invece sono stati appena 1,7 milioni i container arrivati in porto nel 2011 e di questi solo 49.000 attraversano l’Appennino via treno verso la Pianura Padana.
– A onor del vero al Co.Civ non interessa la pianura padana o la logistica alessandrina, ma si farnetica di milioni di container che viaggeranno direttamente da Genova a Rotterdam arrecando oltretutto al nostro territorio solo impatti ambientali gravi e nessun beneficio a livello di lavorazioni indotte.
– il progetto del 1992 prevedeva il transito giornaliero di 50.000 passeggeri sulla tratta Milano-Genova e viceversa. In realtà ora coloro che prendono il biglietto per l’intera tratta sono solo poche migliaia.
– Già oggi le 3 linee di valico esistenti (le due linee dei Giovi e la Voltri – Ovada) senza quasi nessun intervento hanno una capacità di trasporto di 3,5 milioni di container.
– I costi previsti per il Terzo valico sono di 6,2 miliardi di euro, 115 milioni a chilometro: un costo al km cinque volte superiore a quello dell’alta velocità in Francia.
– Recentemente il presidente della Provincia di Alessandria ha affermato che andrebbe rivisto il vecchio atteggiamento favorevole poiché il Terzo Valico provocherebbe alle nostre zone situazioni di invivibilità per traffico camion, cave, depositi di smarino, rischi per le ottime falde dell’Appennino, espropri; e tutto ciò senza una chiara analisi costi-benefici e un rapporto dialettico con gli Enti e gli abitanti del territorio.

Considerato che
– Il trasporto merci richiede in primo luogo organizzazione, efficienza e interventi negli scali. Servono pertanto collegamenti efficaci, come il collegamento della bretella ferroviaria Voltri-Borzoli con le linee di valico dei Giovi (1400 metri) dal costo di circa 500 milioni di euro;
– Servono interventi di fluidificazione della linea esistente Genova-Milano (tipo il quadruplicamento del tratto Tortona-Voghera) per ridurre i tempi di percorrenza dei treni passeggeri, interventi che da soli potrebbero portare il tragitto da Genova a Milano a poco più di un’ora, a costi enormemente minori del Terzo valico.
– Regione Liguria e Piemonte, Provincia e Comune di Genova e di Alessandria dovrebbero finalmente fare serie valutazioni costi benefici. Invece di chiedere soldi allo stato per il Terzo Valico dovrebbero avere come priorità recuperare risorse per finanziare il trasporto pubblico, a rischio di tagli enormi dal 2012, e pianificare in modo serio la mobilità. I cittadini, i pendolari e gli utenti di Trenitalia vorrebbero più treni nelle varie fasce orarie, pulizia, manutenzione, rispetto dell’utente, stazioni efficienti e biglietterie funzionanti, non hanno bisogno di ulteriori sperperi di denaro pubblico.

Sottolineato che
i lavori del Terzo Valico avranno un impatto molto forte sul territorio e sulla salute a causa ad esempio del trasporto e conferimento in cave di rocce amiantifere e che tale opera prevede cantieri di lavoro contigui a strutture scolastiche, a borghi caratteristici, a città come Novi Ligure, ad aree ecologicamente e archeologicamente di grande importanza.

Tenuto conto
che molte cave e depositi di smarino sono stati individuati nel territorio dei Comuni di Pontecurone, Sale, Isola Sant’Antonio, Tortona, Novi Ligure, Val Lemme, Boscomarengo, Sezzadio, Cassine e Alessandria.

Prendendo atto
– che il 26 maggio ha avuto luogo una manifestazione ad Arquata, pacifica e propositiva, durante la quale 2.500 persone hanno ribadito il loro SI al rilancio delle Ferrovie e il loro NO all’inutile TAV-Terzo Valico;
– che il Comune di Arquata Scrivia ha assunto una posizione decisamente contraria all’opera, motivando la delibera con una ricca documentazione;
– che il Comune di Voltaggio ha recentemente approvato una delibera contro il Terzo Valico stante l’assoluta mancanza di risposte da parte sia di  Co.Civ. che del Commissario Straordinario Walter Lupi ai quesiti posti, in modo particolare per il rischio amianto e la tutela delle fonti;
– che vari Comuni hanno perplessità sull’urgenza di questa cosiddetta “Grande opera” inserita da Berlusconi nel 2002 fra le opere della Legge obiettivo;
– che in passato per ben due volte il ministro Bersani tentò di cancellare al Co.civ l’assegnazione senza alcun appalto;
– che il Co.civ senza alcun accordo con i Comuni ha inviato centinaia di lettere di esproprio ai cittadini di Arquata Scrivia, Serravalle Scrivia, Gavi, Voltaggio, Ronco Scrivia e Campomorone con immediata calendarizzazione delle operazioni, senza garantire ai proprietari neanche la dovuta discussione sulla quantificazione economica del danno;
– che le operazioni di esproprio non sono state effettuate per la ferma opposizione dei cittadini, che hanno così manifestato la loro chiara contrarietà all’opera;
– che a breve arriveranno nuove comunicazioni di esproprio, presumibilmente anche ai proprietari residenti negli altri comuni interessati;
– che nel comune di Alessandria potranno finire non meno di un milione di metri cubi di smarino contenente terra, roccia, amianto e additivi “schiumogeni” stabilizzanti provenienti dalle perforazioni del  Terzo Valico;
– che le nostre strade verrebbero invase da decine di migliaia di passaggi di mezzi trasportanti il suddetto smarino che viaggerebbero per anni, a tutte le ore, giorno e notte.

Si chiede che:
il Sindaco si attivi in sede ANCI e presso tutti gli organi istituzionali competenti al fine di richiedere una moratoria dell’opera e, nell’ipotesi che non si riuscisse ad impedirne la realizzazione, che venga vietato all’interno del territorio comunale sia il conferimento in cava sia il passaggio su strade comunali di mezzi trasportanti il materiale di smarino proveniente dai cantieri dei lavori del Terzo Valico, materiale dannoso per la salute dei cittadini.

Gruppo consigliare MoVimento 5 Stelle Alessandria
Andrea Cammalleri (primo firmatario)
Domenico Di Filippo
Angelo Malerba

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