La ricetta perfetta: mobilitazione, solidarietà, condivisione

la ricetta perfetta: mobilitazione, solidarietà, condivisione

Questo secondo giorno di presidio ci ha dato ancora tante soddisfazioni: autorganizzazione e determinazione.
Si sono incontrate storie, persone, umanità, età diverse tra loro.
In due giorni le discussioni si sono spostate dal parlare “banalmente” di espropri ad affrontare i temi più profondi della devastazione del territorio e della vita.

Non ci siamo montati la testa. È montata la mobilitazione.
Centinaia di persone alle assemblee e ai presidii cambiano tutto: cambiano la prospettiva, la speranza, l’impegno, la responsabilità di cui tutti si fanno carico anche per una sola ora.

Continuano ad arrivare lettere di esproprio in tutta la vallata da Fegino a Campomorone.
Conosciamo i nostri limiti, ma metterci in gioco è stata la scintilla che sta accendendo tanti animi. E non si spegneranno facilmente.
Perché il progetto (non esecutivo) che ci stanno propinando insieme a opere “”compesatorie”” ridicole (…ad esempio un campo di calcio a 11 in mezzo ai boschi) è la devastazione totale per kilometri: nulla si salverà qualora il TAV facesse capolino su Genova.
E l’aria avrà il dolce sapore dell’amianto custodito dalle nostre amate montagne.
Non sappiamo dove, quando e per quanto fermeremo il CoCiv e le Forze dell’ordine (che questa mattina ci hanno fatto visita), ma noi ci proveremo. Saremo sempre pronti.

C’è un *ma* alla giornata di oggi.
Un esproprio è avvenuto: il Marchese Doria e la sua cricca tutta al gran completo ci hanno portato via il servizio di trasporto pubblico: privatizzano l’azienda e riducono il costo del lavoro.
E nel mentre continuano a promuovere, in buona compagnia della Fiom, la guerra tra poveri: via con i lavori del Terzo Valico perché con lo smarino Fincantieri ribalterà il cantiere a mare.
Che economisti da premio nobel….

Una voce dalla valpolcevera che resiste

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