Di espropri di ospedali e di altre sciocchezze

Ci sono volte in cui spiegare l’assurdità del Terzo Valico riesce più semplice di altre.

Sarà fortuna, culo per chi non si scandalizza, ma quando Giovedì le donne e gli uomini del Movimento No Tav – Terzo Valico tenteranno per l’ennesima volta di impedire gli espropri nel Comune di Fraconalto avranno una ragione in più dalla loro parte.

Infatti mentre si buttano via soldi per un’opera inutile, di cui non vi è mai stato uno studio sul rapporto costi – benefici e che verrà interamente pagata con soldi pubblici (nostri) si discute per l’ennesima volta di tagli all’ospedale di Novi Ligure.

E’ la crisi bellezza, la spending review e così dopo la chiusura di endoscopia, senologia, otorinolaringoiatria e una marea di reparti ormai orfani di Primario, siamo all’accorpamento di chirurgia, ortopedia e day surgery per un nuovo taglio di ben 19 posti letto.

Peccato che l’ospedale di Novi Ligure sia quello di riferimento per decine di migliaia di cittadini dell’area del novese, della valle Scrivia, della val Borbera, della Valle Spinti e della Val Lemme.

Cittadini a cui viene sottratto il diritto alla salute, costringendoli a migrare verso gli ospedali di Tortona e Alessandria.

Bisogna tirare la cinghia, è ormai finito il tempo delle vacche grasse e della pretesa di avere sotto casa l’ospedale e poi a chi non sta bene può sempre farsi ricoverare in qualche clinica privata sempre se è provvisto di tanti soldini con cui pagarla.

Eppure il Terzo Valico non si può discutere, potremo finalmente andare da Genova a Tortona risparmiando 10 minuti di tempo (questo sì che è miglioramento della qualità di vita) e finalmente il porto di Genova sarà fornito di una linea veloce su cui imbarcare merci che continueranno ad andare su camion visti i minori costi.

Che pena…

Che pena leggere del Sindaco di Novi Robbiano e dell’Assessora Broda che alzano giustamente la voce contro il ridimensionamento dell’ospedale di Novi. Peccato siano gli stessi che vanno sostenendo da anni le magnifiche sorti progressive del Tav.

Sacrifici per tutti e profitti per i soliti noti. Meno posti letto in ospedale per i cittadini e sempre più quattrini per Impregilo.

Più passa il tempo e più sta diventando chiaro a tutti che la lotta contro il Terzo Valico ha la forza di guardare oltre il Terzo Valico. E’ una lotta che parla di un diverso modello di sviluppo, della difesa dell’ambiente, della difesa della salute e dei diritti, di un modello sociale più equo e giusto. E’ una lotta che afferma con forza che la politica e la salvaguardia dei territori  sono cose troppo importanti per essere delegate a qualcuno.

Con questo spirito Giovedì a Fraconalto verranno nuovamente affrontati con decisione i signorotti del Cociv e la loro arroganza, anche se dovessero essere accompagnati dalle truppe del Ministro Cancellieri.

Comunque vada sarà un’altra pagina di resistenza scritta da un movimento che ha costretto tutti, favorevoli e contrari, a parlare di Tav e Terzo Valico e a misurarsi con un dato di partecipazione straordinario. Un dato incontestabile in grado di spaventare moltissimo la classe politica tutta.

Domenica, un attivista di Isoverde mandava in una delle liste No Terzo Valico il manifesto della prossima manifestazione del movimento che si terrà Sabato 15 Dicembre in Val Verde da Pontedecimo a Campomorone e scriveva:”…In questi mesi, la percezione di cosa sia il “Terzo Valico”  tra le persone della valle è cambiata, ormai anche qui sono sempre più coloro che si rendono conto di cosa rappresenta veramente questa opera. Insomma…il seme sta germogliando!…

E’ proprio così…Giovedì a Fraconalto e il 15 Dicembre in Valverde verrò dimostrato una volta di più…

Print Friendly, PDF & Email