#6D – Comunicato sull’incontro tra il corteo degli studenti e quello dei sindacati

Il 6 dicembre, proprio come lo scorso 14 Novembre, eravamo in piazza al fianco degli studenti medi per rivendicare il diritto allo studio e per cercare di creare insieme un’alternativa valida al sistema di produzione del sapere standardizzato al quale il nostro paese ci ha abituato.

Ma non solo, eravamo in piazza per immaginare e rivendicare un’alternativa a questo sistema produttivo e di assoggettamento che quotidianamente ci costringe alla competitività, al precariato, a un’idea di sviluppo che sempre più corrisponde alla devastazione dei territori e delle vite di chi li abita.

Lo stesso giorno un altro corteo ha attraversato Genova, quello dei lavoratori dell’edile, che sotto le sigle di CGIL, CISL e UIL chiedevano che la giunta comunale accelerasse la realizzazione delle grandi opere, precisamente Gronda e Terzo Valico, che come sappiamo avvranno un forte impatto negativo sull’ambiente e sulla salute degli abitanti delle zone interessate ma che a detta loro dovrebbero creare nuova occupazione per la nostra città – convinzione peraltro subito stroncata dal sindaco durante l’incontro avuto a fine corteo con i delegati sindacali.

Quando i due cortei si sono incontrati in via Gramsci ci sono stati momenti di tensione, scatenati dal tentativo di aggressione da parte di alcuni operai agli studenti che stavano intervenendo dal furgone per condannare la cementificazione folle e la distruzione sempre più generalizzata del nostro territorio.

Tutto ciò purtroppo non ci stupisce, perché è chiaro che i due cortei esprimevano idee di società fra loro incompatibili: da una parte chi come il sindacato confederale continua con la politica miope del “lavoro prima di tutto”, di chi esulta per la riapertura dell’ILVA di Taranto senza preoccuparsi delle conseguenze sulla salute di chi abita la città, e non si accorge che il lavoro nel nostro paese viene già prima di molte cose: dei diritti, della dignità, della salute, della tutela ambientale, per migliaia di tirocinanti o stagisti persino prima di un salario!

Dall’altra chi, come noi, è convinto che non si possa sottostare al ricatto che contrappone lavoro e salute, che venga da Riva, da Confindustria, dal governo delle banche o dal sindacato! Quello che noi crediamo è che, piuttosto, bisognerebbe ragionare di conversione ecologica e di un modello produttivo che sia sostenibile per l’ambiente e i lavoratori, che si debba smettere la politica delle grandi opere dall’enorme impatto ambientale e invece si debba ragionare di piccole opere utili e sostenibili che incidano realmente sulla vita delle persone che quotidianamente vivono nella nostra città: un sistema di trasporti pubblici efficiente e accessibile, scuole e università pubbliche di qualità nelle quali sia possibile studiare in maniera critica, ospedali che realmente garantiscano a tutti il diritto alla cura.

Sicuri che non sia possibile aprire nessun canale di dialogo con le burocrazie sindacali, invitiamo però i lavoratori che erano in piazza ieri a ragionare su quale lavoro stanno difendendo e a quali meccanismi di dominio si stanno sottoponendo: la precarietà e la disoccupazione non si combattono con un modello produttivo che uccide e distrugge l’ambiente!

Rivendichiamo il diritto alla dignità per noi stessi e per tutti, rivendichiamo il reddito garantito per sottrarsi al ricatto della precarietà e del lavoro “costi quel che costi”, rivendichiamo e pratichiamo la salvaguardia della salute, dell’ambiente e del territorio. Continueremo a metterci in gioco per impedire la realizzazione di Gronda e Terzo Valico, proprio come abbiamo fatto in questi giorni impedendo gli espropri dei terreni in Val Lemme assieme a centinaia di altre persone.

Vogliamo un’altra società e la stiamo costruendo. Vogliamo tutto e ce lo riprenderemo.

Re.UP – Rete Universitaria Precaria

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