Presentata a Tortona una mozione contro il Terzo Valico

Su richiesta del comitato No Tav – Terzo Valico di Tortona è stata presentata in Consiglio Comunale dalla Consigliera Stefanella Ravazzi del PRC una mozione contro il Terzo Valico che sarà discussa nella seduta di Venerdì 21 Dicembre.

Ne proponiamo il testo:

MOZIONE
Al Sindaco Massimo Berutti
Alla Giunta tutta
Ai Consiglieri Comunali

OGGETTO: richiesta di moratoria lavori Terzo Valico; Divieto di conferimento in cava e di trasporto su territorio comunale di materiali dannosi per la salute dei cittadini, provenienti dai cantieri di lavoro del Terzo Valico.
La sottoscritta Stefanella Ravazzi, in qualità di capogruppo del Prc e su iniziativa e richiesta del Comitato No Tav Terzo Valico di Tortona, avendo preso visione del Progetto dell’opera e del Piano Cave aggiornato, depositato di recente in Regione Piemonte da Cociv (Ente Costruttore della linea alta velocità Genova-Tortona), intende richiamare l’attenzione sul pericoloso impatto dei lavori per la costruzione dell’alta velocità nel nostro territorio.

PREMESSO CHE:
– fatta salva la nostra contrarietà all’opera, riteniamo opportuno per tutti, anche per chi è favorevole alla sua costruzione, riflettere attentamente su alcuni fattori:
– le FS stanziano fondi (pagati dai cittadini) dirottandone il 95% sull’alta velocità e lasciando solo il 5% sul trasporto pendolari, mentre nella realtà accade il contrario, ovvero è il 95% dei pendolari a muoversi su tratte brevi ma con treni sporchi, spesso guasti e in ritardo, in condizioni di estremo disagio anche a causa della soppressione di diverse linee locali;
– i vecchi progetti del Terzo Valico prevedevano 5 milioni di container in transito sulla MI- GE nel 2005, dati poi smentiti nei fatti dall’effettivo volume di traffico del Porto di Genova; nel 2011 sono stati solamente 1,7 i milioni di container in movimentazione nel porto e un massimo di 200.000 i container caricati sui treni verso nord (dati dell’Autority di porto);
– i costi previsti per i 54 km. di tratta del Terzo Valico sono di circa 6,2 miliardi di euro (soldi sottratti allo stato sociale, pagati dai cittadini e non dai privati), ovvero 115 milioni di euro al km;
– il rischio invivibilità per la nostra zona è alto: traffico di centinaia di camion, cave, deposito di smarino, materiale di risulta degli scavi delle gallerie, contenente, secondo i dati dell’Arpa di Alessandria, fibre di amianto, forti rischi per le falde acquifere e la tenuta idrogeologica di un territorio già fragile, peraltro senza una chiara analisi dei costi-benefici ed in assenza di un confronto reale tra Cociv ed Enti e abitanti del territorio;

CONSIDERATO CHE:
– per il trasporto merci (perché è alle merci che bisogna pensare quando si parla di alta velocità o, meglio, alta capacità) occorrerebbe invece riorganizzare bene le linee esistenti, con interventi quali il collegamento della bretella ferroviaria Voltri-Borzoli con le linee di Valico dei Giovi (1400 mt.) oppure il quadruplicamento del tratto Tortona-Voghera, per snellire il traffico sull’esistente linea Mi-Ge, riducendo così peraltro i tempi di percorrenza dei treni passeggeri, con costi di molto inferiori a quelli del Terzo Valico;
– Regione Piemonte, Provincia di Alessandria e Comune di Tortona, soprattutto in tempi di forte crisi, dovrebbero fare un’attenta valutazione costi-benefici dell’opera e darsi come priorità il recupero di risorse per potenziare e migliorare l’attuale disastrato trasporto pubblico e le linee esistenti (in termini di accessibilità/fasce orarie, pulizia e manutenzione, efficacia dei collegamenti);

EVIDENZIATO CHE:
– i lavori dell’alta velocità Genova-Tortona avranno un impatto pesantissimo sul territorio e sulla salute di chi vi abita, a causa del trasporto e conferimento in cave (numerosissime anche nel tortonese) di rocce amiantifere;
– tale opera prevede la presenza di enormi cantieri-cittadella a Rivalta e dintorni, cantieri del tutto autosufficienti e che dunque non avranno ricadute positive sull’economia locale e sulle nostre strutture ricettive, con manodopera proveniente in gran parte da fuori;
– relativamente all’aspetto qualitativo degli inerti in deposito in cave di pianura, a seguito della recente pubblicazione e dell’entrata in vigore del Regolamento disciplinante l’utilizzo delle terre e rocce da scavo (DM. n. 161/2012), si recita “ tutti i materiali provenienti dallo scavo delle gallerie non sono considerati rifiuti ma sono riutilizzabili per i recuperi ambientali ed i ritombamenti delle cave”…dunque si userebbero per riempire e ricoprire terreni sopra i quali poi probabilmente verranno avviate attività agricole; tuttavia i materiali derivanti dagli scavi presentano agenti inquinanti legati alle tecnologie di escavazione, pertanto vi è un rischio insito nei materiali da ricollocare, includenti: terre e rocce da scavo; materiali trattati con agenti schiumogeni connessi agli scavi con TBM (fresa Tunnel Boring Machine); materiali frammisti in VTR e/o PVC;
– le cave di deposito devono essere molto estese per favorire la degradazione biologica delle schiume;
– nessun chiarimento è stato fornito in merito ad olii lubrificanti o altre sostanze chimiche, né si sa nulla di eventuali sondaggi Cociv (con dati nero su bianco) eseguiti in contraddittorio da vari laboratori analisi, lungo l’Appennino, relativamente alla quantità di amianto presente lungo le zone del tracciato;

TENUTO CONTO CHE:
– il Comune di Tortona non ha neppure ritenuto opportuno presenziare al recente incontro tra Regione e Comuni interessati dall’opera, unico assente insieme al Comune di Gavi;
– i dati Cociv sulle cave sono alquanto contradditori (diverse cave sono date contemporaneamente in fascia A, B e/o C) e mancano le procedure di valutazione di impatto ambientale previste dalla legge (va da sé che dunque- al momento- non potrebbe andare in cava neanche un cm. cubo di smarino), occorre dire comunque che i tipi di cave interessate allo “smarino” sono tre: cave”apri e chiudi” ( di approvvigionamento e di deposito); cantieri con aree di deposito in attesa di trasferimento definitivo; cave di deposito finale con recupero ambientale;
– nel nostro territorio sono state individuate numerose cave, qui ne citiamo solo alcune tra le più importanti (ricordando che siti e quantità sono modificabili in corso d’opera):
Loc. Casone –Comune di Tortona, a sud-ovest di Rivalta: 34 ettari, profondità di 6 metri (cava di “prestito”);
Tortona-Sale, Armellino, fascia B, 111.111 mt. cubi probabili (cava di deposito)
Tortona, Castello Bollo, 10 ettari, fascia B, 308.148 mt. cubi probabili ma 416.000 potenziali per 4,5 metri di profondità (cava di deposito)
Tortona, Castellotto 1, 19,8 ettari, fascia A, 251.852 mt. cubi probabili ma 340.000 potenziali per 3 metri di profondità (cava di deposito)
Tortona, Castellotto 2, 5,21 ettari, fascia A, 200.000 mt. cubi probabili ma 270.000 potenziali per una profondità di 9 metri (cava di deposito)
Tortona, Loc. Montemerla, fascia B, 1.629.630 mt. cubi probabili ma 2.200.000 potenziali per una profondità tra gli 8 ed i 10 metri (cava di deposito)
E ancora, nel tortonese, cave a Pontecurone (Area Dossi, 214.074 mt. cubi probabili e Cascina Braccanona, 201.481 mt. cubi), la Romanellotta tra Pozzolo e Rivalta, di dimensioni enormi, e ancora a Sale, Cascina Pattarellino, Cascina Marinona verso la Viscarda (42 ettari, 6 mt. di profondità);
– i cantieri da cui parte lo smarino sono quelli degli scavi della Castagnola, Val Lemme, Moriassi, Libarna, etc. ovvero zone in cui in altre occasioni è già stata evidenziata la presenza di amianto;
– manca un piano del traffico: l ‘elevatissimo numero di transiti giornalieri continuativi (giorno e notte, a qualsiasi orario) degli automezzi pesanti dai siti di deposito ai cantieri e ritorno, avverrà per anni ed anni (nel piano cave se ne ipotizzano almeno otto) in un territorio già interessato da intenso traffico (vedi situazione Rivalta Scrivia) e già pesantemente compromesso da inquinamento atmosferico (polveri sottili, limite giornaliero PM 10 costantemente superato);

PRENDENDO ATTO CHE:
– ai sensi della L.R. 30/99, ogni cava di prestito/deposito individuata dal Piano dovrà esser sottoposta ad ulteriore e dettagliato procedimento autorizzato da parte degli Enti Pubblici competenti;
– il rischio ambientale è alto per i motivi sopra citati;
– alcuni Comuni hanno espresso perplessità sull’opera, in assenza di un bilancio effettivo costi-benefici per il territorio, quando non addirittura contrarietà, come il Comune di Arquata Scrivia;
– si susseguono da tempo e si intensificano di giorno in giorno manifestazioni pacifiche ma determinate di contrarietà all’opera da parte delle popolazioni interessate, sia sul versante ligure che su quello piemontese, manifestazioni a cui hanno preso parte numerosi cittadini tortonesi;
– nel territorio del Comune di Tortona finirebbero milioni e milioni di mt. cubi di “smarino” contenente terra, rocce, amianto e additivi “schiumogeni” stabilizzanti provenienti dagli scavi del terzo valico;
– le nostre strade verrebbero attraversate da decine di migliaia di passaggi di mezzi pesanti trasportanti tali materiali, per anni, a qualsiasi orario;

IMPEGNA SINDACO, GIUNTA E CONSIGLIO COMUNALE :
attivarsi presso tutti gli organi istituzionali competenti per richiedere urgentemente una moratoria dei lavori per il Terzo Valico;
attivarsi presso tutte le sedi competenti e gli organi istituzionali affinché venga vietato all’interno del territorio comunale sia il conferimento in cava sia il passaggio su strade comunali di mezzi trasportanti lo “smarino” del terzo valico e gli altri materiali sopra citati, dannosi per la salute degli abitanti del territorio, salute che Sindaco ed Amministratori hanno il dovere primario di tutelare.

Tortona, dicembre 2012
In Fede
Stefanella Ravazzi

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