Gli operai italiani muoiono sotto i tunnel della TAV

da agoravox.it , articolo di Samanta di Perseo

Il 16 dicembre 2007 l’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi, nella trasmissione di Fazio “Che tempo che fa”, descriveva orgoglioso il collegamento veloce fra Bologna e Firenze, sottolineando 17 gallerie. In quel periodo avevo cominciato a scrivere Morti bianche ed intervistai Pietro Mirabelli, operaio della Tav e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (rls).

Pietro da 12 anni lavorava nel cantiere del Consorizio Alta Velocità Emilia e Toscana ed aveva visto decine di operai infortunarsi, diventare invalidi e morire. Era arrabbiatissimo perché non c’era mai un accenno ai lavoratori che sono morti per dare la possibilità a tutti gli italiani di accorciare le distanze. Pasqualino Giordano (20 anni) morì il primo giorno di lavoro. Pasquale Adamo perse la vita mentre stava perforando il monte Morello con l’ausilio di un macchinario speciale: il suo giubbotto si impigliò nella trivella che lo avvolse e stritolò. La condanna per i responsabili: una multa. Raccontava che i preposti alla sorveglianza o sono poco formati, o sono parenti dei datori di lavoro. Cosa significa? Se venisse riscontrata una situazione di rischio non si può fermare la produzione, si va avanti, piano, piano cercando di fare attenzione, sperando che non accada nulla.

Sono trascorsi oltre 5 anni da quando Pietro mi confidò il malessere dei minatori per la realizzazione della Tav Bologna Firenze. I lavori venivano/vengono subappaltati a piccole aziende e spesso non venivano/vengono rispettate le norme sulla sicurezza. Pietro, l’operaio della Tav, dei diritti, morì il 22 settembre del 2010 all’età di 54 anni in Svizzera, in galleria, schiacciato da un masso. Perché vi racconto tutto ciò? Perché il 21 gennaio è morto Palmo Costanzo , un compagno di Pietro, schiacciato da un masso nella galleria della Pedemontana a Varese. Palmo aveva 55 anni e già suo nipote era morto nel tunnel di Vaglia nel tratto Tav di Firenze. Si può morire sotto una galleria a 20 anni senza nessuna formazione? Si può morire a 55 anni sotto una galleria? Il minatore è un lavoro duro, difficile, faticoso, usurante, che fa ammalare.

Se ogni anno in Italia muoiono oltre mille uomini e donne sul lavoro, migliaia si ammalano, ed il Paese è rappresentato da politici che non conoscono o nascondono la realtà, significa che non c’è nessuna intenzione di avvicinarsi ad un Paese democratico e civile. In piena campagna elettorale nessuno sta parlando di sicurezza sul lavoro, del resto loro sono ipergarantiti: fanno una professione dove si rischia zero e si guadagna molto.

 

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