A Genova il mugugno è libero, non costa niente e…blocca le trivelle

In alta Valpolcevera c’è una trivella che da un paio di giorni ha smesso di lavorare, e questo vuole essere un piccolo aggiornamento di quello che accade nei pressi di Pontedecimo e San Quirico, a Genova.

Una decina di giorni fa apprendiamo da alcuni abitanti della nostra zona che in un terreno è comparsa una trivella.
La trivella è preposta a carotaggi ai fini dei lavori per il Terzo Valico, si trova in Via Tecci a San Biagio, una zona che sarà interessata all’apertura di cantieri per una galleria di servizio, il terreno in cui è piazzata è privato, non ha recinzioni e non ci sono permessi esposti.
All’interno del Comitato, quindi, iniziamo a porci delle domande sul da farsi dopo questa segnalazione: l’unica scelta che riteniamo plausibile è quella di armarci di normative e regolamenti comunali e provare a capire quali siano i requisiti necessari per la regolarità dei lavori.
Chiediamo informazioni un po’ a tutti, scarichiamo regolamenti su occupazione di suolo, scavi, inquinamento acustico, cerchiamo qualche cavillo qua e là provando a districarci nel mondo della burocrazia in cui siamo immersi.
Nel frattempo, inizia a nevicare e i telefoni degli uffici comunali cominciano a bollire: chiamiamo, chiediamo, veniamo indirizzati ad altri uffici, ci presentiamo in Municipio, avvisiamo i vigili.

La scelta è quella di muoversi da privati cittadini che chiedono informazioni: a volte ci vengono date, a volte veniamo rimbalzati, ma permane una certa vaghezza nelle risposte. Scegliamo di perseverare e continuare con il “martellamento”, mentre gli abitanti ci segnalano la preoccupazione per detriti scaricati nel fiume durante i lavori.
Sabato mattina la svolta: alla trivella stanno lavorando, mentre il regolamento comunale scavi prevede che i lavori si possano effettuare da lunedì a venerdì.
Per l’ennesima volta ci rechiamo dai vigili a segnalare la situazione, gli operai che lavorano alla trivella riferiscono che i permessi bisogna chiederli alla ditta Geotec a Campobasso (perchè il Terzo Valico porta lavoro ai genovesi!) e in mancanza di quello per l’inquinamento acustico non si può proseguire con i lavori: i vigili li fermano, la trivella è bloccata.
Nel frattempo, interpellando un avvocato, decidiamo di presentare un esposto per poter accedere agli atti dell’autorizzazione.
Ovviamente continuiamo a monitorare la situazione, la trivella non ha più lavorato e continueremo a insistere per la verifica dei permessi.

Nessuno di noi parlava il “burocratese” prima di quest’episodio, nessuno di noi aveva mai avuto a che fare con trivelle nel giardino del vicino di casa, la scelta è stata quella di verificare che le regole fossero state rispettate, di sollecitare le istituzioni per la reale tutela di noi cittadini e lo “stop” ai lavori rappresenta per noi una vittoria in questo senso.
Bisogna insistere, perseverare, verificare, telefonare, studiare regolamenti, esigere trasparenza e continuare a insistere nel coinvolgimento della popolazione interessata e delle istituzioni preposte perchè la tutela della nostra salute e del territorio in cui viviamo sono diritti di tutti.
La trivella è ferma, ma saremo vigili e giorno dopo giorno continuerà la nostra battaglia. Saremo come la goccia che scava nella roccia. E la lotta continua!

Comitato No Tav-Terzo Valico Pontedecimo e San Quirico

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