E se iniziassero ad avere paura?

E’ notizia di questi giorni che all’ultima riunione del comitato di pilotaggio (uno dei tanti organi inutili in cui la classe politica discute di Terzo Valico) il Cociv ha annunciato che inizierà sul versante piemontese i lavori di cantierizzazione delle opere previste nel primo lotto. Si tratta perlopiù di allargamenti di strade e costruzioni di rotonde, ad eccezione delle due opere “pesanti” che sono lo scavo della finestra Val Lemme e lo scavo del pozzo di Radimero ad Arquata Scrivia.

Peccato che Cociv abbia fatto finta di non sapere che senza l’esecuzione degli espropri nei Comuni di Gavi (dove sono in corso tentativi già respinti due volte dal movimento) e di Serravalle ed Arquata (dove dopo quest’estate non è più stato fatto nessun tentativo) sono pochissimi i lavori che possono realmente iniziare.

Ancora una volta fra il volere e il potere ci sono di mezzo le donne e gli uomini del movimento, quelli che non hanno nessuna intenzione di vedere iniziare i lavori di un’opera che distruggerà le comunità in cui vivono.

Lasciando da parte queste considerazioni, quello che più ha colpito è che davanti alla dichiarazione di Cociv vi sia stata una sommossa popolare (a parole) da parte degli amministratori che fino a ieri hanno sostenuto l’importanza strategica della grande opera.

Il consulente dei Comuni al tavolo di pilotaggio Alberto Mallarino, con un passato da ambientalista, ha tuonato sulle colonne dei giornali, manco fosse un pericolosissimo No Tav: “Una proposta irricevibile, mancano autorizzazioni, è in corso la conferenza dei servizi sul piano cave, il piano del traffico è stato bocciato dai Comuni (copiando le ragioni della bocciatura da questo sito), nessuno può colonizzare il nostro territorio, ecc, ecc, ecc…”

A lui ha fatto eco il Sindaco di Voltaggio Repetto ripetendo quello che va dicendo da mesi, senza trarne mai le dovute conseguenze: “Senza certezze sull’amianto i lavori non devono partire”.

A seguire si sono aggiunti i rappresentanti della Provincia di Alessandria a guida piddina  e della Regione Piemonte a guida leghista, due enti le cui maggioranze politiche sostengono da sempre la costruzione del Terzo Valico.

Ricapitolando il consulente dei Sindaci a larga maggioranza Si Tav (con l’eccezione di Arquata e Pozzolo), il rappresentante dei Comuni nel comitato di pilotaggio, la Provincia di Alessandria e la Regione Piemonte, alzano barricate metaforiche contro l’inizio dei lavori nel versante piemontese.

Sarà la vicinanza della scadenza elettorale, l’incertezza sulle scelte del prossimo governo nazionale in materia di altà velocità e Terzo Valico, ma resta il fatto che forse per la prima volta, sono gli stessi sostenitori dell’opera a chiedere di tirare il freno a mano.

Sicuramente la continua mobilitazione e il radicamento dei comitati in costante crescita stanno facendo capire anche ai meno svegli che sul Terzo Valico c’è il grosso rischio di essere bruciati politicamente. E poi non sfugge a nessuno che se dovessero iniziare i lavori il movimento risponderebbe prontamente e sarebbe destinato a crescere ulteriormente in termini di partecipazione e consenso.

Se anche nel campo avversario iniziano ad annidarsi dubbi, non può che essere merito delle continue iniziative che il movimento sta continuando a mettere in campo. Probabilmente si tratta di qualcosa in più di miseri calcoli elettorali.

Intanto nessuno è intenzionato a allentare la mobilitazione popolare a prescindere dalle prese di posizione del fronte politico Si Tav.

Giovedì 28 Febbraio si torna tutti in strada a Gavi per impedire gli espropri, con ritrovo alle ore 8,30 presso il bivio per Pratolungo e il 1 Marzo ci si trova tutti ad Arquata per l’assemblea popolare del movimento.

A prescindere da loro il movimento prosegue per la sua strada.

Una strada che inizia a fare paura…

 

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