La presa per il sedere della Tangenziale tortonese

di Antonello Brunetti

Tutti contenti e felici in quel di Tortona per la nuova tangenziale tortonese. Unanimità di consensi!

Vi chiedo scusa ma io esco dal coro e non mi unisco ai peana, come avevo già fatto nel 2006 in un pezzo scritto su Comitatiscrivia in merito alla cava Montemerla.

Chiariamo subito, per capire il resto cos’è questa cava Montemerla. In regione Oasi-Capitania, lambita dal Grue, a nord dell’Iper e verso Viguzzolo. Una cava che dovrebbe ospitare 2 milioni e 200.000 metri cubi di “smarino” proveniente dagli scavi Terzo Valico di Fraconalto e Arquata, ossia da zone dove i sondaggi dell’Arpa provinciale hanno fornito dati terrificanti.

Su 11 sondaggi eseguiti presso il monte Porale dieci contenevano amianto (la famosa pietra verde che caratterizza l’Appennino da Voltri al versante piemontese della Scrivia). Due di questi addirittura quantitativi di due etti al chilo di roccia, quando il massimo consentito non dovrebbe superare il milligrammo.

Cosa c’entra la Montemerla?

I giornali hanno dato notizia della cosa con entusiasmo e ricapitolando si tratterebbe di una nuova strada di 11 metri di larghezza, lunga km. 4,5 che unirebbe il casello autostradale della A21 e della A7 (lungo la strada per Sale), con la statale Tortona – Voghera all’altezza della Capitania. Previsti, partendo da est, una rotatoria all’altezza della regione Capitania, tra Tortona e Pontecurone, un sottopasso ferroviario di 75 metri sotto la linea Tortona – Voghera, una grande rotatoria in prossimità del cavalcavia sulla autostrada To-Piacenza lungo la provinciale per Castelnuovo. Poi un nuovo ponte di 1010 metri sul torrente Scrivia (a questo punto diventerebbero ben sei i ponti nei dieci chilometri fra Tortona e Castelnuovo, un lungo rilevato e poi un viadotto sopra l’autostrada Milano-Genova (380 metri) e l’innesto sull’attuale rotatoria nei pressi del casello dell’A7.

A cosa servirebbe e chi paga.

Fondamentalmente a ridurre il traffico lungo l’attuale circonvallazione nord ed est di Tortona, a favorire l’accesso all’autostrada da parte degli automezzi e autocarri tortonesi.

Il costo è di 45 milioni di euro (l’ultima manovra per evitare il fallimento del Comune di Tortona, a detta dei giornali, ammonta a due milioni di euro). Finanzierebbe il tutto la Regione Piemonte, quella stessa che fa tagli indecenti alla sanità e che fa fallire migliaia di commercianti, artigiani, piccole imprese non pagando quanto dovuto ai fornitori e ai suoi prestatori d’opera.

Ma è proprio così ?

È vero che il traffico sulla attuale circonvallazione è abbastanza intenso, soprattutto nel corso della mattinata, ma assai meno di quanto avveniva anni fa. Le previsioni generali sono di ulteriori riduzioni e quindi, vista la situazione economica, andrebbero riconsiderate le priorità.

Veniamo al dunque.

Sebbene in Consiglio comunale nessuno abbia fatto cenno al collegamento Tangenziale-Terzo Valico (a parte Stefanella Ravazzi), qui sta il punto e non per nulla nel progetto TAV_Terzo Valico si fa riferimento a questa opera.

La sua funzione essenziale è quella di favorire il trasporto di 2.200.000 metri cubi di smarino dal casello tortonese alla cava Montemerla. Il che equivale (da dichiarazioni Piano traffico Cociv) a 801 camion al giorno aventi la portata di 13 m.cubi: un’enormità!

Una gigantesca colata di ghiaia, calcestruzzo e asfalto lunga 4,5 km. per raggiungere la cava Montemerla con vantaggi di chi fa l’opera e disagi notevoli per tutti gli altri. Non per nulla alla rotatoria finale in regione Capitania vi sono 4 uscite: una verso Voghera, una verso Tortona, una per accedere alla tangenziale e infine una verso la cava Montemerla.

Evidentemente ai signori del Terzo Valico non frega nulla del trasporto su binari, infatti sarebbe bastato, con cifra assai inferiore, predisporre un tratto di binario provvisorio alla Capitania (dove passa la linea Genova-Milano) per trasportare alla Montemerla eventuali materiali da smaltire.

Invece ecco file lunghissime di camion, altro cemento tutt’attorno a un fiume, rilevati e viadotti, tre enormi rotatorie, ecc. ecc.

Ricordo che nel 1992 (l’ho sentito con le mie orecchie) l’allora sindaco di Tortona, Fabrizio Palenzona, decantò il Terzo Valico che “avrebbe consentito, con opportuna fermata a Tortona del TAV, di trasportare in giornata le famose fragoline profumate di Tortona sui tavoli dei ristoranti di Monaco di Baviera”.

Non ho mai capito il perché di questo privilegio per gli abitanti di Monaco di Baviera; ma constato che oggi l’antico mercato tortonese delle fragoline è in vendita o è già stato venduto dal Comune per farne condomini e che l’area Oasi caratterizzata dagli orti di fragoline non esiste più, sommersa da capannoni, centri commerciali, parcheggi e case a distesa. Ora ci aggiungiamo questa nuova tangenziale e concludiamo l’opera con un ribaltamento: anziché esportare fragoline, importeremo, su terreni un tempo resi fertilissimi dalle alluvioni di quel serpentone del Grue e rogge collaterali, amianto e porcherie varie.

Terrorismo ambientalista?

Direi che le realtà scoperchiate in questi ultimi decenni dovrebbero indurci ad esprimere giudizi assai più severi!

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