Dall’altra parte della barricata

Mentre il Movimento No Tav – Terzo Valico assapora ancora il gusto dell’ennesima vittoria incassata contro gli espropri e si appresta a partecipare con 5 autobus e un treno alla manifestazione nazionale in Valsusa, riveste un certo interesse provare a guardare cosa succede dall’altra parte della barricata.

Tanta è la confusione sotto il cielo, una situazione eccellente insomma.

La Provincia di Alessandria ha annunciato di aderire alla richiesta di moratoria firmata dai dodici Sindaci piemontesi (chissà come si sentirà Spineto in compagnia di Filippi e di tutto il gruppo dirigente piddino) per bocca del suo Assessore Graziano Moro. L’uomo forte del Pd novese, uno che non brilla per intelligenza politica, ha apertamente affermato: “appare ormai chiaro che il 90% degli abitanti è contrario all’opera. Stiamo parlando di un tema sul quale è facile perdere le elezioni. Il nuovo parlamento inoltre pare la pensi diversamente da quello precedente, e se la discussione dovesse tornare a Roma la bocciatura sarebbe quasi certa“. Le elezioni intanto le hanno già perse e l’anno prossimo con le comunali ci sarà sicuramente da ridere.

Sempre Moro, a dimostrazione di quanto la richiesta di moratoria sia una pagliacciata, ha aggiunto: “…la moratoria, per quanto condivisibile, è un atto politico e non è giuridicamente fondata, essendoci una legge obiettivo…“. Trattasi insomma, come denunciato a più riprese dai comitati, di richiesta priva di valore legale fatta peraltro in un momento di transizione governativa e non quando il PD sosteneva in Parlamento il Governo Monti. Il tentativo vano di provare a lavarsi mani sporche di cemento e quattrini per compensazioni.

Lasciando tutta la miseria della moratoria e di chi la sostiene, bisogna invece prendere atto di quanto avvenuto nell’ultima seduta del CIPE. Come ampiamente annunciato dai giornali sono stati tolti 240 milioni di Euro dal secondo lotto del Terzo Valico e destinati per la manutenzione delle linee esistenti: un provvedimento che farà slittare di diversi mesi il cronoprogramma più lento del mondo, dovendo essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale e ricevere l’ok della Corte dei Conti. Insomma, l’amministratore delegato delle ferrovie Moretti ha vinto il braccio di ferro e dato corpo alle voci che lo volevano scettico sull’utilità del Terzo Valico. Persino Marco Doria, quello per cui il Terzo Valico si doveva fare senza se e senza ma, ha dovuto ammettere che di lavoro il Terzo Valico ne porterà pochino e tutto a favore di ditte non proprio locali, pur confermando la propria servitù e sudditanza al PD ligure.

Voci di corridoio dicono che il 23 Marzo, in contemporanea con la manifestazione in Val di Susa, si dovrebbe capire se Moretti concederà a Cociv la firma dell’atto integrativo del secondo lotto, mentre il primo è ancora fermo ai blocchi di partenza grazie al movimento. E se la firma non dovesse arrivare? Staremo a vedere le ripercussioni.

Da segnalare che Cociv sembra far finta che nulla stia succedendo e continua a muoversi con tutta l’arroganza di cui sa essere capace. Nei giorni scorsi ha fatto richiesta al Cipe perchè gli venga concessa la proroga di due anni per la dichiarazione di pubblica utilità, cessata la quale si dovrebbe far ritorno in Parlamento con esiti per nulla scontati. Il movimento ha fatto richiesta di avere tutta la documentazione e deciderà se e come opporsi legalmente all’ennesima mossa di Cociv.

Da seganalare inoltre che la Regione Piemonte pare abbia bocciato il piano cave, una cosuccia che dovrebbe ulteriormente dilatare i tempi.

Con questa tabella di marcia nel 2098 è prevista la conclusione dei lavori del Terzo Valico.

Forse.

Movimento permettendo.

Se non rinunceranno prima…

 

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