Do ut des, il Comune di Novi e le opere compensative

Un articolo de La Stampa del 22 Marzo (consultabile nella rassegna stampa del sito) titolava: “Terzo Valico, il do ut des di Novi”. Il vicesindaco Garassino, sempre più attento alla volontà dei novesi, spiega con dovizia di particolari che per il Comune di Novi le opere compensative sono “imprescindibili”. Con l’allargamento di un paio di sottopassi e la realizzazione di una rotonda il Comune si riterrà soddisfatto.

Decine di ettari di terreno cementificato, abitazioni abbattute, la devastazione del Basso Pieve, la città assediata dai cantieri, la viabilità bloccata, l’aria irrespirabile, l’amianto, le falde acquifere prosciugate: questo sfregio permanente alla nostra città è quantificabile, e secondo il nostro vicesindaco corrisponde al prezzo di due sottopassi e una rotonda.

Hanno fretta, in Comune, tanta fretta. Già a ferragosto avevano assegnato gli appalti per la progettazione di queste opere, nonostante nel progetto non ce ne sia nemmeno l’ombra e i fondi siano ancora tutti da reperire. Con un simpatico escamotage il Comune aveva aggirato la normativa sugli appalti, spezzettando gli importi, per evitare di fare una gara d’appalto, assegnando così il lavoro direttamente a chi lo doveva prendere “per forza”. Le famose ricadute positive sul territorio, di cui si riempivano la bocca, sono state cancellate con una firmetta dall’arrivo di ditte esterne che gravitano nell’orbita della Regione Piemonte e di RFI e sono, come abbiamo documentato recentemente riguardo al cantiere di Voltaggio, un vero e proprio bancomat per i partiti, che ricevono tangenti per intercedere nell’assegnazione dei lavori.

Ora, con un’opera dal futuro sempre più incerto, un’opposizione popolare sempre più grande che attende la marcia del 20 Aprile, con grande tempismo arriva questa ulteriore idiozia. Ma non erano loro a volere una moratoria sul Terzo Valico? Non erano loro, membri dei fantomatici comitati di pilotaggio, a voler “fare chiarezza” sui lavori? Una settimana prima chiedono in pompa magna uno stop di un anno, la settimana dopo vogliono che si cominci a colare cemento il prima possibile.

Valli a capire…

(nella foto una riunione dei sindaci Si Tav in Regione)

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