Terzo Valico, ancora ditte impresentabili

Secondo un articolo de La Stampa di sabato 16 Marzo, al Comune di Voltaggio sarebbe arrivata nei giorni scorsi una comunicazione di una ditta coinvolta nei lavori del Terzo Valico riguardo allo stoccaggio di materiale esplosivo nell’area di cantiere.

La ditta in questione, la Lauro s.p.a di Borgosesia (VC) ha scritto al Comune vallemmino per dire che, avendo ricevuto da Cociv l’affidamento dei lavori per lo scavo della finestra di Voltaggio (già in parte scavata a metà anni Novanta, lavori poi interrotti per le irregolarità che portarono a processo i vertici del gruppo Gavio e di RFI per truffa aggravata ai danni dello Stato), dovranno essere portate nell’area del foro pilota qualcosa come 95 tonnellate di esplosivi.

Il sindaco ha precisato che serve una maggiore sorveglianza e si è affrettato a contattare il Prefetto, ma farebbe bene a preoccuparsi più della ditta che dovrebbe portare l’esplosivo. Basta una ricerca di cinque minuti su Google per capire chi sono i signori della Lauro s.p.a.

Nel 2010 un’inchiesta scopre che alla Provincia di Vercelli il presidente Masoero, l’assessore ai lavori pubblici Zanotti e il consigliere regionale nonché segretario provinciale del PDL Cortopassi si fanno dare dei “contributi per la campagna elettorale” in cambio di appalti. Il presidente della Provincia Masoero viene anche arrestato. Durante il processo, ancora in corso, si nominano gli imprenditori che hanno pagato e il signor Tarditi, amministratore della Lauro s.p.a. è tra questi: ha elargito una tangente da 20000 euro per avere l’appalto di una strada. La folcloristica legge italiana sulla corruzione vuole che l’imprenditore sia parte lesa in tutto ciò. Inutile chiedersi come sia entrato nel business del Terzo Valico.

 

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