Sensazioni d’oltralpe dalla Zia

Riceviamo e pubblichiamo:

Ormai vivo a Parigi, ogni volta che rientro la stessa storia, come venerdì scorso, la stessa storia.

Una volta messo piede in italia, il delirio delle ferrovie.

Pochi treni e quello che devo prendere io, sempre in ritardo, una volta arrivato non c’è posto a sedere, è sporco e c’è sempre un tanfo insopportabile. Poi, venerdì, il massimo. A Torino lingotto sul binario 4 l’ascensore è rotto e un’anziana donna invalida è costretta a scendere dalla carrozzella e farsi le scale con l’aiuto del figlio, in una maniera che dire avventurosa, è dire poco. E fa male vedersi quella scena.

Altro che Torino-Lione o Genova – Tortona, qui non ci sono gli ascensori per i disabili, all’interno di una grande stazione ferroviaria italiana. Altro che Europa, Lisbona-Kiev, Rotterdam. Altro che TAV o TAC, piuttosto ti vengono i tic dal nervoso. Lascio i commenti e le conclusioni a chi legge.

Mi mancava in Francia la socialità che avevo trovato nei comitati, il contesto popolare, il maturare insieme cercando forme di esistenze migliori.

Poi sabato pomeriggio a Novi è stato pazzesco provare quella tensione prima della partenza della manifestazione. Vivendo ormai da un’altra parte, non avevo partecipato all’organizzazione della giornata, pur svolgendosi “la manif” nella città del mio comitato.

Insomma prima della partenza le preoccupazioni, l’attesa per l’arrivo di più gente sperabile, e il ritrovare tante compagne e compagni con cui ho condiviso un anno intenso di lotte e di vita e poi i valsusini, la notizia di Napolitano, gli sbandieratori.

Un passo a casa del Comandante che ci mostra la t-shirt regalatagli dai compagni con la scritta: “hasta siempre comandante”

E poi il concerto di Assalti, con Militant A che va a cantare con addosso la maglietta Noterzovalico che tra una canzone e l’altra fa un saluto al comandante Rainero “bandito nella sala” e fa continui riferimenti e cerca continui applausi per il movimento No Terzo Valico.

“Notav, questo treno è butto e non si fa!”

Così mi trovo qui a ringraziare il Comandante, Stanca, Corvo Rosso, Santità, la Ti, i Barbudos e tutti gli altri, senza di voi non sarei una Zia di nuovo felice.

E’ stato bello? Avoija! E lo rifamo? Avoija!

Daje forte, con la mia banda sempre nel cuore.

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