Giornata di presidi contro le trivelle in Val Polcevera

Piccola giornata di mobilitazione contro le trivelle dei primissimi lavori per il TAV-Terzo Valico nel versante ligure dell’Appennino. Fin dalla mattina, alcuni no tav perlustravano la Val Polcevera e la Val Verde “a caccia di trivelle”, in attesa dell’appuntamento in piazza a Campomorone alle 15.30. Ma qui e a Isoverde nel week end le ditte incaricate avevano rimosso le tre trivelle presenti tra Santa Marta e Cravasco.Per la terza volta quindi, annunciato un presidio, le trivelle venivano rimosse il giorno prima dopo aver terminato i lavori di carotaggio in modo estremamente, quanto stranamente, celere.

Nel primo pomeriggio però arriva una comunicazione: a Trasta, in via Rocca dei Corvi, a poche decine di metri dal cippo in memoria dell’eccidio nazifascista, è stata portata una trivella, funzionale alla variante per la galleria del Campasso, che aveva appena iniziato a lavorare con tre tecnici all’opera. Dal presidio di Campomorone si decide quindi di raggiungere Trasta e appena un’ora dopo, alle 16.45, si era giù. Raggiunto il punto della trivella, questa si mostrava ferma e abbandonata: nessuna traccia degli addetti ai lavori, nessuna traccia di lavori. Evidentemente, le orecchie lunghe della polizia hanno consigliato agli operai di lasciare il mezzo e andarsene prima che arrivassero i No Tav.

Ancora un volta, una semplice chiamata è servita a fermare, anche solo per una giornata, una trivella. Certamente ancora poco rispetto a quello che ci sarebbe da fare per fermare veramente i lavori, visto che un po’ qui e un po’ là (soprattutto in Liguria) tirano su carote e piantano picchetti, ma sono piccoli segnali che muoversi non è mai inutile.

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