Migliaia di donne e uomini in marcia da Novi a Pozzolo

Non è bastata la pioggia a vincere la voglia del popolo No Tav – Terzo Valico di riappropriarsi delle strade per urlare ancora una volta il proprio no ad un progetto inutile, devastante e costoso. Lo striscione che apriva il corteo recitava: “Niente compensazioni, nessuna moratoria. Fermiamo il Terzo Valico”. Un no, quindi, anche alle capriole politiche dei sindaci che per coprire le proprie mancanze cercano di salvare sia il progetto sia la faccia.

Dall’una di pomeriggio circa, Piazza XX Settembre a Novi ha cominciato lentamente a riempirsi, per arrivare alla partenza del corteo alle ore 15 con i comitati preoccupati per il dato numerico. Ma come per la marcia dell’ottobre scorso a Serravalle, partito il corteo le perplessità si sono dissolte, il corteo strada dopo strada è andato allargandosi, mostrando alla città l’immagine di un centro storico novese più bello che mai, affollato di bandiere, di gente di tutte le età e di trattori addobbati a festa. Il colpo d’occhio dalla rotonda di via Mazzini, come testimoniano le foto, è impressionante: probabilmente il più grande corteo che si sia mai visto a Novi.

Questo nonostante ieri i soliti ignoti, probabilmente con un mandante politico, abbiano tentato di seminare il panico sia a Novi che a Pozzolo, dicendo ai commercianti di abbassare le serrande perché sarebbe arrivato un esercito di devastatori. E invece, come nella tradizione del movimento, non una cartaccia è stata buttata per terra e decine di negozi esponevano la bandiera No Tav.

Al microfono si alternano gli interventi dei comitati, si annuncia l’arresto appena avvenuto di uno dei più potenti boss di ‘ndrangheta a Castelnuovo Scrivia, a testimonianza del fatto che le mafie al Nord sono ben radicate nonostante le opinioni di politici e giudici, e con ogni probabilità hanno già messo gli occhi, forse anche le mani, sui lavori del Terzo Valico. Si dà ai partecipanti in anteprima anche la pessima notizia della rielezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica, ennesima dimostrazione di come questo schifo di classe dirigente non sia in grado, e neppure voglia tentare, di trovare un rimedio ai problemi del paese. Ma questo già si sapeva.

All’arrivo a Pozzolo il corteo è lungo centinaia di metri e conta circa tremila persone. Lele Rizzo e Alberto Perino dalla Valsusa, presente con una grande delegazione, salutano al microfono e ricordano che gli avvenimenti romani potranno allungare la lotta al Tav, che un inciucio ormai già scritto potrà dare linfa al partito del cemento, ma anche che un popolo in cammino per una giusta lotta non può che vincere, prima o poi.

Uomini e donne speciali, per una giornata che da queste parti si ricorderà a lungo. Per novesi, pozzolesi e per tutti gli abitanti interessati dal progetto, il Terzo Valico non s’ha da fare.

La foto di copertina è di Simona Zuny (guarda il suo album su fb)

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