In attesa delle grandi decisioni movimenti in Vallemme

Ci sono almeno due eventi che avverranno nei prossimi giorni e che potrebbero segnare nuovamente la storia ad ostacoli della costruzione del Terzo Valico.

Il primo riguarda la decisione che il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Lupi prenderà insieme al Governo entro il 30 Maggio sui fondi da destinare alle grandi opere. Il Ministro ha dichiarato alla stampa che i soldi stanziati per grandi opere i cui lavori non sono incominciati potrebbero essere dirottati alle Regioni per favorire la costruzione di piccole opere utili, come per esempio la messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico. Una scelta talmente di buon senso che sembra impossibile venga presa da un Ministro come Lupi e dal Governo delle larghe intese.

Si tratta di capire se l’esecuzione di una piccola parte degli espropri in programma, l’esecuzione di alcuni sondaggi, l’apertuta di alcuni finti (e attualmente fermi) cantieri sul versante ligure e il taglio dell’erba di alcuni prati in alta Vallemme stiano a significare che i lavori del Terzo Valico siano incominciati.

Il secondo evento riguarda invece la risposta che sempre Lupi dovrà dare all’interrogazione presentata al Senato in cui si chiede se il Governo non intenda promuovere finalmente uno studio sul rapporto costi – benefici dell’opera prima di concedere una nuova proroga alla richiesta di pubblica utilità.

E’ bene ricordare che in attesa della verifica di ottemperanza, che sembra essere in alto mare, da parte del Ministero dell’Ambiente per verificare che nel primo lotto del progetto esecutivo siano state accolte le prescrizioni fatte dal Cipe nel 2006, ogni lavoro è di fatto eseguito nell’illegalità. Cosa certamente non nuova per i Signori di Impregilo a partire dalla vicenda dei Fori Pilota consumatasi a metà anni novanta.

In attesa di queste decisioni e senza farsi illusioni sul fatto che il buonsenso possa prevalere sul malaffare e sul partito trasversale del tondino e del cemento è bene ricordare che l’unico posto in Piemonte dove ogni tanto si vedono operai è dove sono stati eseguiti gli espropri. Con buona pace di quella pagliacciata chiamata richiesta di moratoria (mai presa in considerazione da nessuno) e di alcune associazioni ambientaliste della Vallemme che hanno dato sponda, corda e fiato all’invenzione del Sindaco di Novi Robbiano.

I sindaci e le associazioni che hanno sostenuto le ragioni della richiesta di moratoria dovrebbero spiegare a tutti che fine abbia fatto se oggi in Vallemme sono nuovamente stati avvistati operai e una trivella della Geotec sta eseguendo un sondaggio. Non lo faranno, ma soprattutto non faranno nulla per porsi il problema di come fermare i primi lavori. Per fortuna, come sempre, altri ci penseranno.

Infatti anche in Vallemme molti cittadini si stanno riorganizzando in comitato popolare a partire dalla grande esperienza di resistenza agli espropri che sempre alcune associazioni ambientaliste suggerivano di non impedire scambiando il rispetto della legalità per la complicità con Cociv.

In barba a quanto veniva scritto pochi giorni fa su “La Stampa” i movimenti di uomini e mezzi di oggi in Vallemme fanno supporre che l’estate non passerà tranquilla.

Comunque vada la guardia resta alta, i comitati continuano incessantemente la loro opera di informazione delle popolazioni con grandi assemblee come di recente a San Quirico e Pontecurone (con la partecipazione di quasi un centinaio di persone) e ad Arquata (con la partecipazione di quasi duecento persone). Non casualmente la prossima si svolgerà a Gavi in Vallemme.

Altra partita sarà invece quella dei nuovi tentativi di espropri.

Che sia estate, che sia autunno per ogni letterina verde ci sarà un presidio determinato ad impedire che questa violenza possa avvenire.

Il tempo è tutto dalla parte del movimento, la lotta popolare sarà lunga e alla fine vittoriosa.

 

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