La moratoria non c’è più, la maschera è caduta

Quando il 9 Marzo del 2013 i Sindaci di dodici Comuni piemontesi presentarono alla stampa la richiesta di moratoria riuscirono nell’intento di far passare la notizia che stessero chiedendo di fermare il Terzo Valico.

Sindaci che fino a quel momento si erano sempre espressi favorevolmente  alla realizzazione dell’opera con l’eccezione del Sindaco di Arquata Spineto, il cui Comune deliberò in maniera contraria alla realizzazione del Terzo Valico.

Non vi sarebbe stato nessun problema se si fosse realmente trattato di questo, di un cambio di posizione di molti amministratori pubblici in virtù di oltre un anno di assemblee, volantinaggi, presidi, manifestazioni partecipate da migliaia di persone. Anzi, se si fosse trattato di questo, sarebbe stata una vittoria del movimento.

Ma di questo non si trattava, bastava leggere la richiesta di moratoria per capire che si trattasse di una truffa.

I magnifici dodici non chiedevano di non realizzare il Terzo Valico, ma di fermarsi per un po’ visto il casino scatenato dai No Tav e capire come realizzarlo con più serenità dopo essersi comprati a colpi di compensazioni i cittadini interessati dall’opera. Il loro modello la Valsusa, con la richiesta di fare un osservatorio tecnico come quello di Virano. Andate a chiedere in Valsusa a cosa sia servito se non all’ennesimo sperpero di denaro pubblico.

I comitati e questo sito contribuirono non poco nel chiarire le idee rispetto ad un’informazione mainstream volta tutta ad accreditare l’iniziativa dei Sindaci come la richiesta di fermare il Terzo Valico, nonostante non si trattasse di questo. Solo alcune associazioni ambientaliste, spaventate dalla crescente partecipazione popolare e dal rifiuto della delega, caddero colpevolmente nel tranello del sostegno alla moratoria e il tentativo di spaccare i comitati fra dialoganti e non dialoganti coi Sindaci venne rispedito al mittente. Le amministrazioni comunali sono interlocutrici del movimento se schierate contro la realizzazione dell’opera, non se chiedono di sospenderla per qualche tempo in attesa di farla con meno arroganza e violenza nei confronti delle popolazioni locali.

Ora dopo neppure tre mesi è chiaro ed evidente a tutti chi avesse ragione.

Come svelato ieri, la risposta alla richiesta di moratoria è stata inviata ai Sindaci da parte del Presidente dell’Osservatorio Ambientale. Una risposta che in soldoni afferma che il Governo non ci pensa neppure ad una moratoria dei lavori del Terzo Valico. Non stiamo forse parlando di un Governo sostenuto dalle stesse forze politiche che amministrano i dodici Comuni? Che fine hanno fatto i parlamentari locali che avrebbero dovuto perorare la causa del territorio e adoperarsi perchè la moratoria venisse accolta? Che fine hanno fatto le bordate del Presidente della Provincia di Alessandria che dichiarò che se si fosse appurata la presenza di amianto si sarebbe detto contrario al Terzo Valico? Messe a tacere da Mallarino, rappresentante dei Sindaci al tavolo tecnico, dopo aver ben spiegato che in caso di presenza di amianto basta attenersi ad un protocollo di sicurezza per lavoratori e popolazione. Viene da piangere a pensare di essere nelle mani delle stesse persone per cui è normale rovesciare cemento nei prati. Di quelli che a metà anni 90 dovevano scavare dei fori pilota e invece scavarono delle vere e proprie gallerie venendo accusati di truffa aggravata ai danni dello stato salvo venire prescritti grazie alla ex Cirielli.  Purtroppo non si vergogna neppure un po’ Mallarino a parlare di protocolli di sicurezza, facendo finta di non sapere che una sola fibra di amianto può provocare l’asbestosi o il mesotelioma.

Finalmente speriamo di porre la parola fine alla storiella della moratoria e dei suoi servi sciocchi che hanno prestato il fianco all’operazione del Sindaco di Novi Robbiano. Sì, quello che ha dichiarato di aver visto la lettera datata 8 Maggio solo l’altro ieri e che si è difeso sostenendo che mica possono pubblicare tutta la corrispondenza! Chissà in quale cassetto del palazzo comunale era stata nascosta e chissà per quanto tempo ancora il Sindaco di Novi penserà di poter trattare i cittadini come se fossero ingenui e credessero alle sue bugie…

Chissà se Spineto, stimato Sindaco di Arquata prima della firma sulla richiesta di moratoria, riesca oggi finalmente a capire l’errore commesso se fatto in buona fede (cosa di cui è umano dubitare) e decida di sbarazzarsi dei cattivi consiglieri. Quelli che devono aver consigliato anche a lui di tenere nascosta la lettera dell’Osservatorio Ambientale, chissà in quale cassetto di Palazzo Spinola finita…Si era impegnato a indire un nuovo Consiglio Comunale aperto, invece non si è neppure adoperato affinchè venisse presentato il progetto esecutivo (mancanza sopperita dal comitato) e ha tenuto nascosta la lettera di risposta alla richiesta di moratoria! Triste parabola di un Sindaco un tempo schierato con le ragioni dei cittadini e del movimento…

Cari Sindaci tutti, la moratoria non vi è stata concessa, dell’osservatorio tecnico da voi richiesto non vi è traccia, il Ministero dell’Ambiente e l’Osservatorio Ambientale vi ha risposto quasi deridendovi a tal punto che non avete neppure avuto il coraggio di rendere pubblica la lettera che avete ricevuto, gli studi da voi richiesti sono rimasti lettera morta, i lavori “propedeutici” all’apertura dei cantieri sono proseguiti.

Cari Sindaci, il minimo che adesso dovreste fare è chiedere scusa, ammettere di aver sbagliato, decidere di schierarvi dalla parte dei vostri cittadini che hanno dimostrato centinaia di volte di non volere il Terzo Valico, impegnarvi a bloccare gli espropri con la vostra fascia tricolore insieme agli espropriati.

Questo dovrebbe succedere se vivessimo in un paese normale, questo dovreste fare per dimostrare che non siete parte della casta politica più detestata d’Europa.

Dovreste semplicemente riscoprire il significato più intimo della parola dignità.

La vostra moratoria non c’è più, la maschera è caduta, adesso tutti potranno vedere la vostra vera faccia.

Temiamo già di conoscerla, ma saremmo felici di sbagliarci.

 

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