Prove tecniche di devastazione ambientale in Vallemme

Oggi tra Voltaggio, Carrosio e la strada della Castagnola erano in azione gli uomini di alcune ditte sub-appaltatrici di Cociv che hanno furbescamente cancellato ogni insegna dai loro mezzi. Evidentemente il fatto che questo sito abbia reso pubblico il passato non proprio trasparente delle imprese finora coinvolte nei lavori ha preoccupato i signori di Impregilo. Il tentativo, comunque, è vano, poiché dalle targhe è facile risalire agli intestatari dei veicoli e controllare in quali affari sono coinvolti. Stando alle statistiche è quasi sicuro che anche su questi “onesti lavoratori” salterà fuori qualcosa.

Intanto dal video e dalle foto allegate è possibile vedere cosa è stato fatto da una squadretta di tre persone, il totale degli uomini attivi in questi giorni: alberi secolari tagliati e una bella pozza di cemento su un prato, zona frana Carbonasca, probabilmente residuo del lavaggio di una betoniera. In italiano si chiama smaltimento illecito di rifiuti ed è un reato penale, ma sicuramente nessun magistrato ne avrà scrupolo.

Durante questi pochi giorni di attività li si è lasciati fare per far vedere alla gente di cosa sono capaci, e questo è solo un assaggio. Le immagini non lasciano dubbi. Chissà cosa ne pensa il sindaco di Voltaggio, tanto amato dalle associazioni ambientaliste della zona, che minacciava di far fermare i lavori dal suo unico vigile se fossero partiti senza autorizzazione. Sveglia Repetto, i lavori sono partiti senza autorizzazione e sono fatti in maniera criminale. Dove siete tu e il tuo vigile?

Sei ancora impegnato ad accompagnare casa per casa il Cociv a comprare il silenzio degli espropriati? Oppure sei ancora dal questore a vantarti (sì caro, lo sappiamo) che a Voltaggio non ci sono bandiere No Tav?

Non ci risulta che dove il movimento abbia effettuato presidi (ovvero ovunque tranne che a Voltaggio e Carrosio) siano in corso dei lavori. Solo là dove le istituzioni hanno “dialogato”, “spiegato”, “richiesto”, “lavorato”, solo dove si è applaudita la famigerata “moratoria”, solo dove gli espropriati sono stati lasciati soli davanti alle minacce di prefetto e questore, solo lì il cemento inizia a colare sui prati.

Tre operai, un paio di giorni, ed è subito chiaro com’è abituata a lavorare questa gente. Vanno fermati, verranno fermati.

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