Quelli che nel dubbio si schierano con Cociv

E’ ormai bagarre aperta fra il comitato No Tav – Terzo Valico di Arquata e Cociv (consorzio costruttore del Terzo Valico) riguardo alla presunta scomparsa delle cisterne di Garrone. Alla conferenza stampa del Comitato ha risposto Cociv con mezza paginetta di comunicato affidato alla Chiappe e Revello, agenzia di comunicazione e relazione, assoldata da Cociv per fornirgli un volto presentabile a cui è nuovamente seguita una controrisposta tecnica in cui la tesi dei distruttori è stata smontata pezzo dopo pezzo.

Chi invece non è proprio riuscita a perdere, una volta tanto, l’occasione di tacere è la consigliera di Arquata Signora Stefania Pezzan, capogruppo della maggioranza che governa ad Arquata Scrivia.

La Signora Pezzan non ha dubbi e all’esimio giornalista de “La Stampa” che casualmente l’ha interpellata parla di errore del comitato di Arquata. Aggiunge che è normale che Cociv accusi gli amministratori arquatesi di malafede essendo quella di Arquata l’unica amministrazione contro il Terzo Valico. Ci permettiamo alcune considerazioni nella speranza di non urtare troppo il senso di onnipotenza della capogruppo arquatese.

1. Ricordiamo che anche nei Comuni di Pozzolo Formigaro e Pontecurone sono state approvate delle delibere di contrarietà al Terzo Valico.

2. A differenza della sua amministrazione che ha firmato la richiesta di moratoria truffa di cui si sono perse le tracce, quella di Pozzolo non ha ceduto alle lusinghe del regista dell’operazione Robbiano.

3. Il Comune di Pontecurone ha fatto il percorso inverso di quello di Arquata, prima ha firmato la richiesta di moratoria e poi ha radicalizzato la sua posizione deliberando contro l’opera.

4. La signora si metta d’accordo con se stessa e col suo Sindaco rispetto al giudizio da dare sulla questione Sigemi. Il 9 Maggio sempre su “la Stampa” dichiara: “Hanno fatto bene i no tav a riprendere questo problema…” ma il 12 Maggio cambia opinione e parla di errore dei No tav. Forse che siano state le ultime righe del comunicato di Cociv: “…CONCLUSIONI: non sorprende che la sequenza di mezze verità e l’omissione di ogni elemento che possa risultare scomodo per la tesi sostenuta dai Comitati, inserite in un quadro in cui l’unica certezza sembra essere la malafede del Consorzio, abbia prodotto effetti anche sugli Amministratori di Arquata.” a farle cambiare idea?

Ci pare anche che le dichiarazioni al TG3 del Sindaco Spineto vadano in un’altra direzione. Evidentemente nella maggioranza arquatese non sono neppure capaci a mettersi d’accordo fra loro.

5. Se l’amministrazione arquatese prende schiaffi da tutte le parti (da Cociv, dal Comitato, dai Sindaci della Val Lemme) è forse perchè tiene i piedi in tante scarpe diverse? Non disdegna il confronto nelle segrete stanze con gli emissari di Cociv, si siede volentieri ai tavoli tecnici con gli altri Sindaci Sì Tav, non perde occasione per dire di essere No Tav, è firmataria della richiesta di moratoria, autorizza le trivelle di Cociv ad eseguire sondaggi sul territorio comunale e le tollera quando non autorizzate correttamente, assapora il piacere di permettere al Comandante dei Vigili di denunciare un esponente del comitato arquatese.

Oltretutto, la Signora Consigliera dice anche un sacco di sciocchezze nella sua intervista all’esimio giornalista. Sciocchezze riguardanti la mappa degli espropri e che ci permettiamo di smontare nuovamente sotto il profilo tecnico:

Con riferimento alla “mappa degli espropri” riportata su La Stampa del 12 maggio 2013, indicata dalla legenda come “Cartina dello Studio di Fattibilità”, si precisa quanto segue:

– Il documento non ci risulta presente nello Studio di Fattibilità del Campo Base Piemonte 3 (WBS CA08) del Progetto Definitivo di cui disponiamo

– Il documento è privo di data e codice elaborato, a differenza degli altri inseriti nel Progetto Definitivo depositato per la Verifica di Ottemperanza

Il “Piano particellare di esproprio” contenuto nel Progetto Definitivo, più simile al documento proposto, ha codice: A301-00-D-CV-BD-NV18-00-001-B00, prima revisione 30/04/05, inserito nel WBS NV18 relativo alla viabilità d’accesso al Campo Base e non al Campo Base (WBS CA08); tale documento era già a nostra conoscenza, al pari di altri di analoga fattura, come specificato al punto seguente

– Il documento rappresenta unicamente dei fabbricati di forma circolare, senza indicare né che si tratti di SIGEMI, né tanto meno di uno stabilimento a rischio incidente rilevante, per cui potrebbero contenere qualsiasi cosa, acqua, mais, ecc. o addirittura non contenere niente (questo vale anche per le altre poche planimetrie presenti nel progetto definitivo in cui compaiono anonime fabbricazioni rappresentate da “cerchi”, come specificato nell’esposto)

– Il documento non riproduce la posizione del Campo Base CPB3 in relazione alla dislocazione dei fabbricati di forma circolare

– Il corretto documento di riferimento, se proprio voleva essere fornito, è il A301-00-D-CV-BD-CA08-00-001-B00 contenuto nel WBS CA08 (“Piano Particellare di Occupazione Temporanea”, prima emissione 30/04/2005), che pur rappresentando il campo base riporta solo una parte di “cerchi” continuando a non specificare che si tratta delle cisterne di SIGEMI, stabilimento a rischio di incidente rilevante. Tale documento è menzionato nell’esposto come allegato n. 5

Un vero e proprio peccato che la Signora Consigliera decida di sputare la sua sentenza, nonostante l’esposto firmato da una trentina di cittadini arquatesi che verrà depositato in Procura domani.

A proposito quasi ci dimenticavamo…

Sapete chi è l’esimio giornalista autore dell’ennesimo articolo spazzatura? Un caro amico della capogruppo di maggioranza arquatese, pensa te la coincidenza…

Quello che anche recentemente ha dato prova della sua professionalità e deontologia professionale.

Le gesta di Pulitzer proseguono senza sosta…

 

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