Terzo Valico a che punto siamo coi lavori?

Era il Gennaio del 2012 quando veniva annunciato in pompa magna che era imminente l’apertura dei cantieri per la realizzazione del Terzo Valico. A distanza di un anno e cinque mesi da allora possiamo affermare, senza rischio di smentita, che le cose sono andate diversamente. Proviamo a fare il punto di quello che è stato fatto in ognuna delle quattro valli interessate dal progetto del Tav – Terzo Valico.

Valle Scrivia

In Valle Scrivia dopo il successo della marcia popolare da Novi a Pozzolo è tornata la situazione precedente di calma apparente, coi comitati che continuano ad organizzare assemblee, volantinaggi e banchetti e i Sindaci che si barcamenano fra una richiesta di moratoria, neppure presa in considerazione, ed incontri segreti con Cociv. Il Sindaco di Novi Robbiano ha recentemente annunciato che verrà preso in considerazione da Cociv l’eliminazione dello Shunt. Nonostante la presentazione del progetto esecutivo del primo lotto, sembra di essere ancora alla fase della progettazione preliminare su carta.

Dopo la sconfitta cocente dell’estate scorsa ad Arquata, Serravalle e Borgo Fornari non sono più state recapitate lettere di esproprio e anche a Novi Ligure, interessata dagli espropri del secondo lotto non sono arrivate letterine verdi griffate Cociv. I tentativi di trattative private per convincere i cittadini a farsi espropriare sono tutti naufragati tranne che in un solo caso! In compenso, dove si è cercato di portare la popolazione a più miti consigli, il consorzio costruttore e i Sindaci hanno collezionato l’ennesima figuraccia come di recente a Borgo Fornari.

Di trivelle per l’effettuazione dei sondaggi non vi è più traccia da moltissimi mesi e quando hanno provato a lavorare in alcuni casi sono state respinte dalla determinazione di cittadini e comitati a Serravalle e ad Arquata.

In conclusione in un anno e cinque mesi in Valle Scrivia sono stati messi a segno solo due sondaggi. Un po’ pochino rispetto ai proclami iniziali.

Val Lemme

Nella piccola Val Lemme sono invece stati eseguiti gli espropri nei Comuni di Carrosio, Voltaggio e con l’inganno a Fraconalto dopo molte giornate di resistenza. Resiste invece con dignità e fierezza la popolazione di Gavi che ha recentemente respinto l’ennesimo tentativo di usurpazione da parte di Cociv e Polizia in grande spolvero.

I cantieri dei fori pilota aperti a metà anni novanta sono fermi e vengono utilizzati al massimo per posteggiare automobili o mezzi. Il Campo base di Voltaggio, risalente sempre a metà anni novanta, è presidiato da una guardia giurata ma di operai non vi è nessuna traccia.

Madre natura ha fatto sparire quasi ovunque i picchetti che delimitavano i terreni espropriati e la settimana scorsa è stata avvistata una squadretta di quattro operai con metal detector a caccia di ordigni bellici. Anche loro sono spariti il giorno seguente.

La ditta Lauro, subappaltatrice che dovrebbe proseguire lo scavo del foro pilota / galleria di servizio, ha fatto richiesta per stoccare all’interno del cantiere 95 Tonnellate di esplosivo (sono pazzi!) e per prelevare acqua dal Lemme e dalla falda per la produzione di calcestruzzo e per le operazioni di scavo. Trattasi di richieste.

In un anno e cinque mesi sono stati eseguiti un po’ di espropri e alcuni sondaggi.

Val Verde

In Val Verde si è allentata di recente la morsa delle trivelle per eseguire alcuni sondaggi. Sondaggi per opere propedeutiche alla realizzazione del Terzo Valico a cui i cittadini hanno risposto in più occasioni con la mobilitazione e la resistenza. Ad oggi tutte le trivelle sono sparite dalla piccola valle ligure. Sul fronte espropri molti sono stati stralciati direttamente da Cociv che ha rinunciato ad eseguirli, altri sono stati nuovamente bloccati dalla determinazione dei cittadini e dei comitati.

Di cantieri neppure l’ombra.

In un anno e cinque mesi Cociv si porta a casa solo la realizzazione di alcuni sondaggi.

Val Polcevera

E’ sicuramente la valle più sotto pressione dall’inizio e in questo specifico momento.

Il primo cantiere aperto è stato quello per la realizzazione della galleria stradale da Genova Aeroporto a Borzoli che passa sotto la collina degli Erzelli: opera propedeutica a cui i comitati liguri hanno deciso di non opporsi essendo utile al decongestionamento del traffico di camion e richiesta da parecchi comitati di cittadini. Il cantiere è comunque fermo.

A Settembre 2012 è poi toccato al cantiere di Trasta per la realizzazione di uno dei dieci campi base previsti da progetto a cui si è risposto con una fiaccolata. Dopo che una ruspa ha movimentato un po’ di terra il cantiere è fermo da parecchi mesi e del campo base non vi sono neppure le fondamenta.

Sono invece iniziati di recente i lavori per una strada in via Castelmorrone (strada che serve per accedere al C.O.L. 2 “Fegino”, dove partirebbe la galleria di valico). Trattasi di una variante richiesta da Regione Liguria e Comune di Genova per non passare sotto Villa Sanguineti, la scuola simbolo che grazie alla mobilitazione di genitori e insegnanti è stata salvata dalle mani di Cociv che avrebbe voluto trasformarla nei suoi uffici privati. I lavori procedono a rilento, basti pensare che gli operai della ditta incaricata sono stati recentemente messi in cassa integrazione.

L’ultimo arrivato è la tentata installazione del cantiere della finestra “Polcevera” a cui il movimento si è opposto con grande determinazione riuscendo a bloccare i lavori ed a far rimuovere una ruspa presente sui terreni che non hanno neppure espropriato legalmente. E’ sicuramente il fronte più caldo di tutto il progetto e sui terreni contesi sta sorgendo un presidio dei No Tav – Terzo Valico.

Per quanto riguarda gli espropri molti si sono risolti in trattativa privata, ma resistono terreni simbolo come quello di San Quirico della finestra “Polcevera” e un altro terreno a Fegino che non permette l’inizio della costruzione dell’imbocco del Terzo Valico. Numerosi sono stati i sondaggi a cui il movimento è riuscito in alcuni casi ad opporsi con determinazione.

In un anno e cinque mesi il bottino di Cociv sono due finti cantieri fermi, un altro cantiere bloccato dai No Tav – Terzo Valico, una strada che procede a rilento, alcuni sondaggi e diversi espropri. Ed è il bottino più ricco!

Brevi conclusioni

E’ evidente che la resistenza e le mobilitazioni messe in campo dal Movimento No Tav – Terzo Valico hanno messo i bastoni fra le ruote della macchina devastatrice dell’alta velocità. Senza il movimento tutti gli espropri sarebbero stati eseguiti e parecchi sarebbero i cantieri aperti e funzionanti. La strada intrapresa della resistenza popolare continua a rivalarsi quella giusta e l’unica in grado di fermare la costruzione del Terzo Valico. Si è fatto molto ma si è solo all’inizio. La resistenza proseguirà fino alla rinuncia alla costruzione della grande opera.

E alla fine sarà vittoriosa. No Tav – Terzo Valico fino alla vittoria!

 

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