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10 Luglio – La prima battaglia

Era la fine di Giugno e a differenza di quest’anno il caldo picchiava già forte. Il 23 centinaia di persone avevano partecipato all’assemblea popolare del movimento svoltasi presso il For.Al di Novi Ligure. Un’assemblea a cui si arrivava forti della manifestazione del 26 Maggio ad Arquata che aveva sancito tutta la forza di un movimento popolare che era riuscito a portare nel piccolo comune a cavallo fra Piemonte e Liguria migliaia di persone.

I comitati crescevano giorno dopo giorno e con loro l’ostilità delle popolazioni al progetto del Terzo Valico. Nell’assemblea popolare si decide di procedere con assembee informative e volantinaggi, ci si da appuntamento alla festa di Arquata del 27 e 28 Luglio, si annuncia che se Cociv avesse tentato di iniziare a lavorare i comitati glielo avrebbero impedito.

Già, era da Gennaio che ci si ripeteva che si sarebbe impedito a Cociv di aprire i cantieri, ma nessuno probabilmente si immaginava che quel giorno si stesse avvicinando.

“Saranno mica così matti da tentare di iniziare a lavorare dopo la manifestazione di Arquata del 26 Maggio? Non hanno visto quanta gente ha partecipato e non sanno che quasi tutti sono contrari al Terzo Valico? Andassero a farsi un giro per i mercati”, mi disse Paolo una mattina in macelleria.

Invece, come spesso accade i politici se ne fregano delle manifestazioni delle persone e pochi gioni dopo…

“Pronto? Senti è arrivata una lettera dal tribunale di Como, è verde come quando non paghi le multe, forse è un esproprio”.

“Mandami subito tutto per email che la facciamo vedere agli avvocati, ci sentiamo in giornata appena ci dicono qualcosa”.

Sì, le tanto odiate letterine verdi che ormai centinaia di persone sanno riconoscere senza dover scomodare i nostri bravi avvocati, erano espropri. Cociv stava mandando centinaia di lettere per espropriare terreni utili ad opere propedeutiche per la realizzazione del Super Treno.

Dopo Arquata arrivarono anche a Serravalle e quei giorni furono fra i più incasinati e frenetici che mi ricordi.

Convochiamo subito la riunione del comitato di Arquata, partecipano 70 persone, anche da Serravalle. Sventolano alte le bandiere No Tav alla ca’ Rossa dando il benvenuto agli automobilisti che entrano ad Arquata.

Alla riunione c’è anche un Consigliere Comunale di Serravalle che si fa promotore di un’assemblea contro gli espropri a Libarna per il 5 Luglio.

Il 6 Luglio il comitato di Arquata e il Comune (all’epoca schierato al fianco del movimento) convocano la popolazione presso la piazza delle scuole medie. Partecipano centinaia di arquatesi, si raccolgono i fondi necessari per fare ricorso al Tar e si decide di opporsi all’esecuzione degli espropri.

Dalle 7 di mattina di Lunedì 16 Luglio fino alla mezzanotte di Venerdì 20 Luglio centinaia di No Tav prenderanno possesso di tutta l’area di Moriassi con barricate mobili costruite con balle di paglia gentilmente offerte dai contadini del posto, ma questa è un’altra storia…

“E a Serravalle cosa si fa per bloccarli?” chiede qualcuno dei partecipanti all’assemblea.

“Si decide il 9 Luglio in un’assemblea presso la biblioteca, il giorno prima dell’arrivo di Cociv a Libarna”.

All’assemblea a Serravalle partecipa un bel po’ di gente, parecchi espropriati e i vecchi compagni di Serravalle, quelli de Il Manifesto, anche se loro un po’ si incazzano se li chiami così. Infatti adesso li chiamo affettuosamente la geriatria, giovanissimi non li sono più, ma partecipano a tutte le iniziative.

“Raga allora cosa facciamo li fermiamo?” domanda qualcuno.

“Certo che li fermiamo” esclama una cara signora che il giorno dopo troveremo barricata dietro il cancello di casa col coltello fra i denti.

Prima delle giornate importanti prendere sonno è sempre difficile. I pensieri ti travolgono. Chissà quanti saremo, cosa faranno gli sbirri, quanta gente di Libarna parteciperà ai blocchi, speriamo arrivino in tanti dagli altri comitati, la settimana dopo inizia il campeggio di Arquata, è durissima reggere in strada per dieci giorni dalle 7 di mattina fino a mezzanotte.

Benissimo è ora di svegliarsi direzione bar della Libarna dove ci siamo dati la punta. Un po’ di gente c’è, non tantissima ma quella che serve. Ci sono un po’ di espropriati di Libarna, quelli di Serravalle che poi con gli espropriati faranno il comitato, gli arquatesi, i novesi, quelli del Crocevia.

Si fa colazione insieme sereni e tranquilli, l’appuntamento è per le 9 e sono solo le 8. Saranno mica così BEEEP (Almeno qui mi prendo la licenza poetica di censurare le parolacce) da presentarsi in anticipo?

Certo che lo sono e quando i primi No Tav arrivano al bivio per salire in Crenna partono le urla. “Sono già qui! Presto venite”.

Tutti accorrono e per fortuna i signori espropriatori erano appena arrivati. Sono in tre, l’espropriatore, un simpatico omino in camicia blu ed occhiali scuri e due testimoni. Quelli che servono per eseguire l’immissione in possesso nel caso non ci sia il proprietario. Più che testimoni sembrano…hanno delle facciazze che noi in confronto sembriamo dei chierichetti.

Provate ad immaginarvela la scena…questi tre che posteggiano la macchina di traverso davanti al cancello di Iole e dall’altra parte la Iole dietro il cancello. L’esito sarebbe scontato non fosse che i No Tav – Terzo Valico, non proprio affiatatissimi essendo la prima volta che si ritrovano in strada a contrastare il Cociv, prendono coraggio.

“Ve ne dovete andare, non vi vogliamo”.

“Lo sapevate che eravamo qui, siete venuti per provocare”.

“Andate via”.

“Beep Beep Beep”.

La macchina e i signori sono circondati, altri si mettono a protezione davanti al cancello di Iole, qualcuno tenta di sgonfiargli le gomme, qualcun’altro infortunato usa il cofano della loro macchina per sedersi.

“Andate via Beep”.

Cacchio che belli che eravamo a vederci oggi ad un anno di distanza.

I Signori si allontanano scortati dalla Digos di Alessandria, il primo tentativo di esproprio è respinto. I giornali on line battono la notizia e i nostri video girano su facebook e twitter a tempo di record.

Si può fare, è possibile dirgli di no, non farli passare. Altre persone raggiungono i blocchi che nel frattempo si moltiplicano per presidiare tutti i terreni a rischio esproprio. Tentano di eseguire nuovi espropri, ma in ogni posto ci sono i picchetti dei No Tav che impediscono ai signori espropriatori di raggiungere le proprietà. Le case di Libarna si aprono ai manifestanti, arriva gente da Arquata, Serravalle e Novi a portare frutta, bottiglie d’acqua, un sorriso. Arrivano i liguri a dar manforte, le macchine che passano suonano i clacson e salutano i No Tav. Le bandiere col treno crociato iniziano a spuntare come funghi alla Libarna.

Che spettacolo, chi l’avrebbe mai detto che tutto riusciva così bene. Dopo quel 10 Luglio in tutti i giorni settimanali fino al 10 Agosto centinaia di donne e uomini si opporranno agli espropri da Arquata a Isoverde, da Pontedecimo a Trasta.

Già, Trasta, dove ci sono Obelix e quelli di Villa Sanguineti.

Sempre il 10 Luglio ma di quest’anno, fra pochi giorni, Cociv tenterà nuovamente di eseguire un esproprio.

Il 10 Luglio? Ma smettetela, il 10 Luglio è il giorno in cui noi festeggiamo la vittoria della prima battaglia.

Ci vediamo a Trasta il 10 Luglio, per festeggiare e per resistere…

“Claudio”

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