Il Cociv tenta un blitz a Novi, i No Tav lo respingono

Nella tarda mattinata di oggi, 17 Luglio, quattro uomini di Cociv accompagnati da due del Comune di Novi sono entrati in un terreno privato in zona Pieve, senza alcuna autorizzazione da parte del proprietario e senza aver mandato le famigerate lettere che avevano promesso, contenenti data e ora dei passaggi sui terreni.

Essendo impossibile nelle campagne novesi passare inosservati ai No Tav che sono un po’ ovunque, gli “intrusi” sono stati subito intercettati e questionati sul motivo della loro visita, a quanto pare legata all’individuazione di un luogo idoneo per poggiare una trivella.

Avendo riconosciuto di trovarsi su un terreno privato, essendo sprovvisti di autorizzazione all’accesso, hanno ammesso di essere in torto e se ne sono andati.

Ma intanto ci hanno provato. E dopo essersene andati, pensando di aver seminato i No Tav per strade di campagna, hanno fatto un altro tentativo non lontano dalla frazione Merella, anche qui individuati e allontanati. Al secondo fallimento, capendo che oggi non avrebbero cavato un ragno dal buco, hanno imboccato l’autostrada in direzione Genova, dove si trova la sede del Cociv.

Questi signori si permettono di agire in barba ad ogni regola e ne sono ben consapevoli, si ritirano solo quando colti con le mani nella marmellata. Ancor più grave, lo fanno di concerto con dipendenti comunali di Novi che dicono di non sapere se un terreno è privato o no. Oggi il Comune di Novi ha calpestato un diritto fondamentale di un suo concittadino, e la responsabilità di ciò è da ricercare più in alto dei tecnici. A Novi anche le pietre ormai sanno che si è in attesa di queste lettere. Qualcuno deve aver pensato (e ha pensato male) che era meglio giocare d’anticipo, facendo rischiare a due dipendenti una denuncia per invasione di proprietà privata che il proprietario ha bonariamente deciso di non fare. E probabilmente nei prossimi giorni altri tecnici del Cociv proveranno a invadere terreni privati senza chiedere niente a nessuno mentre ai No Tav vengono negati persino i permessi per fare banchetti informativi. Curiosa questa doppia moralità sulle regole da rispettare…

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