La democrazia al tempo del Terzo Valico

Che la democrazia in Italia, intendendo con questo termine il sistema di governo in cui la sovranità è esercitata direttamente o indirettamente dall’insieme dei cittadini (Wikipedia), non goda di ottima salute se ne devono essere ormai accorti in tanti.

La definizione di democrazia italiana, come quella sorretta dalla più bella Costituzione al mondo, figlia della resistenza partigiana contro il nazi – fascismo, sembra purtroppo ormai qualcosa da libri di storia, considerato anche quanto quella stessa Costituzione venga quotidianamente calpestata e oltraggiata, a partire dal suo articolo primo.

Se ne devono essere accorti quei milioni di cittadini che alle ultime elezioni politiche hanno votato un partito A che prometteva di non allearsi neppure sotto tortura con il capo di un partito B, salvo formare un Governo insieme pochi mesi dopo. E se ne devono essere accorti quei cittadini che non hanno potuto fare a meno di pensare che la rielezione di Re Giorgio Napolitano fosse qualcosa di più consono ad una monarchia che ad una democrazia rappresentativa.

Insomma, la “democrazia” italiana non sembra passarsela bene, ma proviamo a prendere la questione Terzo Valico come angolo di visuale.

Dal Gennaio 2012 in molte occasioni gli abitanti delle zone interessate dal Terzo Valico hanno manifestato in migliaia (con numeri che in basso Piemonte non si vedevano dagli anni ’70) contro la realizzazione della grande opera. Nel solo Piemonte è stato fatto prima ad Arquata, poi da Serravalle ad Arquata, poi in Vallemme e infine da Novi Ligure a Pozzolo Formigaro. Le manifestazioni, i blocchi degli espropri e centinaia di iniziative pubbliche di democrazia diretta sempre partecipate da centinaia di donne e uomini sembrano non aver minimamente scalfito la classe politica locale che nell’espressione dei suoi Sindaci continua imperterrita, con l’eccezione di Pozzolo e Pontecurone, ad essere supina agli interessi di Cociv.

Anche alle ultime elezioni politiche, nelle roccaforti da sempre rosse delle valli Scrivia e Polcevera, i cittadini che credono nella democrazia rappresentativa e si sono recati alle urne hanno inequivocabilmente bastonato chi non si è schierato contro il Terzo Valico e premiato, ben oltre il dato nazionale, chi invece si è schierato dalla parte dei comitati di cittadini.

Provate a pensare che a distanza di più di tre mesi il Governo non si è ancora degnato di rispondere ad una interrogazione firmata da 53 Senatori della Repubblica, nonostante ripetuti solleciti, rigurdante la concessione della proroga di pubblica utilità. Proroga che ovviamente è stata poi concessa eludendo il contenuto dell’interrogazione. Stesso discorso per l’interrogazione alla camera dei deputati sulla questione Garrone ad Arquata che giace in chissà quale cassetto.

Mentre sugli esposti di cittadini non si hanno notizie ma girano voci che li vorrebbero in via di archiviazione, agli stessi cittadini vengono dati 10 fogli di via come punizione per aver impedito insieme a centinaia di persone in modo pacifico l’esecuzione di alcuni espropri.

Mentre ditte dal passato e dal presente non proprio limpido volano come avvoltoi intorno agli appalti del Terzo Valico senza preoccupare magistratura e politici, iniziano a fioccare copiose le denunce sulle teste degli attivisti No Tav – Terzo Valico.

Il Senatore Scibona si vede negare dal Ministero dell’Ambiente lo studio sull’amianto fatto dal tavolo tecnico della Regione Piemonte e pare che stessa sorte sia toccata all’Onorevole Lavagno che ha fatto analoga richiesta alla Regione Piemonte. Insomma, c’è uno studio fatto da loro dove emergerebbe presenza di amianto ad Arquata e in Val Lemme, ma viene tenuto gelosamente nascosto ai cittadini.

Mentre i Borioli e i Fornaro, senatori PD alessandrini che si accompagnano volentieri a quella macchietta del Senatore Esposito, continuano a ripetere come dischi rotti che il processo decisionale sul Terzo Valico è stato democratico (evidentemente I Democratici hanno un concetto tutto loro di processo democratico), il Presidente della Regione Piemonte afferma che il Terzo Valico passa sotto al Turchino.

Mentre il Presidente della Provincia di Alessandria Filippi di Casale Monferrato si rimangia quanto dichiarato un anno fa rispetto alla questione amianto, le grandi organizzazioni “democratiche” dei lavoratori CGIL, CISL e UIL continuano nel tragico errore di barattare lavoro e salute, scegliendo per l’ennesima volta la complicità con Impregilo.

Forse farà male a qualcuno leggerlo, ma questa democrazia fa veramente schifo.

Per fortuna in Valsusa come in Valle Scrivia, migliaia di donne e uomini sperimentano e costruiscono giorno dopo giorno un’altra democrazia.

Quella che difende la propria terra, la propria salute e quella dei propri figli, che riscopre solidarietà e mutualismo, che partecipa e non delega, quella di donne e uomini liberi che nel loro tempo libero sottratto ai propri affetti si mettono in gioco per costruire un futuro migliore per tutti.

Una nuova democrazia incompatibile con la loro logora democrazia di merda.

 

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