“La mia giornata da espropriato”

Per quanto riguarda l’esproprio questo non avviene, non si presentano nessuna forzatura. In zona sostano le forze dell’ordine ma comunque né i funzionari della DIGOS né tecnici del Co.Civ si presentano. Certamente debbo ringraziare coloro che per un idea comune raggiungono la zona dove abito, Grazie anche a coloro che per motivi di lavoro, familiari ecc non sono presenti fisicamente ma con il pensiero. Persone di tutte l’età, ragazzi e ragazze  arrivati dal Basso Piemonte, dalla  Valcurone ; ho conosciuto un ragazzo di Firenze, uno di Milano, un altro di Roma, alcuni Francesi, un Inglese  eccetera, eccetera, eccetera, dal Centro, da Pontedecimo, da  Isoverde, Campomorone, Trasta eccetera, eccetera, eccetera. Potrei terminare con i dovuti ringraziamenti e invece no, c’è dell’altro. Quel giorno è come se fossi stato catapultato all’indietro nel tempo a quando ero ragazzo. Nella tarda serata del giorno prima, sono contattato telefonicamente da alcuni, conoscevano il mio nome, io non sapevo con chi stessi conversando, dicendomi che stavano arrivando, venivano a dormire nei pressi di casa mia con i loro sacchi a pelo. Il sacco a pelo. Quel sacco  a pelo che tenevo sempre in auto trentacinque, quarant’anni fa. All’epoca come auto possedevo la Renault4, non tutti se la ricordano, con la lingua dei Rolling Stones appiccicata sul  portellone posteriore, accanto l immagine di una coppia di ragazzi, Lui con la chitarra. Mi ritrovavo a volte a passare le notti nel il  mio sacco a pelo a volte solo a volte  con altri a dormire sullo spiaggione di Voltri o sulle colline circostanti. Non avevo bisogno di posti esotici, turistici, mi bastava stare all’aperto. Non davo importanza all’abbigliamento, all’esteriorità ma ai contenuti. I discorsi che mi sono ritrovato a fare e a sentire il giorno dell’esproprio, con giovani e non, gli stessi, gli stessi di tanti anni fa quando mi ritrovavo a parlare di cambiamento, di società, di politica. Potrei dire che di questi argomenti non è cambiato nulla, solo che oggi ho la barba bianca. Una giornata di condivisione dove lascio la chiave nella serratura del mio appartamento per chi ha necessità di recarsi al bagno, per rinfrescarsi, per qualsiasi motivo, che ci sia o  non ci sia qualcuno di famiglia presente, sicuro che nessuno avrebbe toccato nulla. La casa rappresenta il proprio rifugio, la propria sicurezza, quella chiave nella toppa rappresentava rompere la diffidenza che spesso si ha in chi non si conosce. Quella chiave nella toppa rappresenta la mia Libertà.

GRAZIE DI AVERMI FATTO RIVIVERE LA MIA GIOVENTU’

Sandro

 

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