L’impresa delle mega-frodi fornirà il cemento del Terzo Valico

Stando alla relazione generale del primo stralcio dei lavori del Terzo Valico presentata recentemente dal Cociv, i fornitori di calcestruzzo per la realizzazione dei primi lavori propedeutici all’opera e l’apertura dei primi cantieri sul lato piemontese saranno due: Calcestruzzi s.p.a e Italcementi. La prima dallo stabilimento di Arquata Scrivia, la seconda dallo stabilimento di Novi Ligure, zona S.Bovo, costruito appositamente una decina d’anni fa per la realizzazione dell’opera.

Le due imprese sono legate: Italcementi, il colosso del settore di proprietà della famiglia Pesenti, ha rilevato anni or sono la Calcestruzzi, dunque si può parlare di un unico gruppo.

L’ex amministratore delegato della Calcestruzzi, Mario Colombini, è stato condannato in Aprile a quattro anni dal tribunale di Caltanissetta per una gigantesca frode di cui l’azienda si era resa protagonista. Costruivano opere pubbliche in Sicilia utilizzando un calcestruzzo povero di cemento, ottenendo un risparmio con cui, secondo l’accusa poi decaduta, ma confermata nelle intercettazioni, potevano finanziare le cosche mafiose. Diverse opere, tra cui alcune gallerie, ospedali e tratti di Alta Velocità sono state costruite con questo sistema, che ovviamente le rende pericolose. Il meccanismo della frode consisteva nell’utilizzare una doppia ricetta: la prima, quella corretta, veniva fornita al committente e serviva per le prove di laboratorio, dando sempre esiti corretti. La seconda, segreta, conteneva meno cemento e più materiale inerte, consentendo un grande risparmio che nelle cementerie del sud secondo l’indagine serviva a finanziare la mafia.

Tutto questo è stato scoperto nel 2008. Quattro mesi fa la condanna in primo grado sopra citata, ma l’azienda rimane nelle mani di chi applicava questo meccanismo a livello nazionale.

Non ci sono dubbi sul fatto che i sindacati stenderanno il tappeto rosso a questa onorata società. D’altronde, bisogna salvaguardare l’occupazione.

E la Cementir di Arquata che doveva essere salvata grazie ai lavori del Terzo Valico? Non pervenuta.

Qualcuno spieghi a quella sottospecie di sindacalista di nome Cogliandro, segretario degli edili della Cgil, di andarlo a dire ai lavoratori, non dimenticandosi di aggiungere che se perderanno il posto di lavoro sarà colpa dei No Tav. Esattamente come la pioggia di questa mattina.