Un anno di lotta…

Un anno  é trascorso da quando ho iniziato i primi passi nel movimento No-Tav Terzo Valico…dapprima come espropriata, poi via via che prendevo coscienza del mio essere abitante di una delle valli che verrebbero sconvolte dal passaggio di questa onerosa quanto dannosa “grande opera”, mi son ritrovata più volte a chiedermi come sarebbe la mia, la nostra vita dall’inizio dei lavori in poi…Coloro che si dicono a favore del Terzo Valico “che toglierebbe traffico su gomma favorendo il trasporto su rotaia, quindi meno inquinante”, queste persone pensino a quanta devastazione all’ambiente, dall’abbattimento d’alberi al rischio amianto (a seconda delle zone esiste in percentuali diverse, anche piuttosto alte), del passaggio di centinaia di camion giornalieri per 10/15 anni.

E tutto questo perché (dicono) ce lo chiede l’Europa, mentre quasi ovunque viene abbandonata l’idea di investire sull’alta velocità poiché né utile, né vantaggiosa.

Quando in TV si sente parlare di movimenti No-Tav,ma anche No-Gronda, No-Muos ed altro ancora, si tende ad etichettare i militanti come”facinorosi”, “anarco-insurrezionalisti”, ecc…

Personalmente vedo sempre più spesso genitori che vanno a manifestazioni, cortei e presidi accompagnati dai loro figli, anche piuttosto piccoli, fatto che scuote e denota una sempre piú cosciente presa di posizione da parte di chi vuol pensare al futuro dei propri figli, dando loro esempio nella lotta…

Da poco più di due mesi, sull’ esempio dei compagni della Val Susa é nato tra noi credenti del movimento, un gruppo di preghiera, che si incontra nel nome di Dio tutte le settimane regolarmente, ospiti della splendida famiglia Bruzzese o talvolta dei presidi contro gli espropri, come nel caso di mercoledì 9 luglio a Trasta.

É un’ esperienza di preghiera semplice, di condivisione, di sentirsi uniti e di pregare anche per trovare forze ed energie fresche che solo Dio ci può dare.

A breve vorremmo condividere questo momento con il gruppo valsusino e la tecnologia ci aiuterà in questo!

É difficile per me spiegare ciò che si prova a sapere di dover lasciare la realtà di un locale dove da ventotto anni si lavora e quindi si vive…ansia, rabbia, dolore…sì, dolore…nessuno se non l’ha provato può dire ciò che si prova!

La mia attività continuerà alla  Ferriera dove è nata…questa mia caparbia di “resistere” in loco…la mia cocciutaggine di voler restare qui dove la gente sa di  trovarmi, per il mio lavoro, ma anche per scambiare due parole o prendere un caffè insieme, mi ha portato ad accettare l’unica soluzione che la situazione mi lasciava…

La mia lotta continuerà giù dove sarò…vi aspetto tutti per condividere gioie e spero pochi o nessun dolore.

Questa lotta che mi ha cambiata dentro e fuori…che mi ha fatto maturare, che mi ha fatto conoscere gente e aspetti della vita che altrimenti non avrei conosciuto, questa lotta per la nostra dignità di cittadini, di abitanti di queste valli, fa ormai parte di me e mi dà stimoli che spero di trasmettere agli altri…a chi vuol provare a cambiare il sistema…a non dirsi e a non dire…”intanto se vogliono lo fanno lo stesso “…

Io ci sono…noi ci siamo…oggi, domani…tra un anno e chissà?

Sempre a dire…anzi a gridare…

GIU LE MANI DALLA NOSTRA TERRA!

Marina

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