Un nuovo fortino

Un ponte solitamente rappresenta un punto di unione tra due rive, due sponde di un fiume, un lago, un mare.

Ci troviamo nel quartiere di San Quirico in Valpolcevera, ai confini nordoccidentali della città di Genova, e durante la mia esistenza il ponte in questione l’avrò oltrepassato centinaia di volte per andare a scuola, a far visita a degli amici o semplicemente per fare due passi.

Questo ponte però si trova vicino alla “Finestra Polcevera”, dietro il mercato dei Fiori, un cantiere funzionale ai lavorai del Terzo Valico ad Alta Velocità dei Giovi Genova-Milano.

Agli occhi più attenti quel ponte sta mutando: non è più la fonte di aspettative per chi lo attraversa per recarsi nella parte più abitata del quartieri di San Quirico dove ci sono tutti i, seppur scarsi, servizi.

Per chi viene dalla sponda destra del Polcevera potrà notare che all’altezza della caserma del Corpo Forestale dello Stato, stanno sorgendo delle paratie di acciaio, mentre il cancello è già stato cambiato.

Quel ponte, che ha resistito alla furie delle acque che lo sormontarono durante l’alluvione del 1970, non ha resistito a quella delle repressione che porta con sé il TAV.

Quindi nel quartiere di San Quirico si sta per realizzare un nuovo fortino, una nuova “zona rossa”, a difesa degli interessi di pochi e probabilmente per reprimere quelli di molti.

Il TAV non solo distrugge e devasta le colline e l’ambiente, ma anche la percezione  dei luoghi che attraversa sino ai nostri sentimenti e pensieri più intimi.

Non dobbiamo permettergli tutto questo.

Davide

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