Anche la Provincia di Alessandria chiede a Cociv di fermarsi

Dopo le moltissime prese di posizione di questi giorni in cui viene chiesto all’unisono a Cociv di non avviare gli scavi a Voltaggio il 10 Settembre, arriva la presa di parola ufficiale della Provincia di Alessandria. Oggi la Giunta ha approvato una delibera in cui si chiede a Cociv di soprassedere in attesa dei risultati dei tavoli tecnici della Regione Piemonte e dell’approvazione del piano cave. L’ennesima richiesta di stop temporaneo da parte di chi è sempre stato favorevole alla costruzione del Terzo Valico.

Ecco il testo della delibera:

La Provincia di Alessandria è interessata ormai da decenni al progetto della linea ad alta velocità/capacità denominata Terzo Valico dei Giovi.

La posizione tenuta dall’ Amministrazione è stata sempre volta a garantire, a fronte della decisione di realizzare un’opera rientrante nei programmi nazionali ed europei di sviluppo del traffico merci su rotaia, per il proprio territorio il minimo impatto ambientale possibile ed adeguate opere di compensazione che consentissero sia di rendere sopportabile l’impatto generato dalla realizzazione dell’opera che di ottenere benefici strutturali duraturi nel tempo.

In quest’ottica gli uffici provinciali competenti hanno operato, anche coordinando le esigenze e le preoccupazioni segnalate dai comuni del territorio, richiedendo prescrizioni costruttive di tutela ambientale e di miglioramento della viabilità coinvolta e la realizzazione di opera compensative che sono state recepite dalle prescrizioni operative dettate nella deliberazione CIPE di approvazione del progetto definitivo e dalla sottoscrizioni di accordi di programma per la permeabilità e per lo sviluppo della logistica dell’area alessandrina per giungere finalmente alla realizzazione del cosiddetto progetto di “Retro Porto” di Genova.

Queste esigenze sono state più volte evidenziate quali elementi essenziali per l’accettazione di un’opera così importante non appena si è venuti a conoscenza della definitiva sottoscrizione dell’Atto Integrativo tra RFI eCOCIVgeneral contractor dell’opera in quanto atto fondamentale che consentiva definitivamente di avviare le procedure per l’inizio dei lavori, in tutele riunione svolte sia con il soggetto attuatore che con il Commissario delegato Ing Lupi.

Oggi nonostante nessuna delle condizioni soprariportate sia stata non solo ultimata ma in alcuni casi ben lungi dall’essere anche iniziata ilCOCIVintende avviare un primo stralcio di lavori del 1° lotto anche in pendenza dell’approvazione del Piano di Reperimento dei Materiali Litoidi ai sensi della L.R. 30/99 e del Piano di Utilizzo delle Terre da scavo.

Quanto sopra disattendendo completamento le richieste del territorio, che non hanno con posizioni preconcette opposto un diniego acritico al lavoro ma bensì richiesto di fornire chiare ed inamovibili certezze alla popolazione in ordine alla sicurezza degli scavi rispetto al rischio di intercettazione di materiali contenenti amianto, al rischio di isterilimento delle sorgenti e delle fonti di alimentazione dei pubblici acquedotti, alla sicurezza del transito su strade comunali e provinciali che verranno interessate da un ingentissimo incremento di traffico pesante e che necessitano di cospicue opere di adeguamento.

Considerato inoltre che nonostante tutti gli Enti Territoriali ela Regione Piemonteabbiano più volte evidenziato la necessità che RFI ribadisca dettagliatamente l’attualità della necessità e utilità dell’opera in funzione delle evoluzioni degli scenari trasportistici occorsi dagli inizi degli anni 2000, se non della metà degli anni 90, periodo in cui è stato sviluppata l’idea progettuale del Terzo Valico, la suddetta società RFI non abbia ad oggi fornito alcuna indicazione in merito lasciando trasparire invece quasi un disinteresse per quest’opera rispetto ad altri investimenti.

La Giunta Provinciale

Invita il Cociv a soprassedere dall’avviare qualsiasi opera di scavo in territorio alessandrino prima che siano portati a termini gli studi in merito al rischio Amianto e all’asseto idrogeologico, all’approvazione del Piano di Reperimento dei Materiali Litoidi e relativo piano del traffico, all’Approvazione del Piano di Utilizzo dei Terreni da scavo non sussistendo alcuna motivazione tangibile e credibile che possa richiedere un avvio anticipato di lavori e che costituirebbe solamente una evidente forzatura da parte del concessionario quasi a rappresentare un atto di dimostrazione di forza totalmente inutile e dannoso per il clima che potrebbe instaurare tra il territorio e il Cociv medesimo.

Ribadisce che nessuno scavo potrà essere avviato prima dell’adeguamento delle viabilità interessate dall’incremento di transito di mezzi d’opera che pregiudicherebbero la sicurezza per la circolazione quali l’adeguamento della SP 160 e SP163, l’adeguamento della sezione della galleria della Crenna oltre che tutte le prescrizione richiesta dalla provincia nell’ambito dell’approvazione del Piano di Reperimento dei materiali Litoidi in istruttoria pressola Regione Piemonte

Richiede che con la massima urgenza sia definito il progetto di sviluppo del polo logistico alessandrino quale naturale “RetroPorto” di Genova e si dia corso all’esecuzione dei lavori previsti negli Accordi di Programma per la Permeabilità

Richiede che venga attivato il punto informativo individuato dall’Osservatorio Ambientale quale punto di divulgazione di tutte le tematiche ambientali e costruttive dell’opera e agevolmente accessibile per la popolazione residente nei territori interessate dalle opere

Richiede che RFI si pronunci definitivamente sulla effettiva utilità e necessità dell’opera in riferimento agli attuali e futuribili scenari di trasporto merci su rotaia”.

 

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