Lavagno e Cerutti parlatene con Doria

Piatto ricco mi ci ficco e dopo il comunicato stampa dei senatori del PD arriva quello della Consigliera Regionale piemontese e del deputato casalese di Sinistra Ecologia e Libertà.

Un comunicato più duro nei toni di quello dei tre moschettieri Sì Tav piddini ma che rimane comunque ampiamente lacunoso. I nostri si domandano quale sia il flusso di traffico merci, quali le ricadute sul retroporto alessandrino, chiedono di sciogliere i nodi tra utilità dell’opera, rapporto costi/benefici in termini economici e sostenibilità ambientale.

Ancora?

Arrivati nel 2013 dopo più di 20 anni che si discute di Terzo Valico c’è ancora chi non sa rispondere a queste domande?

Legittimo, a patto che non si sia un amministrotore pubblico e pure si pontifichi sul Terzo Valico dopo lunghi anni di silenzio. Pensare che Lavagno era uno che in campagna elettorale diceva di essere stufo della contesa ideologica fra Sì Tav e No Tav, lui era per il trasporto pubblico!

Così come noi siamo per la cioccolata e alcuni nostri amici per le giornate di sole!

E poi chiedono se la città di Genova sia in grado di sostenere il flusso di traffico…

Potrebbero domandarlo al Sindaco di Genova Marco Doria e ai consiglieri comunali di Sel che ne sostengono l’operato. Noi intanto, con la solita gentilezza, gli ricordiamo il Doria pensiero:

Insomma, concludendo chiedono di fermarsi in attesa dello studio sull’amianto nel caso venisse dimostrato che i flussi di traffico, compatibilmente con la città di Genova non creino probematiche ambientali a causa di sottovalutazioni e in attesa di definire il destino del retroporto alessandrino posto come pregiudiziale al Ministro Lupi. Chiaro, no?

Di seguito il comunicato stampa del duo di SEL:

Terzo Valico, COCIV atteggiamento immotivato e irresponsabile. Salute e ambiente restano questioni pregiudiziali

L’atteggiamento dimostrato dal concessionario COCIV rispetto all’avvio immediato dei lavori relativi al Terzo Valico è immotivato e irresponsabile.

Da sempre chiediamo che questa come altre opere rientrino in un piano strategico, invece queste modalità ci spingono a pensare che a prevalere sia una spinta di carattere ideologico, incapace di sciogliere i nodi tra utilità dell’opera, rapporto costi/benefici in termini economici e sostenibilità ambientale.

Ad oggi non è ancora dichiarato, in maniera chiara, quale sia il flusso di traffico tale da giustificare questo impegno economico ed ambientale e se la città di Genova sia in grado di sostenerlo e quali siano le ricadute sul cosiddetto retroporto alessandrino. Più grave ancora le questioni che riguardano ambiente e rischi per la salute, che, nell’incontro con il Ministro Lupi, svoltosi a Roma nelle settimane scorse, avevamo posto come questioni pregiudiziali e inderogabili.

La modalità operativa di COCIV si configura come schiaffo in faccia alle Amministrazioni locali che abbiano scritto al Ministero dell’Ambiente per esprimere contrarietà all’autorizzazione allo scavo nella galleria di servizio del cantiere dell’alta Val Lemme prima che siano conclusi gli studi su amianto e tutela delle fonti e non sia approvato il piano cave.

Tutto ciò è ingiustificabile e non vorremmo ancora una volta sul tema trasporti e grandi opere assistere a simili atti di superficialità e sottovalutazione.

Monica Cerutti – Consigliera Regionale Sinistra Ecologia Libertà

Fabio Lavagno – Deputato Sinistra Ecologia Libertà

 

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