Terzo Valico: PD contro PD?

Dopo i numerosissimi comunicati stampa dei giorni scorsi, in cui gli amministratori piemontesi di targa PD hanno chiesto lo stop allo scavo della galleria di servizio di Voltaggio prevista per il 10 Settembre, è arrivato anche il comunicato stampa del PD alessandrino. Poche ore dopo Tullo, Lunardon e Cortesi, esponenti di spicco del PD ligure, scrivono una lettera al Sindaco di Alessandria e ai parlamentari del PD piemontese chiedendo di andare avanti senza tentennamenti. In realtà nessuno mette in discussione la realizzazione del Terzo Valico, semplicemente in Piemonte c’è preoccupazione per la reazione che si potrebbe scatenare se venisse iniziato lo scavo di Voltaggio e i primi camion carichi di amianto verrebbero portati alla Fraschetta dove pochi giorni fa un’assemblea di duecento persone aveva fatto sapere di non essere per niente d’accordo.

Insomma, Il PD ligure chiede di accelerare, il PD piemontese di frenare, entrambi il Terzo Valico lo vogliono costruire, entrambi si dovranno rassegnare.

Il comunicato del PD di Alessandria:

“Lunedì 9 settembre in commissione Ambiente, congiunta Provincia – Comune di Alessandria, verranno affrontate le tematiche relative alla decisione del Cociv di iniziare i lavori di scavo e smaltimento per il Terzo Valico, nonostante il mancato completamento delle procedure e degli accertamenti richiesti a garanzia della salute delle popolazioni e della tutela dell’ambiente.

Con la presidente della Commissione Ambiente Cristina Mazzoni abbiamo da alcuni giorni concordato una riunione congiunta per affrontare la problematica, sapendo che, se non ci saranno interventi, dai prossimi giorni i materiali di risulta finiranno proprio nel territorio del comune, in Fraschetta e precisamente fra Spinetta Marengo e Castelceriolo. Concordiamo con la presa di posizione dei parlamentari Borioli, Fornaro ed Esposito e di quelli di Sel, che chiedono un intervento per bloccare i lavori a causa di mancanza delle tutele e approfondimenti necessari.

Purtroppo, nonostante le sollecitazioni a livello politico e la presentazioni di odg in merito, rileviamo che, oltre alle mancanze sulle questioni ambientali, a fronte di una realizzazione così importante, non si sia fatto nessun intervento sulle infrastrutture e sullo sviluppo dell’ Alessandrino e del capoluogo in particolare . Riferendosi soprattutto al traffico merci, non vediamo un minimo rilancio dello scalo di Alessandria, che dati alla mano è ancora uno dei più estesi in Italia, ma che viene utilizzato ormai parzialmente e solo per treni completi, rinunciando da tempo a quello che era e potrebbe essere ancora il suo ruolo fondamentale ( la composizione e scomposizione dei treni merci), né tantomeno della logistica, nella quale si sperava per un rilancio della struttura e che non è mai partita. Inoltre è possibile che buona parte del traffico tuttora esistente e legato al transito dei container dalla linea di Ovada per Padova interporto, non abbia, ad opera completata, più necessità di passare da Alessandria. Un discorso approfondito deve anche essere fatto per le linee secondarie chiuse e semichiuse, come in molta parte del Piemonte, i collegamenti con le principali città italiane, in particolar modo la capitale, sono inferiori per numero e qualità al passato.

Le infrastrutture ferroviarie devono essere certo rinnovate, è importante un rilancio delle ferrovie che comprenda anche le linee ad Alta Velocità, come è successo nei collegamenti Milano -Roma , ma non deve essere unito ad un deperimento e ridimensionamento dell’esistente, soprattutto quando esso ha ancora numeri e possibilità notevoli, come il nodo alessandrino. Non si tratta di “ localismi “, ma di potenzialità che vanno rilanciate e posti di lavoro che vanno salvaguardati“.

Daniele Coloris, coordinatore cittadino e presidente commissione ambiente

Cristina Mazzoni, consigliere provinciale e presidente commissione ambiente

Coordinamento cittadino PD Alessandria

La lettera di Tullo, Lunardon e Cortesi:

Abbiamo  letto le  vostre dichiarazioni relative all’imminente inizio dei lavori del Terzo Valico nella zona di Voltaggio. Da molto tempo siamo impegnati nella costruzione di ogni atto utile a permettere un rapidissimo avvio dell’opera, peraltro già cantierata, ponendo costantemente al centro della nostra attenzione la salute dei cittadini e gli aspetti di ordine ambientale. La Regione Liguria e la delegazione ligure dei nostri parlamentari hanno lavorato insistentemente su questi temi e i tavoli tecnici regionali hanno già prodotto notevoli passi avanti per la tutela di questi aspetti.Quelle amministrazioni che, pur ponendo un contributo critico, si sono spese in questi mesi per ottenere risultati per il proprio territorio, hanno trovato nella Regione, nei parlamentari e nel PD della Liguria e di Genova  un sostegno importante. A Novi Ligure ad esempio sono state proposte significative modifiche di tracciato utili ad evitare dannosi impatti sul territorio e per ottenere elementi vantaggiosi allo sviluppo dell’economia locale. Le procedure cautelative da attuare per tutelare  la salute dei cittadini sono la stella polare che guida l’azione del Partito Democratico e siamo certi che il Ministro Orlando sia impegnato nel rispetto di ognuna delle norme previste e sia disponibile alla interlocuzione con i rappresentati locali.

Siamo forti di queste certezze e consapevoli che il Terzo Valico dei Giovi è opera infrastrutturale di straordinaria importanza per i nostri territori e decisiva per lo sviluppo del nostro Paese; non dobbiamo quindi perdere un minuto per l’inizio dei lavori. Disponibili sempre a collaborare con voi per migliorare le condizioni ambientali dei cantieri e dell’opera e a batterci per coinvolgere sempre di più  le istituzioni locali nel monitoraggio costante di questa fondamentale opera e, come sapete, nel recente passato attraverso i nostri parlamentari abbiamo proposto  l’istituzione di un Osservatorio Tecnico Ambientale. Siamo certi che il lavoro e il percorso che abbiamo condiviso insieme non possa prevedere da parte di nessuno di noi l’ipotesi di bloccare l’avvio dei cantieri in assenza di fatti nuovi”.

 

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