Arquata prosegue a testa alta la lotta contro il Terzo Valico

Nella cornice del salone della Soms, che ha voluto patrocinare l’iniziativa e concedere gratuitamente la sala, è andata in scena Venerdì sera l’assemblea popolare convocata dal Comitato No Tav – Terzo Valico di Arquata Scrivia per approfondire ancora una volta il rischio amianto per la popolazione se dovessero essere aperti i cantieri del Terzo Valico.

La sesta assemblea popolare dal Gennaio del 2012, quando il Movimento No Tav – Terzo Valico ha ripreso il suo cammino, con la solita grande partecipazione da parte della popolazione arquatese.

L’introduzione di Claudio a nome del comitato ha ripercorso le ultime tappe della lotta al Terzo Valico, dall’inaugurazione del Presidio di Radimero al proseguio della mobilitazione contro gli espropri, dai fogli di via che hanno colpito anche cinque attivisti arquatesi, alla supposta volontà di Cociv di rincominciare lo scavo del foro pilota di Voltaggio abbandonato a metà anni novanta. Fino ad arrivare alla richiesta, levatasi forte e chiara nei confronti dell’amministrazione arquatese, di impedire con un’ordinanza il passaggio dei camion di Cociv sul territorio comunale, come aveva minacciato di fare nel mese scorso il Sindaco di Alessandria. Un’occasione per ribadire ancora una volta la determinazione con cui si vuole proseguire la mobilitazione contro il Terzo Valico e l’indignazione nei confronti di chi ha voluto accomunare una grande lotta popolare, condotta alla luce del sole, con i proiettili spediti nei giorni scorsi ad alcuni sindacalisti. Pallottole contro il movimento e le donne e gli uomini che ne fanno parte, come sottolineato da uno scrosciante applauso quando si è ricordato il comunicato stampa di condanna dell’accaduto.

La parola è quindi passata all’ingengnere arquatese Francesco De Milato, instancabile attivista del comitato arquatese che ha presentato il suo studio sulla presenza di amianto in Val Lemme. Uno studio che già oggi, in attesa di quello che verrà prodotto da uno dei tavoli tecnici della Regione Piemonte, dimostra scientificamente che l’amianto è presente in grandi quantità e verrà estratto se dovesse essere realizzato il Terzo Valico con i connessi rischi per la salute.

Argomento affrontato dai medici di base arquatesi Sabbi e Zannini che hanno mostrato al pubblico le conseguenze mediche che si possono avere anche respirando una sola fibra di amianto. Dall’asbestosi, al calcinoma polmonare fino ad arrivare al terribile mesotelioma pleurico che non lascia scampo e per cui non esiste ad oggi nessuna possibilità di cura.

Qualcosa che sanno molto bene gli abitanti di Casale Monferrato come hanno ricordato Giuliana Busto dell’Associazione Famigliari e Vittime Amianto e Luca dell’Associazione Voci della Memoria.

Giuliana ha raccontato la sua storia, quella tragica di sorella di un ragazzo morto a 33 anni di mesotelioma e quella straordinaria della lotta della comunità di Casale per ottenere verità e giustizia con il processo che ha condannato in primo e in secondo grado i proprietari dell’Eternit di Casale Monferrato.

Luca, intervallando diapositive che hanno mostrato come si sia ben lungi dal risolvere il problema dell’amianto che è ancora presente in moltissimi luoghi, con spezzoni del film Polvere (di cui consigliamo vivamente la visione), ha esortato la comunità arquatese a tenere alta la guardia e ad impedire che nel 2013 centinaia di camion contenenti la fibra killer transitino per le strade del paese. Fra gli applausi di una sala commossa ha concluso chiedendo di usare gli occhi per vigilare, ricordando come a Casale Monferrato servano invece per piangere i morti di una strage di cui non si vede ancora la fine.

Siamo certi che verrà fatto, per riaffermare come il diritto a difendere l’ambiente, la propria salute e quella dei propri figli, venga prima di qualsiasi profitto.

 

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