Il movimento declina l’invito all’incontro col Ministro Lupi

Si è svolta questa mattina la conferenza stampa indetta dal Movimento No Tav – Terzo Valico a seguito della lettera di invito a partecipare all’incontro con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi che si svolgerà ad Alessandria Lunedì prossimo. Un incontro a cui sono stati invitati a partecipare i Sindaci piemontesi dei territori interessati dall’opera, il Presidente e gli Assessori della Provincia di Alessandria, il Presidente e gli Assessori della Regione Piemonte, sindacati, confindustria e associazioni ambientaliste. Un incontro a cui i cittadini non sono stati invitati e a cui potranno partecipare esclusivamente gli invitati.

Pubblichiamo la registrazione della conferenza stampa:

Qui è possibile scaricare “il compitino” che Alberto (Mallarino), consulente non si sa bene pagato da chi, ha preparato per i Sindaci che si recheranno a omaggiare il Ministro del Pdl.

Ieri pomeriggio anche Antonello Brunetti, storico esponente dell’opposizone al Terzo Valico, ha diffuso una nota in cui spiega perchè non avrebbe partecipato all’incontro con il Ministro.

Lunedì 28 ottobre

IO NON CI ANDREI

di Antonello Brunetti

Risulta che il prefetto di Alessandria abbia invitato alcune associazioni (certamente A.F.A. , Legambiente e NoTAV-Terzo Valico) a presenziare alla riunione di lunedì pomeriggio 28 ottobre durante la quale il ministro Lupi si incontrerebbe con i sindaci alessandrini della tratta e con sindacati e confindustria.

La mia opinione è nettamente contraria a una presenza a questa riunione non aperta al pubblico.

Non mi dilungo (non è questo il tema del mio intervento) sul fatto che noi siamo per un netto NO a una “grande opera”, avvolta nella patina della legge obiettivo che l’attuale Governo avrebbe dovuto sopprimere subito visto che nasce dall’accolita Berlusconi-Lunardi-Incalza, e che invece si guarda bene dal toccare. Un NO che è motivato dall’efficacissimo slogan del 1992 “No a un’opera inutile, dannosa e costosissima”.

– Io non ci andrei anzitutto per il semplice motivo che non è pubblico.

– Dopo 22 anni di silenzio, di decisioni sulle nostre teste, di risolini di scherno verso “gli indiani che tirano frecce ai treni”, di risposte negative alle richieste di discutere a viso aperto non sui particolari ma sulla eventuale opportunità dell’opzione zero o sulle alternative, ci chiamano per chiedere se abbiamo migliorie da proporre. Ma questi, tanto per cambiare, ci vogliono prendere per il sedere?
– Non ci interessano le rotonde, le tangenziali, o altre colate di cemento, ma una vera disanima di quelle che sono le migliorie da apportare al trasporto merci su rotaia e per una gestione efficiente del trasporto pendolari. Non ci interessa risparmiare 10 minuti fra Milano e Genova quando occorre più di un’ora ai novesi per arrivare a Genova o 12 ore per i treni merci per entrare o uscire dall’area portuale di Voltri. Attraverso Sampierdarena.

– Non ci interessa discutere su un’opera che non punta al bene pubblico ma a colmare pochi individui di alti profitti con relative donazioni agli amici degli amici.

– Non ci interessa spostare qualche virgola in un’opera che costa 6 miliardi e 200 milioni di euro (o che, come ha detto recentemente il prof. Marco Ponti, costerà almeno tre volte tanto) per fare il buco più inutile del Creato, ignorando tutte le immense voragini trasportistiche, sociali, economiche ed esistenziali dell’Italia attuale.
– In passato è capitato qualche volta, raramente a onor del vero, che alcuni Comuni organizzassero di loro iniziativa consigli comunali aperti o convegni pubblici. Abbiamo partecipato, detto la nostra, ma mai è stata accettata la nostra idea di sederci poi intorno a un tavolo e tentare di redigere, insieme, un documento critico o, meglio ancora, un progetto alternativo condiviso.

– Ci viene detto, soprattutto dai prossimi candidati del PD, che non si può fare nulla perché c’è la legge obiettivo che non tiene conto del parere delle popolazioni coinvolte. E allora cosa ci veniamo a fare? Tenetevi il vostro atteggiamento ipocrita, seguite l’ondata che porta al truogolo e non veniteci a raccontare la balla di essere riformisti visto che non avete neanche la volontà o capacità di eliminare una delle leggi più faziose e antidemocratiche dell’era berlusconiana, ossia la Legge obiettivo.

Con queste premesse, caro signor prefetto si metta nei nostri panni:

Lei andrebbe a una riunione nei cui punti all’ordine del giorno si chiede tra l’altro la “verifica dell’attualità delle opere compensative. Si richiede che, previa concertazione con i Comuni interessati, venga assicurato il massimo rispetto delle opere compensative e delle prescrizioni indicate nella citata delibera CIPE n° 80/2006, già individuate attraverso gli accordi procedimentali siglati con RFI in illo tempore” ?

E noi che abitiamo in questi territori, e noi cittadini che paghiamo le tasse e noi a cui chiedete sacrifici sempre più gravosi abbinati a servizi sempre peggiori, a noi ignorati per vent’anni pensate di comprarci con “opere compensative”?.

Basterebbe solo questo insulto per rispondervi con un netto NO.

 

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