Presentato esposto alla Procura di Firenze sul Terzo Valico

Dopo l’esposto alla Procura di Alessandria per segnalare la scomparsa dei depositi della SIGEMI (ex Garrone) dal progetto definitivo di COCIV, venti cittadini hanno presentato un nuovo esposto, questa volta alla Procura di Firenze.
Il numero di quanti avrebbero voluto sottoscriverlo era notevolmente più alto, tuttavia si è dovuta limitare l’adesione per semplificare la procedura di raccolta firme.
L’esposto è stato depositato dall’Avv. Tartarini, legale del Movimento.
La Procura di Firenze ha il merito di avere scoperchiato un “articolato sistema corruttivo” (come lo definisce il gip Angelo Antonio Pezzuti) legato al TAV fiorentino.
Coinvolti nell’inchiesta, prima indagati e poi arrestati, anche la presidente di Italferr, Maria Rita Lorenzetti, e Walter Bellomo, membro della commissione Valutazione Impatto Ambientale del ministero dell’ambiente, entrambi di area PD. I domiciliari furono poi revocati a seguito delle loro dimissioni con la conseguente impossibilità di reiterare il reato.
Italferr non è un nome sconosciuto a quanti conoscono il progetto Terzo Valico dei Giovi, dove se il Committente è RFI S.p.A. (Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane) e General Contractor è COCIV, quella che viene definita Alta Sorveglianza è affidata, udite udite, a ITALFERR S.p.A.
Anche il geologo Walter Bellomo, sebbene finora sconosciuto, irrompe nella questione Terzo Valico dato che il suo nome compare tra i firmatari del parere positivo della commissione relativo allo stralcio 1 della fase 1 del lotto 1 del progetto esecutivo linea ferroviaria AV/AC Milano Genova. Anche in questo caso, come per l’indagine di Firenze, si tratta di un parere relativo alla gestione dei materiali di scavo, al fine di consentire un rapido avvio dei primi cantieri.
La firma del geologo venne apposta a luglio, ovvero in un periodo in cui era già formalmente indagato (da gennaio 2013) e poco prima di venire arrestato (settembre 2013) al fine di evitare proprio la reiterazione del reato.

Con questo esposto i cittadini chiedono alla Procura di Firenze di valutare, alla luce di tutte queste analogie, se esistono dei reati ai danni della Pubblica Amministrazione, nonché gli autori degli stessi e la validità della determina direttoriale conseguente il summenzionato parere.

In altre parole si chiede alla Procura di Firenze di continuare la sua opera e verificare se esiste un filo rosso che lega il sistema TAV della Toscana con quello Ligure-Piemontese e, perché no, con quello italiano in genere, o se ogni progetto TAV fa malaffare per conto suo.

 

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