Terzo valico e montagne russe

Lorenzo Pellerano, consigliere regionale ligure della Lista Biasotti, ha affermato,  non scostandosi dal coro politico multicolore che sostiene il Terzo Valico, che “finalmente sono partiti i cantieri del Terzo Valico dei Giovi”. Beh? Che c’è di strano direte voi?! Infatti sin qui tutto nella norma. La cosa singolare è che tale affermazione sia inserita in una interrogazione urgente in Regione presentata dallo stesso Pellerano “per chiedere delucidazioni sulla situazione denunciata da alcuni terminalisti del porto di Genova in merito alle pendenze del raccordo ferroviario destinato alla movimentazione dei treni merci” di nuovissima costruzione”.
Andiamo allora a vedere cosa accade a Genova, alle linee ferroviarie che dovranno servire le banchine liguri e che si dovranno raccordare con il terzo valico per arrivare poi a Milano, Rotterdam, Kiev, Marte, Plutone e Via Lattea:

Nell’articolo che potete leggere qui si legge quanto segue:

Per passare sotto il ponte della nuova strada a mare di Genova Cornigliano i binari a servizio dello scalo compiono prima una discesa e poi una salita; ciò comporta limitazioni alla lunghezza dei treni merci, nonché tempi e costi aggiuntivi determinati dalla necessità di utilizzare due locomotori o locomotori più potenti. Il che si traduce in tariffe più elevate per le manovre ferroviarie.
«Vorrei capire come si è arrivati a un progetto che implica dislivelli tanto inutili quanto anti-economici per il nuovo raccordo ferroviario – commenta Pellerano – un intervento che non ha tenuto conto delle esigenze logistiche degli operatori portuali che ogni giorno utilizzano quei binari per movimentare le merci. La situazione ha dell’incredibile: finalmente sono partiti i cantieri del Terzo Valico dei Giovi – che vede uno dei suoi punti di forza proprio nella riduzione delle pendenze della tratta che porta oltre Appennino – e creiamo nuove pendenze all’interno del porto, realizzando un nuovo collo di bottiglia a pochi metri dalle banchine? L’obiettivo non dovrebbe essere quello di velocizzare il traffico merci su rotaia per renderlo economicamente più competitivo rispetto a quello su gomma?”

Bravo Pellerano hai fatto centro!  La tua domanda  che sembra essere retorica ha invece un’altra risposta da quella che ti aspetti. L’obiettivo evidentemente NON è quello di velocizzare il traffico merci ne renderlo più competitivo rispetto a quello su gomma e i fatti che tu stesso denunci sono lì a confermarlo! In sostanza un ponte ferroviario di nuova costruzione a Genova è stato fatto come le montagne russe e creando l’ennesimo collo di bottiglia: un bel saliscendi, sarà il luna park più costoso del mondo e purtroppo non farà divertire nessuno se non chi lo avrà costruito e i cittadini italiani pagheranno il biglietto senza neppure salirvi!. Speriamo almento che gli abitanti di Rotterdam vengano in massa a visitare il Luna Park del porto di Genova!
Prima si progetta e costruisce un’opera e poi si cerca di far credere che può servire a qualcosa ma quello che davvero importa è solo scavare, costruire e cementificare: parafrasando al contrario Macchiavelli,  potremmo dire che i mezzi giustificano il fine!

Ivan Caustof

 

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