Cave a Tortona: mafie, mancati controlli, nessuna prevenzione

Vari comitati ormai da tempo lavorano sul territorio per diffondere il più possibile tutte le informazioni che ogni cittadino dovrebbe conoscere riguardo alla grande opera del Terzo Valico: attività spesso resa difficile a Tortona dalla volontà dell’Amministrazione cittadina, che ha cercato persino di vietare il volantinaggio, organizzato per informare i tortonesi degli effetti devastanti del conferimento nelle cave dello smarino contenente amianto, proveniente dagli scavi della galleria.
E’ assodato ormai che sia un’opera inutile e costosa, che tali ingenti somme sarebbero  meglio destinate per  migliorare la ferrovia già esistente. Oggi si sta cercando in tutti i modi di nascondere che sia un’opera davvero dannosa per la salute, anche se questa è un’incontestabile verità.
Tanto è vero che il nostro Primo Cittadino, la sua giunta e persino parte dell’opposizione, continuano a promuoverne i benefici (in realtà solo profitti per  i costruttori, per le mafie che si stanno infiltrando e per i collusi) ma in realtà non hanno la capacità (e probabilmente la volontà) di tutelare la salute dei cittadini dagli effetti devastanti di tale opera né di controllare cosa viene sversato nelle numerose cave tortonesi, interessate  o meno dai lavori del Terzo Valico.
E’ di questi giorni l’ennesima notizia: nella cava Aliprandina  sono stati immessi dalla Ditta Gandini Sandro di Voghera  rifiuti contenenti idrocarburi cancerogeni in quantità preoccupanti, rifiuti che saranno rimossi per essere smaltiti.
Non capiamo perché l’Assessore Calore nel suo accorato intervento faccia riferimento a rocce e terre da scavo, quando l’ argomento del contendere è proprio che l’Arpa evidenzia che “tale materiale non è conforme ai limiti imposti dalle vigenti normative”. Perché l’Assessore si agita e chiede rettifiche ai giornali se il suo operato è corretto? Qual è la prassi? Come si può e si deve fare prevenzione?

La dott.ssa Monferrato di ARPA Piemonte, durante la  Conferenza dei Servizi del 13.2.14 :”(… Si ) richiede che venga data comunicazione agli Enti con congruo anticipo riguardo le attività future che si svolgeranno presso il sito in oggetto, in modo da permettere agli stessi di organizzare le attività di controllo che si riterranno opportune (….)”. Questi rifiuti risultano arrivare dalla Liguria (vedi determina num.87 del Comune di Tortona), ma quali sono  i controlli sulla tracciabilità? Sono sufficienti i certificati di garanzia dei Comuni liguri? Davvero basta così poco per dare l’ok al conferimento? Cosa si fa per prevenire l’infiltrazione mafiosa nei lavori? Vogliamo saperlo.
Anche il Comune di Sale ha bloccato i lavori della Ditta Franzosi in un’altra cava, in località Viscarda, tra Sale e Tortona, perché anche qui l’Arpa ha rilevato la presenza di materiali pericolosi (benzopirene ed idrocarburi, come in località Aliprandina). Dunque, che le cave siano o meno interessate dai lavori del Terzo Valico, è evidente che lo scarico di sostanze pericolose è frequente.
Leggendo gli atti ci si chiede: come mai si arriva a bloccare i lavori solo a cose fatte, ad inquinamento avvenuto? Facciamo attenzione: ad es. i lavori in cava Aliprandina sono iniziati nel febbraio del 2010, e dai campionamenti effettuati dall’ARPA risultano ormai inquinati non solo i terreni di riporto che derivano dall’attività di riempimento della cava, ma il terreno già presente in sito, ossia quello naturale.

Le ditte che effettuano questi scempi saranno perseguite penalmente?
Cosa ha intenzione di fare il Comune di Tortona in merito a questa pericolosissima situazione?
I tortonesi hanno il diritto di sapere che si stanno devastando territorio e salute.
Noi continueremo la nostra opera di informazione, a dispetto dell’immobilismo e del colpevole silenzio dell’Amministrazione.

COMITATO NO TAV TERZO VALICO TORTONA

 

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