Minaccia di morte per le reti di Pozzolo

“Al mio paese chi butta giù le reti gli viene tagliata la gola, fanno un buco e lo infilano sotto terra” questa la frase che Lunedì scorso si è sentito dire il nostro Tino, instancabile attivista del comitato pozzolese contro il Terzo Valico e da sempre in prima fila nelle iniziative del movimento che si tratti di preparare una polenta o tagliare delle recinzioni. La sua colpa quella di essere andato alla cascina Romanellotta insieme ad un altro attivista del comitato di Novi dove alcuni operai della Lande, ditta attenzionata per rapporti con la camorra, stavano risistemando gli oltre quattro chilometri di recinzioni che erano state divelte da centinaia di donne e uomini nella giornata di Sabato 22 Febbraio. Proprio al fianco del cantiere sorge il Presidio No Tav – Terzo Valico di Pozzolo e quindi, non di rado, capita di incontrarsi con gli operai del Cociv. Era sempre prevalso il buon senso fino a Lunedì scorso, quando invece uno dei quattro operai ha pensato bene di minacciare in dialetto il nostro Tino. Un dialetto che Tino, calabrese emigrato nelle nostre terre da moltissimi anni, capisce benissimo. Dopo averne discusso nella riunione di coordinamento dei comitati, si è deciso che fosse giusto presentare querela alla locale stazione dei Carabinieri di Pozzolo, cosa che è avvenuta nella giornata di ieri.

Sappiamo bene che Tino non è certamente persona da farsi intimidire, ma pensiamo che questo sia il momento di prendere parola, perchè quella minaccia di morte è una minaccia contro le migliaia di donne e di uomini che si battono da anni in difesa della propria terra. E’ la conferma che come più volte è stato denunciato, le tante ditte malavitose all’opera negli appalti del Terzo Valico pensano di poter fare il bello e il cattivo tempo in un clima di protezione che la classe politica gli fornisce. Chissà se il Prefetto di Alessandria Romilda Tafuri, quella che pochi giorni fa parlava al convegno della Cisl della necessità di isolare i violenti, decida di fare qualcosa a proposito. Violento è chi pensa di poter minacciare di morte un signore di sessant’anni con l’unica colpa di difendere con amore la terra in cui vive.

Sia chiara una cosa, i No Tav – Terzo Valico non hanno paura, non si fanno intimorire e oggi hanno una ragione in più per continuare a far cadere le recinzioni di Pozzolo Formigaro, dove è bene ricordare sorgerà la più grossa cava del progetto del Terzo Valico e verranno prelevati oltre due milioni di metri cubi di ghiaia che verrà sostituita con altrettanti metri cubi di materiale inquinante. Il 5 Aprile ci si vede ad Arquata per la grande marcia popolare fino al cantiere di Radimero e poi, tutti insieme, si dovrà tornare alla cascina Romanellotta.

La paura da queste parti non è di casa.

 

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