Nessuna discarica a Predosa

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa dei comitati di base della Valle Bormida.

L’impianto di Strada Rampina a Predosa non si farà.
Anche la Provincia di Alessandria, tramite la Conferenza dei Servizi riunita il 26 marzo, non ha potuto fare altro che adeguarsi, recependo la tesi che, con coerenza e determinazione, i Comitati di Base hanno sempre sostenuto. Una tesi semplice, ma allo stesso tempo concreta e inoppugnabile: non si possono accettare o anche semplicemente portare in discussione, progetti inerenti opere potenzialmente dannose per il territorio, le sue risorse, la salute pubblica.
Attraverso una serie di assemblee che si sono svolte sul territorio nel corso delle ultime settimane, i Comitati di Base, affiancati dal Coordinamento dei Sindaci, hanno ribadito la loro indisponibilità a qualunque compromesso, sia vero le multinazionali dei rifiuti che nei confronti della Provincia e dei suoi organi tecnici. La Valle Bormida, con la sua storia di inquinamento, ha già dato, e ha imparato la lezione. E non permetterà che vengano ripetuti gli errori del passato, né ora, né mai più.
Era quindi giusto e inevitabile che l’impianto di Strada Rampina a Predosa venisse respinto in toto, cosa che da ora in poi dovrà avvenire per ogni altro progetto dello stesso tenore.
Siamo a un punto di svolta, in cui la Valle Bormida è veramente avanguardia di ogni lotta a difesa dell’ambiente. Questa vittoria, storica e fondamentale, è dedicata a tutti coloro che, in Provincia, in Piemonte e in tutta Italia, stanno lottando per la causa ambientale.
Ma la nostra battaglia non è ancora conclusa: Al momento è ancora in corso una procedura di Valutazione Impatto Ambientale per un progetto della ditta Grassano, per la quale l’unica conclusione logica ed accettabile sarà un altro rifiuto da parte della Conferenza dei Servizi.
I Comitati di Base continueranno la lotta fino alla completa liberazione del territorio dalle multinazionali dei rifiuti, e non solo.
Non abbiamo dimenticato che lo scorso 11 dicembre, la Regione Piemonte, già delegittimata dagli scandali politici che ne hanno poi determinato la dissoluzione, ha reinserito, con un atto a nostro avviso incomprensibile e inaccettabile, l’area di Cascina Borio a Sezzadio fra i siti a servizio del Terzo Valico.
Non possiamo accettare il coinvolgimento del territorio in un’opera potenzialmente nociva, che non ha nessun tipo di ricaduta positiva per la nostra Valle, e non smetteremo di lottare fino a che il territorio sarà libero da ogni possibile minaccia.
Nè cave, né discariche; né le multinazionali, né il Cociv: la nostra acqua, la nostra terra, la nostra salute, la nostra Valle, non si toccano.

I Comitati di Base

 

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